Alessio Melisseno Strategopulo
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Alessio Melisseno Strategopulo o Melissene[1] (in greco: Αλέξιος Στρατηγόπουλοςè) fu un personaggio storico dell'Impero bizantino, ricoprendo prima la carica di gran domestico[2] dal 1258 fino al 1261, poi di cesare dal 1261 fino alla sua morte, sotto il regno di Michele VIII Paleologo e di generale dell'impero. Non sì sà quando sia nato, sappiamo che morì tra il 1271 e il 1275.
Fu uno dei protagonisti della battaglia di Pelagonia e colui che riconquistò Costantinopoli nel 1261 con soli 800 uomini[3]. Alessio Strategopulo fu il primo bizantino a rimettere piede nella capitale che era in mano ai crociati da cinquantasette anni, e per questo motivo l'imperatore Michele VIII Paleologo, lo nominò cesare.
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[modifica] Gli inizi
Non abbiamo dati sulla nascita di Alessio Strategopulo, ben oscuro è il suo passato, sappiamo solo che era nato da una famiglia nobile dell'impero di Nicea[4]. Alessio Strategopulo, durante il regno di Teodoro II Lascaris, si trovava in prigione, qui la sua vita cambiò radicalmente, infatti conobbe Michele VIII Paleologo, il miglior generale bizantino di quel tempo, che però si trovava in prigione, a causa delle gelosie che l'imperatore Teodoro II, provava per lui[5]. I due divennero amici, probabilmente condividevano la stessa cella. Quando il 18 agosto del 1258, Teodoro II morì, immediatamente Michele fu scarcerato, visto che tutti a Nicea lo stimavano, ed egli non sì scordò dell'amico di prigionia, che fece liberare. Pochi giorni dopo, fu assassinato Giorgio Muzalon, mentre stava pregando in chiesa, per l'anima dell'imperatore morto, che era suo grande amico, egli venne squartato sull'altare maggiore. Probabilmente il complotto fu organizzato da Michele, visto che Giorgio Muzalon era il reggente al trono dell'imperatore bambino, Giovanni IV Lascaris e visto anche che Michele era presente all'assassinio, non facendo nulla per impedirlo[6]. Michele fu quindi nominato reggente di Giovanni IV, il nuovo reggente, voleva circondarsi di persone fidate, quindi nominò Alessio Strategopulo, gran domestico[7].
[modifica] La battaglia di Pelagonia
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Pelagonia. |
Nel 1259 Michele VIII assegnò Alessio Strategopulo ed il fratello Giovanni Paleologo ad un forte contingente bizantino che si trovava nei Balcani. Poco dopo diede ordine di attaccare i nemici, quasi tutti latini[8].
I due eserciti erano schierati davanti a Pelagonia: per buona sorte dei bizantini l'esercito nemico di fatto si autodistrusse poiché era formato da due alleanze importanti: Impero latino e Despotato d'Epiro. Il Despota Michele II Ducas e il figlio Giovanni Ducas pensavano (sbagliando) che, appena si fossero scontrati coi bizantini, i latini sarebbero fuggiti in modo che l'esercito del despotato potesse essere massacrato. Giovanni il bastardo, anch'egli figlio di Michele Ducas, passò dalla parte dei bizantini, perché Villehardouin lo svillaneggiava ricordando come fosse nato da una relazione extraconiugale[9].
Quando iniziò la battaglia Giovanni Paleologo e Alessio Strategopulo si ritrovarono a combattere soli contro la cavalleria di Manfredi e di Villehardouin, la cavalleria fu in un istante massacrata dagli arcieri cumani dello schieramento bizantino. In breve Manfredi si arrese, mente Villehardouin fuggi, verso un pagliaio nei pressi di Castoria, ma fu ritrovato, e riconosciuto per i suoi denti sporgenti, e quindi catturato[10].
[modifica] Guerra contro il despotato d'Epiro
Dopo questa grande vittoria[11] l'esercito bizantino si divise in due parti: Giovanni Paleologo andò alla conquista della Tessaglia, mentre Alessio Strategopulo marciò verso il Despotato d'Epiro, dove espugnò la capitale, Arta[12], obbligando così il despota Michele II d'Epiro, a fuggire nell'isola di Cefalonia[13].
