Certamen poeticum Hoeufftianum

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Il Certamen poeticum Hoeufftianum (o Certamen Hoeufftianum) è stato il più prestigioso premio letterario di poesia in lingua latina nel periodo compreso fra il 1844 e il 1978. Fondatato dal giurista olandese e poeta in latino Jacob Hendrik Hoeufft (1756-1843) veniva assegnato una volta l'anno ad Amsterdam da una giuria i cui membri (iudicatores) erano stati scelti dalla Königlich-Niederländische Akademie der Wissenschaften (Accademia reale olandese delle arti e delle scienze).

I componimenti poetici dei candidati dovevano essere inviati anonimi e accompagnati da un motto. Il primo premio consisteva in una medaglia d'oro da 250 grammi, per il primo classificato, più la pubblicazione dell'opera a spese dell'Accademia. Le composizioni che, pur non avendo conseguito il primo premio, venivano giudicate dalla giuria degne di grande lode (magnae laudis) potevano essere anch'esse pubblicate a spese dell'Accademia, previo consenso dell'autore.

Il primo italiano a riportare una vittoria fu il calabrese Diego Vitrioli[1] premiato nel primo concorso con un poemetto sulla pesca del pesce spada[2]. Il più noto fra i poeti italiani premiati è senz'altro Giovanni Pascoli il quale vinse il primo premio tredici volte; Pascoli ottenne la lode quindici volte; ma, verosimilmente irritato per la sconfitta, in nove occasioni non volle rivelare il proprio nome, impedendo così la pubblicazione delle sue opere. Pascoli era stato allievo a Urbino del padre scolopio Giuseppe Giacoletti, anch'egli premiato ad Amsterdam nel 1863 con un poema sulle locomotive a vapore[3]. Altri italiani premiati: Fernando Maria Brignoli, Alfonso Maria Casoli, Teodoro Ciresola, Domenico Migliazza, Vittorio Genovesi, Giuseppe Morabito[4], Matteo Paolillo, Olindo Pasqualetti, Michelangelo Petruzziello e Francesco Sofia Alessio.

Fra gli stranieri premiati si ricorda il tedesco Hermann Weller (1878-1956) il quale vinse il primo premio tredici volte. Nel 1938 Weller venne premiato per Y, un poemetto in cui attaccava la politica razziale dei nazisti[5].

[modifica] Bibliografia

  • Vito R. Giustiniani: Neulateinische Dichtung in Italien 1850–1950. Niemeyer, Tübingen 1979 (= Beihefte zur Zeitschrift für romanische Philologie, 173), p. 99–108.
  • Dirk Sacré: "Et Batavi sudamus adhuc sudore Latino?" Het Certamen Hoeufftianum. In: Hermeneus 65,2 (1993), p. 120-124.
  • Jan Hendrik Waszink: De poesi neolatina Batavorum deque certamine poetico Hoeufftiano Iani Henrici Waszink. In: Institutum Romanis studiis Provehendis (Hrsg.), Acta omnium gentium ac nationum conventus Latinis litteris linguaeque fovendis a die XIV ad diem XVIII mensis Aprilis a. MDCCCCLXVI Romae habiti, Romae: in aedibus Caroli Colombo, 1968, p. 281- 290.

[modifica] Note

  1. ^ Giovanni Pascoli: "Un poeta di lingua morta" (Pensieri e discorsi - 1914)
  2. ^ Didaci Vitriolii, Xiphyas, Amstelodami: Mullerum, 1845
  3. ^ Giuseppe Giacoletti, De lebetis materie et forma eiusque tutela in machinis vaporis vi agentibus carmen didascalicum, Amstelodami: C. G. Van Der Post, 1863
  4. ^ Giuseppe Morabito, Pericula, Prope amenanum, Amstelodami: Academia regia disciplinarum nederlandica, 1954
  5. ^ Y, Ara Pacis Hermanni Weller. Communia vitae, Vere novo Vistorii Genovesi, Amstelodami: Academia regia disciplinarum nederlandica, 1938.
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