Battaglia del Çunukbahir

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Battaglia del Çunukbahir
Data 6 - 10 agosto 1915
Luogo Altura del Çunukbahir, penisola di Gallipoli, Impero ottomano
Esito Vittoria turca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Flag of New Zealand.svg Maori: 400 uomini
Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda: 760[1]
Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito: 2 Reggimenti
Circa 10 000 uomini (l'ultimo giorno di battaglia)[2]
Perdite
Flag of New Zealand.svg Maori: 17 morti, 89 feriti, 2 dispersi
Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda: circa 700[1]
Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito: 900 uomini[2]
Sconosciute
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La battaglia del Çunukbahir durò dal 6 al 10 agosto 1915, durante la campagna di Gallipoli, nel secondo anno della prima guerra mondiale. Gli scontri ebbero luogo sul rilievo chiamato Çunukbahir, sulla penisola turca di Gallipoli, tra l'esercito dell'Impero britannico e l'esercito turco.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia faceva parte di una serie di diversivi per togliere l'attenzione da un'offensiva più ampia, l'offensiva d'agosto, il cui intento era di ottenere il controllo della penisola e dello stretto adiacente.

Alle 19:30 del 6 agosto, poco dopo l'attacco a Lone Pine, il brigadiere generale John Monash guidò la 4ª Brigata australiana (13º, 14º, 15º e 16º Battaglione) lungo una strada da poco realizzata.[3]

Durante la sua marcia, la 4ª Brigata sentì sul fianco destro il frastuono dell'assalto neozelandese ai piedi della cresta vicina. Il loro obiettivo era di liberare la strada per l'assalto (sempre neozelandese) al Çunukbahir, alle prime luci del 7 agosto. Durante la notte gli scontri furono un grande successo per i neozelandesi.[4]

Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

6 agosto[modifica | modifica wikitesto]

La brigata neozelandese (battaglioni Otago, Auckland, Wellington e Canterbury) iniziò a scalata della cresta coperta dalla macchia mediterranea, di fronte a Çunukbahir. Gli uomini di Monash, accompagnati dalla 40ª Brigata britannica e dalla 29ª Brigata indiana proseguirono fino alle pendici ovest della quota 971, Koja Çemen Tepe. Durante la notte però si persero e all'alba si trovarono ben distanti dalle posizioni che avrebbero dovuto raggiungere per attaccare la Quota 971. Fu ordinato allora di fermarsi e trincerare la zona. Nessuna delle brigate era in una posizione utile per attaccare, solo i neozelandesi, superato l'apice di alcuni pendii che fu chiamato Rhododendron Ridge (Cresta del Rododendro), poterono avvistare il Çunukbahir, pochi chilometri più avanti.

7 agosto[modifica | modifica wikitesto]

Fu a questo punto, all'alba del 7 agosto 1915, che accadde una delle più conosciute tragedie australiane a Gallipoli, la strade della 3ª brigata di cavalleria leggera sul Nek. Prima dell'alba dello stesso giorno, il battagliane che guidava le truppe neozelandesi, l'Otago, raggiunse il Çunukbahir. Il generale Birdwood, comandante delle forze dell'Anzac, concesse alla Cavalleria di fornire tutto il supporto possibile all'assalto al Çunukbahir. Se rinforzi turchi potessero essere tenuti lontani dalla cima del rilievo, anche per una mezz'ora, il principale obiettivo dell'offensiva potrebbe essere raggiunto.