I bizantini stavano vincendo su tutti i fronti. Alessio Strategopulo fu incaricato da Giovanni Paleologo di proteggere i territori nuovamente riconquistati, ma nel 1260 ne perse tuttavia la maggior parte di fronte al figlio del despota, Niceforo, che era sbarcato insieme al padre, riconquistando la maggior parte dei territori che i bizantini gli avevano strappato, grazie anche alla popolazione epiriota, che sì ribellò ai bizantini[14], addirittura fu catturato anche il generale Strategopulo. Comunque Alessio, venne liberato in breve tempo, come conseguenza di un accordo tra il despota d'Epiro e Michele VIII.
[modifica] La riconquista di Costantinopoli
| Per approfondire, vedi la voce Riconquista di Costantinopoli. |
Nonostante questi avvenimenti, Michele VIII, non sì scoraggiò di continuare i suoi progetti di espansione nei Balcani, in più egli mirava a riconquistare Costantinopoli, che era oramai da troppo tempo nelle mani dell'impero latino (dal 1204). Michele VIII, aveva concluso un alleanza con la repubblica di Genova (trattato di Ninfeo)[15] e nel luglio del 1261, egli mandò Alessio Strategopulo con un piccolo esercito di circa ottocento uomini, che erano quasi tutti mercenari cumani[16], in Tracia a compiere piccole azioni di disturbo, per controllare come erano le difese di Costantinopoli (ancora in mano latina), Alessio doveva inizialmente andare alla frontiera bulgara per fare una dimostrazione di forza[17] nei confronti dello zar bulgaro Costantino Tich Asen che era impegnato nel tentativo di impedire al basileus Michele VIII la riconquista di Costantinopoli[18]. Quando Strategopulo arrivò a Selimbria, venne a sapere dagli agricoltori del luogo (thelematarioi), che l'intera guarnigione latina insieme alla flotta veneziana erano partiti per attaccare l'isola di Dafnusio che dominava l'acceso al Bosforo del Mar Nero, appartenente all'impero di Nicea[19]. I suoi informatori gli indicarono anche una porticina attraverso la quale un manipolo di soldati poteva entrare facilmente senza essere notato. Inizialmente, Alessio, era un po' riluttante, nel voler attaccare Costantinopoli, viste le piccole dimensioni del suo esercito e pensando che se poi la guarnigione latina fosse tornata, il suo esercito sarebbe stato massacrato, in più avrebbe fatto una cosa che non gli era stata ordinata e se l'operazione non fosse andata in porto, sicuramente l'avrebbe pagata cara. Ma infine, Alessio, decise di non perdere un'occasione del genere[20].
Nella notte del 25 luglio 1261, Alessio Strategopulo, condusse i suoi uomini vicino alle mura di Costantinopoli e si nascosero in un monastero, presso la porta Pege[21]. Alessio, inviò un distaccamento di soldati cumani, guidati dai thelematarioi di Selimbria, che mostrarono ai soldati il passaggio segreto, per entrare dentro le mura di Costantinopoli. I cumani entrarono dentro il passaggio e si ritrovarono dentro le mura Teodosiane, subito i cumani, buttarono giù dalle mura le guardie latine e quindi poi aprirono le porte all'esercito di Strategopulo[20]. Alle prime ore del 26 luglio 1261, Alessio Strategopulo, entrò dentro Costantinopoli, presso la porta Aurea, sopra al suo destriero, insieme a tutto il suo esercito, subito i bizantini a combattere con i soldati latini, ma che colti di sorpresa furono sconfitti. I cumani iniziarono a disperdersi, per saccheggiare e bruciare, le case dei latini, mentre i bizantini, insieme al loro generale, da sopra le alte mura Teodosiane, iniziarono ad urlare "Viva l'imperatore Michele", "Viva i romani"[22]. Quando i bizantini, che vivevano ancora a Costantinopoli, sentirono le urla gioiose dei soldati bizantini, si radunarono per le strade, ed iniziarono anch'essi ad acclamare il nome del coimperatore, Michele VIII Paleologo[23]. Baldovino II, imperatore latino, si svegliò dalle grida che c'erano in città, egli sapeva di aver perso la città, ma comunque sì trinceò nel palazzo delle Blacherne e inviò un messaggero alla guarnigione latina, che