Ghiandola parotide

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Ghiandola parotide
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Ghiandole salivari:
#1 Ghiandola parotide
#2 Ghiandola sottomandibolare
#3 Ghiandola sottolinguale
Anatomia del Gray subject #177 693

La ghiandola parotide è una ghiandola a secreto puramente sieroso, è la più voluminosa delle ghiandole salivari, pesa circa 25 - 30 grammi, presenta forma irregolare e lobulata, è di colore giallo grigiastro e di aspetto simile al tessuto adiposo. Si trova nella loggia parotidea, posizionata nella regione retromandibolare e precisamente tra il margine posteriore del ramo della mandibola anteriormente, il margine anteriore del muscolo sternocleidomastoideo posteriormente e l'articolazione temporomandibolare cranialmente. Presenta rapporti mediati e immediati con grossi vasi del collo e con diversi nervi cranici.

Conformazione della parotide[modifica | modifica wikitesto]

Si distinguono nella parotide un corpo e due prolungamenti: anteriore e mediale o faringeo. Il corpo mostra una forma irregolarmente prismatico - triangolare con diverse facce ed estremità:

  • la faccia laterale è leggermente convessa, si estende in alto fino all'arcata zigomatica, indietro fino al muscolo sternocleidomastoideo, in avanti si spinge oltre il margine del muscolo massetere e si continua col prolungamento anteriore
  • la faccia antero - mediale è foggiata a doccia, entra in rapporto in alto con la superficie laterale dell'ATM, in avanti col muscolo pterigoideo interno il margine posteriore del ramo della mandibola e col margine del muscolo massetere. In corrispondenza di tale faccia emergono i rami del nervo facciale e dell'arteria mascellare interna, mentre entrano l'arteria carotide esterna in basso e il nervo auricolo - temporale in alto
  • la faccia posteriore è modellata sui muscoli sternocleidomastoideo, ventre posteriore del digastrico e peristiloidei; questi ultimi la separano dallo spazio retrostiloideo dove corrono l'arteria carotide interna, la vena giugulare e diversi nervi cranici (IX, X, XI, XII paio)
  • l'estremità superiore si spinge tra la superficie posteriore dell'ATM e la parete posteriore del meato acustico esterno
  • l'estremità inferiore si porta al di sotto dell'angolo della mandibola e appoggiandosi sul setto interghiandolare.

Il prolungamento faringeo si approfondisce tra i muscoli peristiloidei e il legamento stilomandibolare raggiungendo la parete laterale della faringe, mentre l'anteriore si spinge sulla faccia laterale del massetere e dal suo apice sbocca il dotto escretore della parotide, il dotto di Stenone, il quale sbocca al livello del secondo molare dell'arcata superiore.

Struttura della parotide[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il punto di vista strutturale la parotide è una ghiandola lobulare tubulo - acinosa composta, cioè composta da tante piccole e circoscritte aree parenchimali, i lobuli, da unità secernenti o adenomeri di forma sferoidale, gli acini, e da un sistema di dotti escretori, i tubuli. I lobuli sono delimitati da setti che si dipartono dalla superficie profonda della capsula che riveste la ghiandola, tali setti sono anastomizzati tra di loro e costituiscono lo stroma di sostegno dell'organo e il sistema di supporto di vasi, nervi e condotti escretori. Gli acini sono composti da aggregati cellulari disposti a formare un unico strato che formano nel complesso sferette cave rivestite da una membrana basale propria e circondate da una ricca rete di capillari. Il sistema escretore è costituito da un insieme i condotti distinti in intralobulari ed extralobulari; gli intralobulari sono divisi a loro volta in dotti intercalari e dotti striati o salivari, gli extralobulari sono invece raggruppati in condotti interlobulari, interlobari e dotto di Stenone. L'intero sistema escretore con gli acini annessi assume una configuarazione tridimensionale assai simile ad un grappolo d'uva.

Vasi e nervi della parotide[modifica | modifica wikitesto]

la vascolarizzazione è assicurata dalla carotide esterna, dall'arteria trasversa della faccia e dall'arteria auricolare posteriore. Tali vasi all'interno dell'organo si suddividono in numerosi rami che decorrono lungo i dotti escretori interlobari e interlobulari. Il deflusso venoso viene svolto dalla vena retromandibolare. L'innervazione sensitiva è assicurata dal nervo trigemino tramite il suo ramo auricolo temporale, l'innervazione eccitosecretrice arriva da fibre parasimpatiche originate dal nucleo salivatorio inferiore (glossofaringeo) che vi giungono attraverso l'auricolo temporale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Fonzi, Anatomia Funzionale e Clinica dello Splancnocranio, edizioni Edi Ermes, ISBN 88-7051-238-X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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