Assedio di Costantinopoli (1260)

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Assedio di Costantinopoli
Le mura Teodosiane
Data gennaio - aprile 1260
Luogo Costantinopoli
Esito Vittoria latina
Schieramenti
Comandanti
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L'assedio di Costantinopoli nel 1260 fu un tentativo fallito da parte dell'impero di Nicea di riprendere Costantinopoli, sottratta dai Latini dopo la quarta crociata nel 1204, avendone fatto la loro capitale e portando la città alla decadenza.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Dopo il sacco di Costantinopoli causato dalla quarta crociata nel 1204, l'impero bizantino fu diviso tra stati crociati latini, sudditi dell'imperatore latino, e tre stati bizantini che gareggiarono tra loro per riconquistare Costantinopoli e per così poter riprendere la corona dei basileis che rivendicavano, gli stati erano: l'impero di Nicea (in Asia Minore), il despotato d'Epiro (in Epiro) e l'impero di Trebisonda (nel Ponto). L'isolamento e la lontananza di Trebisonda, mise fuori gioco l'impero dei Mega Comneni a riprendersi Costantinopoli.[1]

L'assedio[modifica | modifica sorgente]

L'assedio della città fu pensato dall'imperatore niceano Michele VIII Paleologo (1259-1261), che era stato il più brillante generale niceano di quell'epoca, il piano doveva svolgersi con due azioni: la prima azione era volta a prendere la colonia latina del Galata, così da poter togliere la catena che bloccava il Corno d'Oro e accerchiare la città per mare. La seconda azione doveva essere che un nobile latino, Asel, aprisse le porte in cambio di un salvacondotto.

Nel gennaio del 1260, Michele conquistò alcune città latine nelle vicinanze di Costantinopoli, tra cui Selimbria e iniziò ad assedio Costantinopoli e Galata. Tuttavia gli abitanti del Galata resistettero più del previsto e Asel non aprì le porte. Incapace di fare qualche progresso, Michele ordinò l'assedio interrotto in aprile.[2]

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto del 1260 fu firmato un armistizio tra Michele e Baldovino II, che prevedeva un anno di pace; Michele comunque continuò a fare piani per un nuovo assedio. Nel marzo del 1261 Michele firmò con i Genovesi il trattato di Ninfeo, che si allearono con Michele fornendogli appoggio navale per riconquistare Costantinopoli, in cambio di diritti commerciali.[3] Il trattato la coalizione tra i due stati contro la repubblica di Venezia, principale antagonista di Genova e sostenitrice dell'impero latino. Tuttavia i preparativi di Michele furono superflui, visto che il 25 luglio 1261, il generale Alessio Strategopulo con soli 800 uomini riconquistò Costantinopoli.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bartusis, 39.
  2. ^ Bartusis, 39.
  3. ^ Ostrogorsky, 409.
  4. ^ Ostrogorsky, pp. 409-410.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]