Belgica (nave)

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Patria (1884–96)
Belgica (1896–1916)
Isfjord (1916–17)
Belgica (1917–40)
La Belgica bloccata dai ghiacci dell'Antartide nel 1898
La Belgica bloccata dai ghiacci dell'Antartide nel 1898
Descrizione generale
Flag of Norway.svg Flag of Belgium.svg
Tipo Baleniera (1884-1896)
Nave oceanografica (1896-1901)
Baleniera (1901-1904)
Nave oceanografica (1904-1906)
Baleniera (1909-1918)
Nave officina (1918-1940)
Nave-magazzino (1940)
Proprietario/a Johan Christian Jakobsen (1884–96)
Adrien de Gerlache (1896–1902)
N C Halvorsen (1902)
Luigi Filippo Roberto, duca di Orléans (1902–1916)
Det Norske Kulsyndikat (1916–17)
Kristian Holst (1917–40)
Forza di Spedizione franco-britannica in Norvegia (1940)
Costruttori Christian Brinch Jørgensen
Completata 1884
Radiata 1940
Destino finale autoaffondata ad Harstad (Norvegia)
Caratteristiche generali
Stazza lorda 263 tsl
Lunghezza 35,97 m
Larghezza 7,62 m
Pescaggio 4,11 m
Propulsione vele, motore a vapore

fonti citate nel corpo del testo

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La RV Belgica fu costruita come nave baleniera nel 1884 presso Svelvik in Norvegia, su ordine di Johan Christian Jakobsen, che la chiamò Patria. Nel 1896 essa venne acquistata da Adrien de Gerlache, con lo scopo di farne una nave oceanografica e mezzo di trasporto per la sua progettata Spedizione belga in Antartide. Dopo aver subito numerose ristrutturazioni, la nave viene effettivamente utilizzata per la spedizione. Giunta in Antartide, rimane bloccata dai ghiacci dal 5 febbraio 1898 fino al 14 marzo dell'anno successivo. Nel 1902 venne venduta al principe Luigi Filippo Roberto d'Orléans, ed in questa veste partecipò nel 1905 alla spedizione belga allo Spitzbergen ed in Groenlandia, diretta dallo stesso Gerlache.[1]

La Belgica ancorata all'isola di Anvers, alla base di Mount William.

Nel 1916, convertita in nave da trasporto misto, merci e passeggeri, e destinata al collegamento tra la Norvegia e l'isola di Spitsbergen. In questa funzione assume il nome di Isfjord. Nel 1918 venne nuovamente riconvertita, questa vota in nave-officina e riprende il nome di Belgica. Requisita dalla marina da guerra inglese nel 1940, viene adibita a nave-deposito, contenendo nella sua stiva esplosivi ad alto potenziale. Con l'evacuazione di Harstad, conseguente al ritiro del Corpo di Spedizione franco-britannico in Norvegia, la Belgica viene affondata dagli stessi inglesi, per evitare che venga catturata e utilizzata dalle truppe tedesche di occupazione della Norvegia. Il relitto della nave venne scoperto ad Easter nel 1990.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La nave era lunga 35,97 m e larga 7,62, con un pescaggio di 4,11 m. Oltre a poter navigare con le vele essa era mossa da un motore a vapore di 35 HP, costruito ad Oslo presso Nylands Verksted. L'elica della nave era del tipo a vite e poteva essere sollevata fuori acqua se necessario. [3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Kjær, Kjell-G., Belgica in the Arctic in Polar Record, vol. 41, nº 3, luglio 2005, pp. 205–214, DOI:10.1017/S0032247405004420.
  2. ^ Belgica. URL consultato il 5 ottobre 2010.
  3. ^ (NL) Technische fiche, Belgica Genootschap VZW. URL consultato il 5 ottobre 2010.
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