Boswellia sacra

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Boswellia sacra
Oman Dhofar Frankincense.jpg
Alberi di Boswellia sacra nel Dhofar, Oman
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Sapindales
Famiglia Burseraceae
Genere Boswellia
Specie B. sacra
Nomenclatura binomiale
Boswellia sacra
Flueck., 1867

Boswellia sacra Flueck. appartiene alla famiglia delle Burseraceae. È una delle specie più note del genere Boswellia, soprattutto per l'ottima qualità dell'incenso (franchincenso) che essa produce. La specie è oggi presente, seppure con consistenza minore rispetto al passato, nell'Oman meridionale (Dhofar), nel sud-est dello Yemen e nel Nord della Somalia (Corno d'Africa); in quest'ultima regione, oltre a B. sacra, è presente anche B. frereana (syn.: B. carterii), un'altra specie che produce incenso di ottima qualità.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Boswellia sacra è un albero deciduo alto da 2 ad 8 metri, con uno o più tronchi che si ramificano a breve altezza dal suolo, assumendo la forma di un cono rovesciato; nelle piante molto vecchie i rami si allargano, quasi adagiandosi al suolo per cui la chioma assume una forma emisferica. La corteccia presenta uno strato superficiale papiraceo che si desquama con facilità e può essere facilmente rimosso in sottili strisce pellicolari. Le foglie sono composte, imparipennate, con 6-8 paia di foglioline sessili disposte in due file laterali, con margine crenato-ondulato. I fiori sono riuniti in infiorescenze racemose; sono piccoli (7–9 mm in diametro), con calice verde 5-dentato, corolla di 5 petali liberi bianchi, 10 stami e 1 pistillo; alla base dell'ovario è presente un disco nettarifero lobato, di colore giallo nel fiore giovane, poi arancione e infine rosso scuro nel fiore vecchio. Il frutto è una capsula obovoide (8–12 mm x 6–7 mm), con apice acuto, costituita da 3-5 valve ognuna contenente un seme.

Biologia riproduttiva[modifica | modifica wikitesto]

Fiori con disco nettarifero di varie colorazioni, dal giallo al rosso scuro

L'impollinazione è effettuata da numerosi insetti fra cui ditteri e imenotteri che sono attratti soprattutto dai fiori giovani, con disco giallo e arancione dove il polline e il nettare sono abbondanti; il cambiamento di colore del disco nettarifero sembra avere lo scopo di indirizzare gli impollinatori verso fiori con polline maturo e stigma recettivo rendendo quest'ultimi maggiormente remunerativi sia in termini di polline che di nettare. Così gli insetti vengono attirati principalmente dai fiori con disco nettarifero giallo e, in seconda istanza, da quelli con disco nettarifero arancione, mentre vengono evitati i fiori vecchi con disco rosso scuro, ormai privi di polline e di nettare e dove l'ovario si sta già trasformando in frutto. In questo modo la pianta si assicura un più efficiente servizio di trasporto del polline da una fiore all'altro e un maggiore successo ai fini riproduttivi; è stato notato che la variazione di colore del disco nettarifero, da giallo a rosso-scuro, avviene in circa 15 ore[1].

Areale di Boswellia sacra[modifica | modifica wikitesto]

Areale di Boswellia sacra

Specie presente nel SE dello Yemen, in Oman meridionale (Dhofar) e nel nord della Somalia (Corno d'Africa). Per una distribuzione dettagliata cfr. le seguenti voci bibliografiche:[2],[3],[4].

Incenso[modifica | modifica wikitesto]

Raccolta della resina[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta dell’incenso inizia ad aprile. Si utilizza un attrezzo chiamato menghaf, una specie di scalpello affilato da un lato per decorticare i rami e non affilato dall'altro per raccogliere la resina. Con il “menghaf” si producono da 10 a 30 decorticazioni ovali (4–8 cm) sui rami più robusti della pianta; dalle aree decorticate essuda resina di colore bianco che progressivamente solidifica all’aria. La resina viene lasciata fluire per due o tre settimane, dopodiché inizia ad essere raccolta; tuttavia questa prima resina è poco abbondante e di qualità mediocre. Le decorticazioni vengono ripulite e dopo due settimane inizia la seconda raccolta che produce incenso in abbondanza e di qualità migliore della prima. La resina viene raccolta con lo stesso sistema tre o quattro volte nell’anno, fino ad ottobre, quando l’albero viene lasciato a riposo fino alla successiva stagione.

