Enantiophoenix electrophyla

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Enantiophoenix
Immagine di Enantiophoenix electrophyla mancante
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Enantiornithes
Famiglia Avisauridae
Genere Enantiophoenix
Specie E. electrophyla

L'enantiofenice (Enantiophoenix electrophyla) è un uccello estinto appartenente agli enantiorniti. Visse all'inizio del Cretaceo superiore (circa 90 milioni di anni fa) e i suoi resti sono stati ritrovati in Libano.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo uccello era di piccole dimensioni (non più lungo di 15 centimetri). L'unico scheletro noto di questa specie conserva le ossa del cinto pettorale, parte dello sterno e del bacino e buona parte dei piedi (Cau & Arduini, 2008). Le zampe posteriori erano dotate di artigli ricurvi, probabilmente adatti ad afferrare i rami degli alberi.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale apparteneva agli enantiorniti (“uccelli opposti”), un grande gruppo di uccelli che prosperò nel corso del Cretaceo. In particolare, l'enantiofenice era un rappresentante primitivo degli avisauridi (Avisauridae), una famiglia di enantiorniti diffusi in Sudamerica, Nordamerica ed Europa occidentale, i cui antenati sono da ricercare in alcune forme dell'Asia orientale.

Significato dei fossili[modifica | modifica wikitesto]

L'enantiofenice costituisce una sorta di tappa intermedia nella distribuzione degli avisauridi tipici dei continenti occidentali, dal momento che gli antenati di questo gruppo sono stati ritrovati in Asia. Enantiophoenix, inoltre, è il più antico uccello rinvenuto nella Placca Continentale africana (di cui fa parte il Libano).

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

I fossili indicano che questo animale era arboricolo: gli artigli ricurvi, ad esempio, permettevano all'enantiofenice di afferrarsi saldamente ai rami degli alberi. Sul fossile sono stati ritrovati anche corpouscoli di ambra: sembra che questo uccello si nutrisse occasionalmente di resina (che con la fossilizzazione si trasforma in ambra). Da qui il nome specifico dell'animale, electrophyla, che significa “amante dell'ambra”.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Cau, & P. Arduini, 2008 - Enantiophoenix electrophyla gen. et sp. nov. (Aves, Enantiornithes) from the Upper Cretaceous (Cenomanian) of Lebanon and its phylogenetic relationships. Atti della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo di Storia Naturale di Milano, 149 (II): 293 - 324