Cavalier (realista)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Cavalier fu il nome che venne dato, in opposizione a parlamentarista, ad un seguace di re Carlo I durante la guerra civile inglese (1642–1651). Il principe Rupert del Palatinato, comandante della cavalleria di Carlo I, è spesso considerato un archetipo di Cavalier[1].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Cavalier deriva dallo spagnolo caballeros, anch'esso derivato dal volgare latino caballarius (cavaliere). Shakespeare usò il termine cavaleros per descrivere un fanfarone altezzoso o un gentiluomo che si pavoneggia nel suo dramma to describe an overbearing swashbuckler or swaggering gallant in Enrico IV, parte II, in cui Shallow dice: «Berrò alla salute di Master Bardolph, e di tutti i cavaleros di Londra.»[2]

Guerra civile inglese[modifica | modifica wikitesto]

Anthony van Dyck ca.1638, Lord John Stuart e suo fratello Lord Bernard, entrambi caduti combattendo per il Re.

Il termine Cavalier, in Inghilterra, è sinonimo di realista, ovvero seguace di re Carlo I nella sua guerra contro i seguaci del Parlamento detti parlamentaristi, durante la guerra civile inglese. Sulle prime parve un termine spregiativo dato ai seguaci di re Carlo I dai suoi oppositori nell'estate del 1642.

Cavalier, in quel tempo, non era un termine per descrivere il modo di vestirsi, ma per palesare un concetto globale di attitudine sociale e politica. In ogni modo, nella prima metà del XVII secolo il termine divenne sinonimo di eleganza di Corte che prevedeva capelli lunghi, abiti elaborati, realizzati in tessuti preziosi, di colori sgargianti e arricchiti da pizzi e merletti e cappelli con le piume[3]. Questo contrastava con l'abbigliamento dei più estremi seguaci parlamentaristi che portavano i capelli corti e vestiti molto semplici.

Il termine venne coniato dai parlamentaristi come termine dispregiativo per additare il modo di essere licenziosi, beoni e frivoli.

Daniel Defoe scrisse Memoirs of a Cavalier (in lingua italiana: Memorie di un cavaliere), un romanzo storico di cui era protagonista un seguace di Carlo I[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ , Manganiello, p. 476
  2. ^ OED. "Cavalier"
  3. ^ OED "Cavalier", Meaning 4. attrib., First quotation "1666 EVELYN Dairy 13 Sept., The Queene was now in her cavalier riding habite, hat and feather, and horseman's coate."
  4. ^ Daniel Defoe, Memorie di un cavaliere, o Diario militare delle guerre in Germania e delle guerre in Inghilterra, dall'anno 1632 all'anno 1648. Scritte sessanta anni fa da un gentiluomo inglese, arruolato dapprima nell'esercito di Gustavo Adolfo, il glorioso re di Svezia, fino alla di lui morte; e successivamente nell'esercito regio del re Carlo I, dall'inizio della ribellione alla fine della guerra; a cura di Paolo Del Colle; traduzione di Vito Bianco, Roma: Fazi, 1997, ISBN 88-8112-051-8

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]