Etmopterus spinax

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Sagrì nero
Etmopterus spinax Sardinia.jpg
Esemplare catturato in Sardegna.
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Ordine Squaliformes
Famiglia Etmopteridae
Genere Etmopterus
Specie E. spinax
Nomenclatura binomiale
Etmopterus spinax
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Squalus spinax

Areale

Etmopterus spinax distmap.png

Il sagrì nero o moretto (Etmopterus spinax) è un piccolo squalo abissale della famiglia Etmopteridae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nel mar Mediterraneo occidentale, dove è abbastanza comune, e nell'Oceano Atlantico orientale tra l'Islanda e l'Africa tropicale.
Vive ad alte o altissime profondità, fino a 2000 metri ma è stato catturato anche a soli 70 metri.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questo squaletto si può facilmente riconoscere per l'aspetto generale, oltre che per il fatto di essere il più piccolo Squaliforme mediterraneo (raggiunge solo eccezionalmente i 50 cm). Le pinne dorsali sono entrambe armate di una spina velenosa, lunga e ben visibile, le pinne pettorali sono grandi, quasi quanto le pinne ventrali. La pinna anale è completamente assente. La pinna caudale porta un distinto lobo superiore. L'occhio è grande, verdastro, anche la bocca è grande. Le narici sono molto più vicine alla punta del muso che alla bocca. Su ventre e fianchi sono presenti numerosi fotofori, piccoli ma che producono una luce assai intensa.
Il colore è nero o scuro ma non uniforme, infatti è molto più scuro sul ventre e sui due lobi della pinna caudale.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Specie molto vorace. Si nutre soprattutto di pesci, crostacei e molluschi.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una specie vivipara, partorisce 15-20 piccoli in estate.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Si cattura con reti a strascico e palamiti ma non ha nessun valore dato che la carne non è commestibile.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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