Aprassia

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Aprassia
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Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 438.81, 784.69
ICD-10 (EN) R48.2
Sinonimi
Eponimi

L'aprassia (dal greco a- prefisso di negazione, e praxía fare, quindi incapacità di fare) è un disturbo neuropsicologico del movimento volontario, definito come l'incapacità di compiere gesti coordinati e diretti a un determinato fine, sebbene siano mantenute inalterate la volontà del soggetto e la sua capacità motoria. Come in molte malattie neurologiche, le persone affette da tale disturbo in genere non sanno di esserlo.

Indice

[modifica] Esami

I test cognitivi per valutare la presenza di aprassia sono di carattere pratico, per esempio può venire richiesto verbalmente di eseguire semplici gesti, sia dotati di significato (per esempio fare ciao con la mano, fare il saluto militare, protrudere la lingua come a leccarsi le labbra, soffiare, schioccare le dita, fare il gesto di "OK") che privi di senso. Se si sospetta che l'aprassia sia accompagnata, come spesso avviene, da afasia (disturbo che può compromettere la comprensione verbale), non si può fare affidamento sulla modalità verbale per le richieste, ma piuttosto la prova si baserà sull'imitazione di gesti compiuti dall'esaminatore. Altro test è la dimostrazione dell'uso di singoli oggetti comuni (ad esempio delle forbici), sia dati in mano al paziente (presentazione tattile) che solamente presentati visivamente o verbalmente, nei quali casi il paziente esegue una pantomima dell'uso dell'oggetto. Un altro test ancora riguarda l'uso coordinato e sequenziale di più oggetti, per esempio l'azione di preparare il caffè o accendere una candela.

Per escludere che si tratti di ipostenia si osservano i vari muscoli impegnati nell'azione scelta nel loro insieme. Anamnesi condotta anche a membri del nucleo familiare o pareri di fisioterapisti possono aiutare per definire un'esatta diagnosi. Tomografia computerizzata e risonanza magnetica dimostrano utilità in quanto definiscono con esattezza la natura della lesione causa del disturbo.

[modifica] Forme cliniche

In base al livello di elaborazione dell'atto motorio, si distingue:

L'aprassia ideativa (AI), in cui la disfunzione è nel processo di rappresentazione mentale del gesto o sequenza di movimenti da compiere. Sembra causata da una lesione del crocicchio temporo-parieto-occipitale dell’emisfero di sinistra. Nelle prove d'uso di oggetti si osservano frequenti errori di omissione, uso erroneo, errata localizzazione, goffaggine, perplessità e errori di sequenza.

L'aprassia ideomotoria (AIM), in cui la disfunzione si verifica nel processo di traduzione del gesto dotato di significato in programma motorio per i singoli gruppi muscolari. La lesione riguarda in genere l'emisfero cerebrale sinistro, in particolare una lesione del lobo parietale causa più di frequente AIM anche grave, rispetto a una lesione frontale dell'area premotoria laterale. Una lesione del corpo calloso può causare AIM degli arti omolaterali all'emisfero dominante. Le prove di imitazione mettono in risalto l'AIM in quanto l'idea del gesto è fornita dallo sperimentatore, quindi non c'è AI

In base al sistema effettore coinvolto, si distingue:

L'aprassia degli arti è la forma più studiata in quanto ha un impatto maggiore sulla qualità della vita.

L'aprassia orale (o bucco-facciale) si associa in genere a una lesione degli opercoli frontale e centrale e della porzione anteriore dell'insula.

L'aprassia del tronco. Di quest'ultima forma è ancora dibattuta la specificità.

Altre forme:

L'aprassia costruttiva è caratterizzata dall'incapacità, in seguito a lesione cerebrale, di produrre correttamente costruzioni tridimensionali o disegni bidimensionali, sia a memoria che su imitazione. Può conseguire sia a lesioni sinistre che destre. Di solito, per lesioni sinistre il soggetto tende a semplificare il disegno e rimpicciolirlo; per lesioni destre, nel disegno si osserva grave disorganizzazione spaziale e perdita di dettagli nella parte sinistra. L'aprassia costruttiva può dipendere da deficit a carico dei sistemi di analisi visuo-spaziale (lobo parietale destro), di pianificazione e monitoraggio dell'azione (lobi frontali), di sensibilità tattile e propriocettiva, di memoria semantica.

[modifica] Prognosi

Da alcune stime risulta che circa metà dei pazienti con AI migliora spontaneamente a un mese dall'insorgenza del disturbo, ma comunque un buon 20% dei pazienti rimane aprassico. L'aprassia può causare una diminuzione dell'autonomia in varie attività quotidiane, come vestirsi, lavarsi, alimentarsi, ecc.

[modifica] Bibliografia

  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008. ISBN 978-88-470-0707-9

[modifica] Voci correlate

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