Enuresi

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Enuresi
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 788.36
ICD-10 (EN) R32, F98.0

Enuresi, dal greco, significa propriamente "urinare dentro", sottinteso "nel letto". Nonostante questo, viene sempre citato come "enuresi notturna", sebbene il termine non venga utilizzato per altri tipi di incontinenza.

L'enuresi è il volontario o involontario rilascio ripetuto di urina nei vestiti o a letto in una fase di sviluppo in cui il controllo degli sfinteri dovrebbe essere acquisito.

La maggior parte dei bambini raggiunge il controllo degli sfinteri di giorno e di notte all'età di 5 anni.
Può essere primitiva (non c'è raggiungimento del controllo degli sfinteri) o secondaria (regressiva), ma circa il 90% dei bambini ha un problema di tipo primario.
L'enuresi secondaria viene diagnostica tra i 5 e gli 8 anni.

Viene diagnosticata un'enuresi quando si ha il rilascio di urina due volte alla settimana fino a tre mesi di seguito.

Indice

[modifica] Trattamento

  • È importante ottenere la collaborazione del bambino nell'affrontare tale problema. Premiarlo per non aver bagnato il letto si dimostra utile.
  • I bambini dovrebbero urinare prima di andare a letto.
  • Vanno assolutamente scoraggiate punizioni e umiliazioni al bambino.
  • Non occorre svegliare ripetutamente il bambino durante la notte. Anzi, può risultare controproducente e suscitare irritazione nel genitore.
  • Non isolare il bambino dai suoi amici, lasciarlo andare alle feste e dormire fuori di casa, magari portando con sé delle mutandine assorbenti.
  • In casi particolari, sotto controllo di un neurologo, può dare buoni risultati la somministrazione di imipramina.
  • Dietro prescrizione medica, somministrazione di desmopressina immediatamente prima del sonno e a debita distanza dall'ultima assunzione di liquidi. Il principio è commercializzato anche in preparati spray, più adatti all'assunzione orale in tenera età.
  • Non dare da bere prima di andare a letto

[modifica] Mutandine assorbenti

Per i bambini in età scolare, esistono in commercio delle mutandine assorbenti progettate per i bambini che bagnano il letto di notte. Queste vengono indossate sotto il pigiama e sono molto discrete. Il bambino, potrà quindi andare a dormire tranquillo e sicuro del fatto che alla mattina non si sveglierà con il pigiama bagnato e le lenzuola umide. Potrà anche andare a dormire da un amichetto senza vergognarsi del fatto che fa ancora la pipì a letto. Questo non risolve il problema, ma è uno strumento per rendere meno fastidioso questo brutto periodo. Tuttavia, alcuni studi indicano che l'uso esteso dei pannolini al fine del palliamento del problema potrebbe interferire in maniera significativa con il naturale apprendimento dello stare asciutti di notte, soprattutto in persone affette da serie disabilità.[1]

[modifica] Aspetti psicologici

L'enuresi comporta tanto nel bambino quanto nell'adolescente una discreta limitazione dei momenti sociali portando in alcuni casi all'isolamento causato dal rifiuto di attività che implicano l'uscita ed il pernotto fuori dall'ambiente familiare. La sofferenza psicologica è strettamente legata al senso di vergogna provato a causa del comportamento derisorio dei coetanei e talvolta dal disgusto e dall'incomprensione di chi si prende cura del bambino. La nascita di un fratello, l'inizio della vita scolastica, il manifestarsi di conflitti nella coppia genitoriale o la mancata o tardiva educazione al controllo degli sfinteri possono essere cause attribuibili all'enuresi. L’enuresi: La pipì al letto

[modifica] Note

[modifica] Voci correlate

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