Psicomotricità

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La psicomotricità è una disciplina sviluppata in Francia da Bernard Aucouturier e André Lapierre[1]. Con il termine "Psicomotricità" si intende un insieme di pratiche che utilizzano come principale strumento il gioco e soprattutto il gioco del movimento per accompagnare, e se necessario aiutare, l'evoluzione e lo sviluppo della personalità, intesa come unità di corpo, mente ed emozione, nelle diverse fasi della crescita e della vita [2].

La psicomotricità analitico-relazionale (detta anche dinamico-relazionale)[modifica | modifica sorgente]

Attualmente ci sono varie tipologie di psicomotricità. La psicomotricità analitico-relazionale secondo il metodo del linguaggio primario si basa sul gioco libero senza esercizi prestabiliti, in cui ogni partecipante mette in scena liberamente il proprio bagaglio di significati e scopre la propria via (anche quella del cambiamento) nella relazione con l'altro. Il conduttore considera la propria persona ed il proprio corpo come parte integrante del gioco di relazione e attraverso il gioco stesso sostiene l'evoluzione e la crescita dei partecipanti.

La psicomotricità relazionale utilizza quindi il gioco come una dimensione dove tutto può essere sperimentato senza conseguenze e senza sensi di colpa, utilizza il corpo come luogo fondante di tutte le comunicazioni, ed infine utilizza anche degli oggetti speciali, meglio dette Forme, che hanno la capacità di mettere in movimento le immagini antiche che stanno dentro di noi e di restituire il senso del nostro agire.

Queste forme sono la palla, il cerchio, la corda, il bastone, la forma informe.

Il bambino, utilizzando questi oggetti nel gioco, ha la possibilità di scaricare le tensioni interne, di riproporre le proprie emozioni, anche conflittuali, legate alle esperienze della quotidianità, e di elaborare nuove strategie per viverle più serenamente. Il bambino in questo modo trova un'occasione per scoprire le proprie capacità creative, sperimentarle e svilupparle in un ambiente favorevole. Questo è possibile perché gli oggetti utilizzati negli incontri psicomotori hanno la peculiarità, date le loro caratteristiche specifiche, di permettere al bambino di affrontare gli aspetti della sua crescita: il rapporto con le figure genitoriali, con i coetanei, con le richieste dell'ambiente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Aucouturier, B. & Lapierre, A. (1975). La symbolique du mouvement. Psychomotricité et éducation. Paris.
  2. ^ Rubrica "Psicomotricità" a cura della Dott.ssa Bettini, Biolcalenda n. 11, 1997

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]