si trovava a Dafnusia, con l'ordine di tornare immediatamente a Costantinopoli e di ingaggiar battaglia contro i bizantini. Verso la fine della giornata, la flotta veneziana stava per attraccare nel quartiere veneziano, qui Alessio Strategopulo applicò un ottimo stratagemma, egli ordinò che il quartiere fosse bruciato, in questo modo, i veneziani pensarono a salvare le proprie famiglie, piuttosto che a preparare una controffensiva e quei pochi veneziani decisi a combattere, furono sconfitti da Strategopulo e i suoi soldati[24]. Baldovino II, venendo a conoscenza che il quartiere veneziano era stato incendiato e i veneziani stavano venendo irrimediabilmente sconfitti, preferì fuggire nel Gran Palazzo, dove insieme ai suoi fedelissimi remò fino alle navi da guerra veneziane, dove sì imbarcò, per poi andare sull'isola di Eubea, ancora in mano ai latini[25]. Tutti gli abitanti veneziani e latini di Costantinopoli fuggirono al molo per prendere una nave che li portasse in salvo, temendo ripercussioni da parte dei bizantini. Essi furono salvati, dalla flotta veneziana, che era tornata nel tentativo di salvare la città dalla conquista[20].
I francesi nella città erano ormai meno di un migliaio, si nascosero nei monasteri o nelle fogne, ma i bizantini non stavano saccheggiando la città, vedendo ciò i francesi uscirono dai loro nascondigli, ed andarono al molo ad imbarcarsi. Le cronache ci raccontano che le trenta navi veneziane non fecero neanche rifornimenti per andare ad Eubea, e molti morirono di fame ancora prima di raggiungere l'isola, visto che avevano caricato 3.000 civili[26].
Alessio, dopo aver conquistato Costantinopoli, prese le insegne imperiali di Baldovino II e le diede ad un messaggero ordinandogli di portarle a Michele VIII Paleologo che si trovava a Metrorian in Anatolia, a combattere i turchi selgiuchidi. La notizia gliela diede sua sorella, Eulogia Paleologa, a cui però non credette; quando Eulogia gli fece vedere le insegne imperiali di Baldovino II, Michele partì subito per Costantinopoli[27].
Il 15 agosto del 1261, il giorno della dormizione di Maria, Michele VIII Paleologo, entrò trionfante presso la porta Aurea[28], con in mano la grande icona della Vergine Odigitria dipinta da San Luca: arrivò fino alla Basilica di Santa Sofia dove lo attendevano Alessio Strategopulo ed il patriarca Arsenio di Costantinopoli, che gli pose sul capo la corona degli imperatori dei romei[29]. Dopo che Michele VIII era divenuto ufficialmente Basileus dei romei, nominò Alessio Strategopulo cesare, per ricompensarlo, per aver riconquistato Costantinopoli.
[modifica] Seconda guerra contro il despotato d'Epiro e ultimi anni
Dopo la conquista di Costantinopoli, Alessio Strategopulo era diventato famoso in tutto l'impero, egli aveva acquistato grande fama e gloria da ciò. Alessio, era diventato il generale più fidato di Michele VIII, che infatti nel 1262, lo inviò a combattere nuovamente contro il despotato d'Epiro. Ma Alessio, venne nuovamente catturato e imprigionato da Niceforo Ducas. Il despotato d'Epiro in quegli anni era alleato di Manfredi di Sicilia, nemico dell'impero bizantino, per questo motivo il despota inviò in prigionia Alessio Strategopulo, come dono al re siciliano[30]. Nel 1263, Manfredi, propose a Michele VIII, di liberare il suo generale, se egli avrebbe liberato la principessa occidentale Anna. Sembra che Michele accettò il patto, sperando di recuperare l'alleanza con gli Hohenstaufen, ma ciò non avvenne[31]. Nonostante ciò, Alessio Strategopulo riuscì a tornare nell'impero bizantino soltanto nel 1265, visto che egli fu catturato nuovamente dagli epirioti, quindi l'imperatore fu costretto a venire a patti col despotato d'Epiro[32]. Alessio Strategopulo continuò in seguito la sua carriera di generale con molti colpi di fortuna nelle sue battaglie fino alla sua morte, e rimase sempre molto rispettato nella corte bizantina del tempo, ch'egli frequentava. Alessio Strategopulo, morì tra il 1271 e il 1275.
