Catervo di Tolentino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Catervo
Sarcofago dei santi Catervo, Severina e Basso. Tolentino, Duomo
Sarcofago dei santi Catervo, Severina e Basso.
Tolentino, Duomo
Martire
Morte IV secolo
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Tolentino, Duomo
Ricorrenza 17 ottobre
Patrono di Tolentino

Catervo, o Flavio Giulio Catervio (latino Flavius Iulius Catervius) (... – Tolentino, IV secolo), è stato un prefetto del pretorio romano, figura strettamente legata alla città di Tolentino, che lo considera un evangelizzatore e un martire della Chiesa cristiana e lo commemora congiuntamente alla moglie Settimia Severina e al loro figlio Basso il 17 ottobre.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Le poche notizie che si conoscono su Catervo si ricavano dall'iscrizione posta nel grandioso sarcofago paleocristiano (IV secolo) che si conserva nella Cappella di San Catervo, in fondo alla navata sinistra del Duomo di Tolentino[1]. L'epigrafe ricorda che Flavio Giulio Catervio appartenne ad una nobile famiglia senatoria, che fu prefetto del pretorio e morì all’età di 56 anni.

La tradizione agiografica, priva di ulteriori testimonianze, vuole che Catervo, già nel I o II secolo, sia stato il primo evangelizzatore della città di Tolentino e proprio ciò, al tempo di Traiano, abbia comportato il martirio per lui e la sua famiglia. Sopra l'antichissimo mausoleo dedicato a Catervio e alla sua famiglia sarebbe poi sorta l'attuale chiesa cattedrale di Tolentino.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Si è dubitato, forse fondatamente, che Catervo e i familiari potessero avere un nesso con la religione cristiana e con l'opera di evangelizzazione nel Piceno: certamente manca nell'epigrafe del sarcofago qualsiasi rimando a tale opera e tanto meno al loro martirio. Catervo e famiglia infatti non furono compresi nel Martirologio Romano, benché Tolentino abbia nel tempo tributato loro un culto particolarmente sentito e prolungato, poi soppiantato in parte dalla figura di san Nicola da Tolentino[2].

Il sarcofago fu aperto nel 1455: in tale occasione il capo di Catervo venne posto in un reliquiario per la venerazione dei fedeli. Nel corso di una successiva ispezione nel 1567 furono riconosciuti i corpi di san Catervo, di santa Severina e di loro figlio Basso. Sebbene un tempo si sia addirittura dubitato sulla reale esistenza storica dei tre santi, una più recente ricognizione dei resti sembrerebbe confermare l’antica tradizione tramandataci dalla Chiesa e dal culto popolare.

Una leggenda piemontese, sorta per giustificare la presenza a Tortona di alcune reliquie di questi santi, attribuisce alla famiglia di Catervio il ruolo di preziosi collaboratori del primo vescovo san Marziano nell’evangelizzazione di questa città, di cui sarebbero stati i protomartiri verso l’anno 68.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nel sarcofago, ricavato da un unico blocco di marmo, ebbero sepoltura Catervo e la moglie Severina, entrambi raffigurati nei busti; sono inoltre raffigurate a bassorilievo le rappresentazioni del Buon Pastore e una Adorazione dei Magi.
  2. ^ Oggi Tolentino assegna sicuramente maggiore rilevanza nei festeggiamenti per san Nicola, al punto che un detto locale dice: “se fa tutto per Nicò e niente per Catè”.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Breve racconto della vita di San Catervo martire protettore dell'illustrissima città di Tolentino. Descritta dal reverendo padre Ubaldo Marioni canonico regolare l'anno 1649. E volgarizzato da d. Filippo Sonni priore di detta città, In Foligno: nella stamp. di Francesco Antonelli, 1649
  • Rinaldo Gabrielli, Breve storia sulla vita di san Catervo martire, patrono principale di Tolentino, Camerino 1932.
  • Edmondo Casadidio, San Catervo, Tolentino 1967.
  • Marco Ioli, Il sarcofago paleocristiano di Catervio nel Duomo di Tolentino, in "Studi di antichità cristiane", IX (1971), pp.
  • Silvia Maria Marengo, Tradizione classica e temi cristiani nel carme di Catervio a Tolentino, in Scritti sul mondo antico in memoria di Fulvio Grosso, 1981, pp. 305–312.
  • Aldo Nestori I resti del mausoleo di Catervio a Tolentino, in "Picus: studi e ricerche sulle Marche nell'antichità", VIII (1988), pp. 199–209.
  • Aldo Nestori, Alla ricerca del Mausoleo di Catervio a Tolentino, in Memoriam sanctorum venerantes: miscellanea in onore di mons. Victor Saxer (= "Studi di antichita cristiana", 48), Pontificio istituto di archeologia cristiana, Città del Vaticano 1992, pp. 599–611.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]