Chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce

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Coordinate: 40°50′58.74″N 14°15′47.41″E / 40.84965°N 14.26317°E40.84965; 14.26317

Chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Località CoA Città di Napoli.svgNapoli
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Santa Croce
Diocesi Arcidiocesi di Napoli
Architetto Dionisio Lazzari, Arcangelo Guglielmelli
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1290
Completamento XVIII secolo

La chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce è una delle chiese monumentali di Napoli; è ubicata del centro storico della città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La struttura religiosa è sede di una delle più antiche e prestigiose istituzioni religiose nobiliari del capoluogo campano, l'Augustissima Compagnia della Disciplina della Santa Croce, fondata nel 1290. Essa ha sempre rappresentato uno snodo cruciale della storia del Regno di Napoli e dello Stato Pontificio.

Nel 1384 la chiesa della Compagnia subì un rifacimento voluto dal cardinale Rinaldo Brancaccio. Dopo un secolo, nel 1485, la chiesa venne chiusa al culto per ordine del re Ferrante I di Napoli, poiché molti nobili appartenenti alla Compagnia avevano preso parte alla Congiura dei Baroni. La Compagnia fu comunque ripristinata nel 1551 e l'edificio venne riaperto al culto.

Nella seconda metà del XVII secolo furono attivi, nei restauri barocchi, gli architetti Dionisio Lazzari e Arcangelo Guglielmelli; tuttavia l'opera venne rimaneggiata completamente nel XVIII secolo e ulteriori rifacimenti si protrassero fino al 1930, quando vennero rifatti il pavimento e il soffitto dell'oratorio.

Attualmente la chiesa è chiusa al pubblico, ma tutt'oggi, la Compagnia è protagonista di opere di solidarietà e promuove iniziative culturali, fra cui l'importante pubblicazione per la casa editrice Electa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

La facciata settecentesca presenta una semplice partizione ed è caratterizzata da lesene giganti di ordine ionico. Il portale centrale, in piperno, è caratterizzato da un timpano circolare con stemma, sormontato da un finestrone in stucco. Il prospetto è coronato mediante un timpano triangolare, ornato per mezzo di acroteri a forma di coppe e aperto, al centro, da un oculo ovale.

L'interno è caratterizzato dal bel pavimento maiolicato della prima metà del XVIII secolo, realizzato dal riggolaio Giuseppe Massa; al centro vi è una lastra sepolcrale risalente al 1367 di Bartolomeo del Sasso. Alle pareti dovevano essere appese tele di rilevanti pittori.

La macchina d'altare fu realizzata da scultori della bottega di Lorenzo Vaccaro; al centro era collocata una tavola sormontata da una lunetta raffigurante la Deposizione di Cristo. Nell'Oratorio vi sono conservati stalli lignei del 1603, eseguiti da Nunzio Maresca, mentre in deposito è conservata una tela di Marco Pino.

Il giardino[modifica | modifica sorgente]

Il complesso è composto da un chiostro, il quale, in origine, era abbellito da un giardino coltivato ad agrumeto, fattore alquanto frequente nei chiostri napoletani. Vi si trovavano affreschi di storie della vita di Gesù risalenti al XVIII secolo, mentre, oggi, è sopravvissuta soltanto una scena in cui sono raffigurati Cristo e la samaritana. L'intera struttura risulta oggi preda dell'incuria, necessitando di un restauro conservativo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.
  • Gennaro Aspreno Galante, Le Chiese di Napoli. Guida Sacra della Città di Napoli, Napoli, XIX secolo.
  • Francesco Domenico Moccia e Dante Caporali, NapoliGuida-Tra Luoghi e Monumenti della città storica, Clean, 2001
  • Pisani Massamormile Mario (a cura di), La Compagnia della Croce, Electa Napoli, 2006.

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