[modifica] Note
- ^ Gerhard Herm. I bizantini. Milano, Garzanti, 1985 p. 170.
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 345.
- ^ Giorgio Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina . Bologna, il Mulino, 2006, p. 163.
- ^ Sito che parla della vita di Michele VIII Paleologo
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 345.
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 345.
- ^ Sito che parla della vita di Michele VIII Paleologo
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 346.
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 346.
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 346.
- ^ Bartusis (1997), p. 37.
- ^ John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 346.
- ^ Nicol (1993), p. 32.
- ^ Nicol (1993), p. 32.
- ^ Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina, Bologna, il Mulino, 2006, p. 163.
- ^ Bartusis (1997), p. 27.
- ^ Runciman Steven, I vespri siciliani, Dedalo, 1997, p. 69.
- ^ Nicol (1993), p. 34.
- ^ Bartusis (1997), p. 40.
- ^ a b c Nicol (1993), p. 34.
- ^ Bartusis (1997), p. 27.
- ^ Jean-Charles-Léonard, Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, Oxford University, 1831, p. 250.
- ^ Runciman Steven, I vespri siciliani, Dedalo, 1997, p. 69.
- ^ Giorgio Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina . Bologna, il Mulino, 2006, p. 164.
- ^ Runciman Steven, I vespri siciliani, Dedalo, 1997, p. 69.
- ^ Giorgio Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina . Bologna, il Mulino, 2006, p. 164.
- ^ Runciman Steven, I vespri siciliani, Dedalo, 1997, pp. 69-70.
- ^ Dvornik Francis, Gli slavi nella storia e nella civiltà europea, Dedalo, 1985, p. 155.
- ^ Runciman Steven, I vespri siciliani, Dedalo, 1997, p. 70.
- ^ Charles Diehl, p. 444.
- ^ Charles Diehl, p. 444.
- ^ Bartusis (1997), p. 48
[modifica] Bibliografia
- Jean-Charles-Léonard, Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, Oxford University, 1831, p. 250.
- Georg Ostrogorsky. Storia dell'Impero bizantino. Milano, Einaudi, 1968. ISBN 8806173626
- Gerhard Herm. I bizantini. Milano, Garzanti, 1985.
- Dvornik Francis, Gli slavi nella storia e nella civiltà europea, Dedalo, 1985.
- (En) Nicol, Donald M. The Last Centuries of Byzantium 1261-1453. Cambridge University Press, 1993. ISBN 0521439914
- (En) Ian Heath e Angus McBride, Byzantine Armies AD 1118-1461, Ospery, 1995.
- (En) Bartusis, Mark C. The Late Byzantine Army: Arms and Society, 1204-1453. University of Pennsylvania Press, 1997. ISBN 0812216202
- Runciman Steven, I vespri siciliani, Dedalo, 1997, ISBN 8822005082.
- John Julius Norwich. Bisanzio . Milano, Mondadori, 2000. ISBN 8804481854
- (En) Stephen Turnbull The Walls of Constantinople AD 324-1453, Ospery, 2004.
- Ralph-Johannes Lilie. Bisanzio la seconda Roma . Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0286-5
- Giorgio Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina . Bologna, il Mulino, 2006.
- Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Voci correlate
- Impero bizantino
- Riconquista di Costantinopoli (1261)
- Battaglia di Pelagonia
- Michele VIII Paleologo
- Costantinopoli
- Giovanni Paleologo (Sebastocratore)
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