Okay
La locuzione Okay (già occhei), scritta più frequentemente OK od O.K. indica positività, quindi sostituisce le espressioni "va bene", "sì", o comunque un assenso. In molti Paesi occidentali, il gesto di O.K. è rappresentato dall'unione, a mo' di cerchio, del dito indice e del pollice, con le dita restanti tese verso l'alto, o dalla mano chiusa con il pollice verso l'alto.
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[modifica] Origine
La prima apparizione certa dell'acronimo, nella forma "o.k.", risale al 23 marzo 1839 nel "Boston Morning Post".
A dispetto della sua diffusione universale, non vi è la benché minima concordanza sulla possibile origine della locuzione. Ecco alcune delle ipotesi più comuni:
- in Russia e nei Paesi dell'ex Unione Sovietica è forte la convinzione che derivi da "очень хорошо" (trascrizione fonetica: "ochenʹ korosho"): il grido che solevano urlare gli scaricatori del porto russo di Odessa agli equipaggi delle navi di tutto il mondo per indicare "Tutto bene" (tutto il carico è stato stivato/scaricato perfettamente). L'uso del termine O.K., iniziali della trascrizione fonetica, si sarebbe così diffuso "via mare" anche al mondo occidentale.
- potrebbe derivare dal latino "hoc est" ovvero "è così", molto usato come assenso nell'impero romano.
- potrebbe derivare dalla lingua dei Choctaw, una popolazione nativa americana, dove figurava la parola "okeh" con la stessa pronuncia e lo stesso significato
- potrebbe derivare dalla lingua Sioux, una popolazione nativa americana, (la tribù di Toro Seduto, Nuvola Rossa e Cavallo Pazzo) dove la parola Hoka Hey (pronunciato Hokehey) significava "va bene", "Si può fare".. reso famoso dalla frase "hoka hey, oggi è un bel giorno per morire" come grido di guerra.
- secondo un'altra opinione, starebbe per "Oll Korrect", cioè "all correct" scritto deliberatamente in modo sbagliato per enfatizzarne il significato[1]
- in lingua Bantu "uou-key" (trascrizione fonetica) sta per "certamente sì": l'espressione potrebbe così essere filtrata dalla lingua degli schiavi africani nell'uso americano.
- prima delle elezioni presidenziali del 1840 a New York venne fondato l'O.K. Club, un circolo di sostenitori del presidente democratico Martin Van Buren, il cui nome alludeva a "Old Kinderhook", nomignolo del presidente dal suo luogo di nascita, Kinderhook, New York
- durante la Guerra di secessione americana, nei bollettini dal fronte, sarebbe stata usata l'abbreviazione 0K, cioè "zero (che si può anche pronunciare " 'o ") killed", "zero uccisi"; si noti come la prima apparizione documentata (vedi sopra) risalga in verità a più di vent'anni prima dell'inizio della guerra
- altri sostengono che possa derivare dal greco Ola Kalà (tutto bene)
- un'altra teoria lo ricollega al termine dell'antico provenzale "oc", che significa "si"
- non ultima l'ipotesi più plausibile, la derivazione dalla frase gaelica "och, aye", "oh si", che testimonierebbe anche la sua diffusione negli USA ad opera degli immigrati irlandesi.
- innumerevoli sono le teorie che riconducono la locuzione all'acronimo di un nome proprio, solitamente di una persona preposta al controllo di prodotti, trattative, contratti, elenchi o simili. Tra queste figura la storia di Otis Kendall, che agli inizi del XIX secolo lavorava al porto di New York. Il suo lavoro consisteva nel controllare le merci in carico e scarico, ed era solito apportare le iniziali del suo nome "O.K." sulle casse vidimate. OK per antonomasia.
[modifica] Uso in italiano
Il termine OK si è diffuso in Italia a partire dal 1943, anno nel quale le truppe statunitensi sbarcarono in Sicilia ed iniziarono la campagna militare che, nel corso dei due anni seguenti, li avrebbe portati a risalire l'intera Italia.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
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