Cycloderma aubryi

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Tartaruga alata di Aubry
Immagine di Cycloderma aubryi mancante
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Testudines
Famiglia Trionychidae
Genere Cycloderma
Specie C. aubryi
Nomenclatura binomiale
Cycloderma aubryi
(Duméril, 1856)

La tartaruga alata di Aubry (Cycloderma aubryi Duméril, 1856) è una tartaruga d'acqua dolce della famiglia dei Trionichidi[1].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il carapace (di forma ovale e lungo fino a 55 cm) è marrone, con una sottile striscia vertebrale scura; negli adulti è completamente liscio, mentre negli esemplari giovani presenta una carena vertebrale e numerosi tubercoli sparsi. Il termine «alata» deriva dalla presenza di due alette femorali situate sul piastrone che ricoprono le zampe quando vengono retratte nel carapace. Sul piastrone, di colore giallastro, spiccano alcune chiazze marroni. La testa è marroncina con cinque sottili linee longitudinali: una mediana che si estende dalla sommità del capo al collo e altre quattro, due per lato, situate su ciascun lato della faccia, che vanno dalle narici, attraverso le orbite, fino al collo. Il mento e la gola sono gialli macchiati di marrone; gli arti sono marroni. I piccoli hanno un carapace di 55 mm che varia nella colorazione dall'arancio al rame, con macchie nere sparse e una sottile striscia vertebrale marrone. Il piastrone è giallo con una grossa macchia marrone a forma di V.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La tartaruga alata di Aubry vive nelle regioni centrali del continente africano, in Repubblica Centrafricana, Gabon, Cabinda, Congo-Brazzaville e Repubblica Democratica del Congo[2]. Si incontra solamente nei corsi d'acqua che scorrono nelle foreste pluviali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Proprio a causa degli impenetrabili habitat in cui vive, la biologia di questa specie è ancora in gran parte sconosciuta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Animaldiversity.umich.edu
  2. ^ JCVI.org

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Duméril, A.H.A. (1856). Note sur les reptiles du Gabon. Revue et Magasin de Zoologie Pure et Appliquée, Paris, (2) 8: 369-377, 417–424, 460–470, 553–562
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  • McCord, W.P. & Joseph-Ouni, M. 2003. Chelonian Illustrations #6. Flapshell and Giant Asian Softshell Turtles. Reptilia (GB) (26): 59-64
  • Meylan, P.A. 1987. The phylogenetic relationships of soft-shelled turtles (Family Trionychidae). Bull. Amer. Mus. Nat. Hist. 186 (1):1-101.
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  • Pauwels, O.S.G. & Vande weghe, J.P. 2008. Les reptiles du Gabon. Smithsonian Institution, Washington: 272 pp.
  • Pauwels, O.S.G.; William R. Branch and Marius Burger 2004. Reptiles of Loango National Park, OGOOUÉ-MARITIME PROVINCE, SOUTH-WESTERN GABON. Hamadryad 29(1): 115 – 127
  • Tornier, G. (1902). Die Crocodile, Schildkröten und Eidechsen in Kamerun. Zool. Jahrb., Abt. Syst., 15 (6): 663-677
  • Valverde, J. (2007). Weichschildkröten. Reptilia (Münster) 12 (6): 16-23

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