Biblioteca Corviniana

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Frontespizio del Cod. Guelf. 43 Aug 2°, un codice un tempo posseduto da Mattia Corvino d'Ungheria. Il codice contiene l'Opera di Bartolomeo Della Fonte, scritta nel 1488. Fa parte della Bibliotheca Corviniana, segnato nel "Registro della memoria del mondo"

La Biblioteca Corviniana (lat. Bibliotheca Corviniana o Bibliotheca Corvina orig. Bibliotheca Augusta, ung. Mátyás könyvtára, Korvinák, Mátyás Korvinák) era una delle biblioteche più famose del mondo rinascimentale, fu costituita a Buda dal re d'Ungheria Mattia Corvino e da sua moglie Beatrice d'Aragona, fra 1460 e il 1490.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il bibliotecario di Mattia Corvino era un umanista italiano, Galeotto Marzio.

Mattia iniziò la raccolta di libri nel 1460, alla morte del re, la biblioteca conteneva circa 3.000 volumi o codici, detti Corvinae, che includevano 4.000-5.000 opere principalmente di autori classici greci e latini.

Dopo la morte di Re Mattia, nel periodo che va dal 1490 al 1526, la Biblioteca Corviniana rimase al proprio posto ma subì un lento e costante impoverimento. Durante il regno di Ladislao II si cominciarono a disperdere degli esemplari, e questa tendenza continuò anche durante il regno di Luigi II. In quel periodo ambasciatori ed umanisti stranieri presenti a Buda acquistarono un grande numero di codici latini e greci. Tuttavia la maggior parte dei volumi della biblioteca era ancora presente quando, dopo la sconfitta (e la morte) di Luigi II, nel 1526, il sultano Solimano il Magnifico conquistò Buda. Questi in verità incendiò Pest e Buda, ma risparmiò il castello dove era custodita fra i vari tesori anche la biblioteca. Le Corvinae vennero prelevate e riapparvero successivamente a Costantinopoli. I resti furono ritrovati da una delegazione ungherese nel 1862 e da allora sono custodite a Budapest. Oggi soltanto circa 650 Corvinae sono sopravvissute.

La Biblioteca Corviniana era la più grande biblioteca a nord delle Alpi ed era seconda solo alla biblioteca Vaticana. Nel 1489 Bartolomeo della Fonte di Firenze scrisse che Lorenzo de Medici ha fondato la sua biblioteca Greco-Latina sulla base dell'esempio del re ungherese.

Circa i due terzi dei volumi sopravvissuti non erano stati stampati prima della morte del re. Alcuni di loro contenevano la sola copia esistente di quel lavoro, come il libro di Constantine Porphyrogennetos sulle abitudini nella corte dell'imperatore Bizantino, o la Storia della chiesa di Nikephoros Kallistos. Inoltre si sa con sicurezza che con le Corvinae sono scomparse le uniche copie esistenti di alcuni lavori, fra cui l'intera opera di Iperide e scritti di Flavio Cresconio Corippo e di Procopio.

La biblioteca nazionale di Széchényi in Ungheria sta lavorando al progetto di ricostruzione della biblioteca Corviniana in forma digitale. La Biblioteca nazionale conserva solamente 36 codici, 2 ci sono in Biblioteca dell'Università e 14 altri in Biblioteca dell'Accademia - in Ungheria si trovano soltanto 54 libri della Bibliotheca originale del re Mattia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Csapodi, Csaba - Csapodiné Gárdonyi, Klára: Bibliotheca Corviniana (Budapest, 1976.)
  • Norman Davies: Europe, a History. (Pimlico, 1997.)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]