Arcade (mitologia)

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Nella mitologia greca Arcade (in greco Αρκάς), era il figlio di Zeus e della Ninfa Callisto, che Hera trasformò in un orso. Arcade, durante una battuta di caccia, senza volerlo, corse il pericolo di uccidere la sua stessa madre, non avendola riconosciuta sotto le nuove sembianze animalesche. Zeus decise quindi di porli entrambi in cielo mutando Callisto nell'Orsa maggiore e Arcade nell'Orsa Minore.[1] È chiamato anche Arctophylax (protettore o pastore di orsi).

Varie fonti suggeriscono che Arcade sia stato allevato da Maia o da Licaone.

Secondo una versione del mito fu proprio il nonno Licaone ad uccidere Arcade ed a servire la sua carne a Zeus per mettere alla prova la divinità dell'ospite.

Una versione alternativa della leggenda dice che Callisto, che era una delle compagne di giochi e caccia di Artemide, perse la verginità per mano di Zeus, che aveva assunto le sembianze di Apollo. A trasformare Callisto in un'orsa sarebbe quindi stata Artemide sentendosi oltraggiata.

Il fatto che Callisto ed Arcade fossero stati messi nel cielo non piacque ad Hera, che chiese di aiutarla alla sua nutrice Teti. Teti, una divinità marina, condannò le due costellazioni a girare nel cielo all'infinito, senza poter mai calare al di sotto dell'orizzonte per riposarsi.

Arcade, che diede il nome alla regione dell'Arcadia, ebbe un figlio, Azano, dalla musa Erato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da notare che l'etimologia di "Arcade" si ricollega precisamente ad "orso"