Classificazione incenso[modifica | modifica wikitesto]

In Dhofar l'incenso viene classificato in quattro classi, a seconda della sua qualità che dipenda anche dall’ ambiente dove crescono le piante[5]: Elhojari: 1ªqualità (la migliore), Dhofar orientale (Montagne di Hasik) - Elnajdi; 2° qualità, area del Najd, montagne del Dhofar centro-settentrionale - El Shazri: 3° qualità, Dhofar occidentale, nell’area compresa fra El Najd e l’area delle precipitazioni monsoniche - Eslshabi: 4° qualità, fascia costiera, parzialmente influenzata dalle piogge monsoniche. Anche in Yemen, nelle regioni dell’Hadramaut e di Mahra dove cresce B. sacra, la raccolta dell’incenso si fa con il menghaf e con le stesse modalita usate in Somalia e nel Dhofar[6]. Gli alberi di B. sacra iniziano a produrre la resina dopo circa 8-10 anni.[7]

Uso della resina di Boswellia sacra[modifica | modifica wikitesto]

La resina è utilizzata da millenni in riti religiosi.Le sue proprietà terapeutiche sono riconosciute sia dalla medicina occidentale sia da altre forme di medicina come l'Ayurveda.

Conservazione e mantenimento delle cenosi di Boswellia sacra[modifica | modifica wikitesto]

Danni provocati dal pascolo e dal fuoco
Danni provocati dal taglio dei rami

Nei tempi antichi, l’incenso è stato uno dei prodotti maggiormente remunerativi, sul cui commercio si basavano le economie di molti paesi della Penisola arabica e dell'Africa orientale. Le fonti storiche ci fanno intravedere una elevata produzione ed esportazione di questa resina (di migliaia di tonnellate per anno) verso i paesi dell’India e del Mediterraneo. Nei tempi attuali invece produzione ed esportazione di incenso sembrano aver subito una forte riduzione rispetto al passato; i dati più recenti, degli ultimi trenta anni, convalidano una tendenza negativa nella produzione e nel commercio dell’incenso. I motivi di questo declino dipendono da molteplici cause, alcune di ordine naturale, altre più legate all'azione dell'uomo; i loro effetti combinati hanno provocato una forte rarefazione delle piante in natura, causando di conseguenza anche una minore disponibilità di incenso. Fra le cause di riduzione delle cenosi naturali di Boswellia molte sono legate alle attività dell’uomo e al suo modo irrazionale di sfruttare l’ambiente; fra queste, il carico eccessivo del bestiame pascolante che impedisce la crescita delle giovani piantine che vengono mangiate, e che danneggia anche le piante adulte, i cui rami vengono brucati e non hanno la possibilità di svilupparsi normalmente; oppure il taglio dei rami delle piante per ricavare legna da ardere e per costruire ricoveri o, ancora, la conversione delle aree naturali in terreni coltivati con disboscamenti totali e, infine, l’uso di metodi impropri di raccolta dell’incenso con eccessivo sfruttamento delle piante e loro indebolimento per mancanza di periodi di riposo adeguati. Oltre a ciò, la rarefazione delle cenosi a Boswellia dipende anche dall'aumento dell’aridità climatica e dalla sempre minore quantità di precipitazioni che in questi ultimi decenni hanno afflitto molti paesi dove vivono gli alberi dell’incenso, causando l’indebolimento progressivo delle piante fino alla morte per essiccamento. Gli effetti negativi di tutti questi fattori sulle piante di incenso riducono la germinabilità dei semi al 16%, mentre le piante non danneggiate producono semi con una fertilità superiore all'80%.

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Mariotti Lippi, C. Giuliani, T. Gonnelli, L. Maleci Bini, Floral color changes in Boswellia sacra Flueck. (Burseraceae): a dialogue between plant and pollinator, Flora 206: 821.826, 2011
  2. ^ T. Monod, Les arbres à incense (Boswellia sacra Flückiger, 1867) dans le Hadramaout (Yémen du sud), Bull. Mus. Nat. Hist. Nat. Paris 4a sér., sect. B 1: 131-169, 1979
  3. ^ M. Thulin, A.M. Warfa, The frankincense trees (Boswellia ssp, Burseraceae) of northern Somalia and southern Arabia, Kew Bull. 42: 487-500, 1987
  4. ^ M. Raffaelli, M. Tardelli, L'incenso fra mito e realtà, Centro Studi Erbario Tropicale pubbl. n. 108, Firenze, 2007, pp. 1-80
  5. ^ A.S. Elqassani, Dhofar the land of frankincense, Intern. Printing Press, Ruwi, Sultanate of Oman, 1894
  6. ^ T. Monod, Les arbres à incens (Boswellia sacra Flückiger, 1867) dans le Hadramaout (Yémen du Sud), Bull. Mus. Hist. Nat., Paris, 4° ser.,Sect. B, 1: 131-169, 1979
  7. ^ Omani World Heritage Sites [en], www.omanwhs.gov.om. URL consultato il 14 gennaio 2009.

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