Alle 04:30 la prima ondata dell'8º reggimento di cavalleria uscì dalle trincee e avanzò verso le linee turche del Nek. Alcuni minuti dopo, partì anche la seconda ondata.[5] In appena mezz'ora, altre due ondate, del 10º Reggimento, incontrarono la medesima sorte.[6]

8 agosto[modifica | modifica wikitesto]

L'8 agosto vide i combattimenti più feroci per i neozelandesi, durante l'attacco al Çunukbahir, preliminare di un assalto generale alle linee turche. Le linee dell'Impero britannico era divise in tre parti: a destra vi erano i neozelandesi del generale di brigata F.E. Johnston, il quale ricevette l'ordine di assaltare il Çunukbahir all'alba. Con il reggimento di Maori vi era un'altra brigata neozelandese, il 26ª batteria indiana da montagna, il reggimento neozelandese Auckland e due reggimenti inglesi (il 7º e l'8º della 13ª Divisione britannica). Le unità al centro e a sinistra, comandate dal generale H.V. Cox, erano una batteria a cavallo indiana e alcune unità dei reggimenti inglesi Warwick, Worcester, Nord Staffords e Lancashire sud.

I Maori avanzarono in un'alba cupa, e, con uno splendido urto[non chiaro], ottennero una buona posizione sulla cresta, dove cominciarono a trincerarsi. In tutto il fianco destro vi era un'unica mitragliatrice. Durante gli scontri, i turchi concentrarono così il loro fuoco sull'arma colpendo il tenente Waldren, il caporale Ferris ed altri sette uomini (tutti, uno dopo l'altro, prendevano il posto del compagno ferito o ucciso alla mitragliatrice) prima che l'arma pesante fosse portata via.[7]

Dopo aver conquistato la cima, i neozelandesi dovettero respingere i contrattacchi turchi, con pesanti perdite dovute ad ogni sorta di arma nemica, dall'artiglieria alla baionetta. Oltre che contro i nemici, dovettero combattere anche contro il caldo, la sete e gli effetti psicologici della battaglia. Nonostante tutto, riuscirono a trincerarsi saldamente sulla cima del Çunukbahir e tennero la posizione per alcuni giorni.[7]

9 - 10 agosto[modifica | modifica wikitesto]

Vista l'incapacità di riuscire a riprendere il controllo del colle, Mustafa Kemal inviò sul posto dei rinforzi e preparò i suoi uomini all'attacco decisivo.[1] Sotto l'imponente fuoco che i turchi sfoggiarono per riprendersi la cima, i neozelandesi resistettero solo aggrappandosi alla loro disperata tenacia, fino alla notte tra il 9 e il 10 agosto, quando, in assenza di cibo e di riposo, dovettero ritirarsi. I neozelandesi furono rimpiazzati da soli due battaglioni inglesi, il 6º Nord Lancashire e il 5º Wiltshires, per via delle ridotte dimensioni delle trincee. I turchi diedero inizio ad un tremendo assalto alle prime luci del 10 agosto, riprendendosi la cima del Çunukbahir. Il colle fu perso definitivamente e nessun soldato dell'Regno Unito, o delle sue colonie, riuscirà più a raggiungere la sommità del rilievo.[7]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La sconfitta britannica, assieme alle altre sconfitte durante le operazioni diversive, costrinse l'alto comando ad annullare la massiccia offensiva programmata. Dei 400 Maori che assaltarono il Çunukbahir, 17 furono uccisi, 89 furono feriti e 2 risultarono dispersi.[7]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) F. M. Cutlack, War Letters of General Monash, Sydney, 1934
  • (EN) C. E. W. Bean, The Story of Anzac, Sydney, 1924, Vol II
  • (EN) Cameron, citato in P. Burness, The Nek – The Tragic Charge of the Light Horse at Gallipoli, Kangaroo Press, 1996
  • (EN) Wilder, citato in C. Pugsley, Gallipoli – The New Zealand Story, London, 1984

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gallipoli and the Anzacs | Gallipoli tour - Anzac - Chunuk Bair (Conkbayiri)
  2. ^ a b museum ground war
  3. ^ F.M. Cutlack, p.61
  4. ^ Bean, p.576
  5. ^ Cameron, pp.105-106
  6. ^ Wilder, p.283
  7. ^ a b c d The Capture and Loss of Chunuk Bair | NZETC