Francesco de' Ficoroni

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Francesco de' Ficoroni (Labico, 1664Roma, 25 gennaio 1747) è stato un antiquario, archeologo, collezionista ed erudito italiano il cui nome resta legato soprattutto alla raccolta di cui faceva parte la famosa «Cista Ficoroni».

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque nella cittadina di "Lugnano", denominata attualmente "Labico"[1] da Bonifacio dè Ficoroni e Maria Rosati. L'interesse per le antichità e l'antiquariato divenne anche la sua attività professionale. Fu autore di numerose pubblicazioni soprattutto di argomento antiquario, ma raccolse e commerciò oggetti di antiquariato rimanendo coinvolto in polemiche e incorrendo talora in infortuni giudiziari.

Scrisse numerosi lavori sulle arti figurative del passato, sulla topografia dell'antica Roma, sul teatro e le maschere teatrali, sull'epigrafia romana e su altri argomenti riguardanti il passato raggiungendo una notorietà molto vasta soprattutto fra gli stranieri impegnati nel Grand Tour[2]. Alcune sue opere, ad es. Le Vestigia e rarità di Roma antica (1744), furono ristampate a lungo dopo la sua morte. Fu corrispondente di studiosi come il Muratori, accolto nella Royal Society of London[3], ma spesso coinvolto in polemiche che gli costarono perfino censure da parte delle autorità; per es. gli scritti polemici contro l'antiquario francese Bernard de Montfaucon, accusato da Ficoroni di inattendibilità in uno scritto del 1709[4], determinò la reazione polemica di altri studiosi[5][6] per cui il 15 gennaio 1714 venne emanato un decreto in base al quale i testi polemici del Ficoroni e dei suoi avversari venivano messi all'Indice a meno che non fossero stati emendati delle parti più offensive.

La sua raccolta è andata dispersa dopo la morte. La sua collezione di sigilli in piombo venne data al «Museo di antichità cristiane» e al Museo Kircheriano. La famosa «cista Ficoroni» rinvenuta dal Ficoroni a Lugnano nel 1738 è ora al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. Il «Ripostiglio Bianchini», una collezione di statuette di bronzo, è invece al Museo archeologico nazionale di Napoli.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fu proprio Francesco de' Ficoroni a identificare erroneamente Lugnano con l'antica Labicum, fornendo la documentazione per l'inopportuno cambiamento di nome di «Lugnano» in «Labico» avvenuto nel 1882 (vedi Giuliano Gasca Queirazza et al. Dizionario di toponomastica : storia e significato dei nomi geografici italiani. Torino : UTET, 1997, p. 257, ISBN 8802057613).
  2. ^ Quando Charles de Brosses venne a Roma, il Ficoroni gli fece da Cicerone ai Musei Vaticani; il grande borgognone ne fu seccatissimo, perché Ficoroni parlava in continuazione ma, essendo sordo, non rispondeva alle sue domande (Charles de Brosses, Lettres historiques et critiques sur l'Italie, Tome troisième, Paris: chez Ponthieu, 1799, p. 136 e segg. Google libri)
  3. ^ È definito "Reg. Lond. Acad. Socius" nel frontespizio dell'opera Gemmae antiquae litteratae
  4. ^ Osservazioni di Francesco de' Ficoroni sopra l'antichità di Roma; descritte nel Diario italico pubblicato in Parigi l'anno 1702 dal M. Rev. padre D. Bernardo de Montfaucon nel fine delle quali s'aggiungono molte cose antiche singolari scoperte ultimamente tra le rovine dell'antichità
  5. ^ Romualdo Riccobaldi, Apologia del Diario Italico del molto reverendo padre Don Bernardo Montfaucon contra le osservazioni del Segnor Francesco Ficoroni, composta dal padre don Romualdo Riccobaldi monaco benedettino della Congregazione cassinese ..., Venezia : per Antonio Bortoli, 1710
  6. ^ Giovanni Grisostomo Scarfò, Lettera del molto reuerendo padre D.Gian Grisostomo Scarf? monaco Basiliano Calabrese dimorante in Napoli, detto altramente Crisofano Cardiecletti scritta al signor Francesco de' Ficoroni, Cosenza : per Alfonso Lelli, 1712

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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