Giava (ballo)

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Il ballo della giava fu creato dopo la prima guerra mondiale. Di origine popolare francese, ha una base musicale è molto simile ad un rapido valzer (ritmo a 3/4), ballo dal quale si distingue per la ricerca di una danza più semplice, ma al contempo di un contatto più stretto e sensuale tra uomo e donna.

Viene eseguito a passi molto piccoli e richiede meno posto del valzer. Il nome sarebbe ispirato a quello dell'isola di Giava.[1].

Viene ricordato nella canzone di Fréhel La java bleue, 1938 ed in quella di Édith Piaf, L'accordéoniste, 1942; in entrambi i casi si tratta di valzer. Il ballo viene citato brevemente anche nella canzone La guerra di Piero di Fabrizio de André.

Dato che vengono toccate le anche della donna, era normale che fosse considerato da alcuni come un ballo indecente, tanto che venne proibito in alcuni luoghi. Dagli anni 50 è da considerarsi piuttosto come passato di moda.

Infatti il ballo è citato nella canzone Gigolette del 1952 cantata da Gino Latilla "Balli ancora la Java che si ballava vent'anni fa". È citato anche in una canzone di Ornella Vanoni "la giava rossa"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jacqueline Picoche, Dictionnaire étymologique du français, Dictionnaires Le Robert, Paris, 1992, p. 562, Albert Dauzat, Jean Dubois e Henri Mitterrand, Nouveau Dictionnaire étymologique et historique, Librairie Larousse, Paris, 1971, s.v. java e Trésor de la langue française informatisé.