Appendicectomia

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Procedura chirurgica Blinddarm-01.jpg
Incisione addominale per intervento di appendicectomia. Inflamed appendix.jpg
Appendicite infiammata esteriorizzata dalla parete addominale per consentire legatura ed escissione.
Tipo Addominale
Anestesia Generale
Indicazioni Appendicite
Possibili complicanze

L'appendicectomia è l'asportazione chirurgica dell'appendice, praticata principalmente in presenza di appendicite acuta, cronica o cronicizzata (ma anche in caso di tumore), in anestesia totale o, in casi del tutto eccezionali, in anestesia locale per infiltrazione. Da alcuni anni ormai, è stata introdotta anche la video-laparo-appendicectomia che consiste nell'asportazione dell'appendice ciecale mediante tecnica video-laparoscopica.

Tecnica chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

L'intervento per l'asportazione dell'appendice ciecale prende il nome di appendicectomia..

Tale intervento, nelle sue numerose varianti tecniche, prevede di interrompere il vaso che irrora l'appendice (chiamato arteria appendicolare o arteria del mesenteriolo), di asportare l'appendice e di chiudere la breccia dell'intestino (il colon nella sua porzione iniziale che prende il nome di cieco).

Le varianti sono molteplici, come si assiste in tutti gli interventi chirurgici eseguiti su patologie abbastanza diffuse, ma a grandi linee divisibili in due categorie: le tecniche "open" o aperte (ossia con ingresso nella cavità addominale mediante taglio della cute in prossimità dell'appendice) e le tecniche laparoscopiche (ossia con utilizzo di 2-3 piccoli fori nella parete addominali dai quali fare passare una piccola telecamera e i ferri necessari).

Gli ultimi studi eseguiti mostrano una sostanziale eguaglianza in termini di risultati tra le due tecniche sebbene quella laparoscopica ha due vantaggi: da una parte quello estetico (i piccoli tagli di 5 mm si possono eseguire al di sotto della "linea delle mutande" ed uno nell'ombelico) ma soprattutto la possibilità attraverso la telecamera di visualizzare tutto l'addome (impossibile con il piccolo taglio in prossimità dell'appendice eseguito con l'altra tecnica) evidenziando altre patologie che "mimano" l'appendicite, come alcune patologie ginecologiche o le malattie infiammatorie intestinali e di "pulirlo" a fondo da eventuale materiale purulento. L'altro verso della medaglia è sicuramente la maggior difficoltà della tecnica (si opera "indirettamente" e con visione bidimensionale) ed il rischio di lesione di altri organi. Tali problematiche sono gradualmente superabili con l'incremento dell'esperienza del chirurgo.

Per tali motivi la maggior parte dei centri applicano la tecnica laparoscopica nelle donne in epoca fertile (ossia dal menarca alla menopausa) ed in tutti i casi di diagnosi dubbia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima operazione di appendicectomia documentata eseguita con successo è stata nel 1735, quando il chirurgo francese French Claudius Aymand descrisse a presenza di un'appendicite perforata dentro la sacca erniaria di un bambino di undici anni, che aveva subito con esito positivo un intervento di chirurgia dell'ernia inguinale. L'operazione si eseguì con successo al St. George’s Hospital di Londra. Pare che l'appendice fosse stata perforata da un oggetto appuntito inghiottito dal bambino. Questo, Hanvil Andersen, ebbe un rapido recupero e venne dimesso un mese dopo.[1] Vi sono stati alcuni casi di auto-appendicectomia. Uno realizzato da Evan O'Neill Kane nel 1921, ma l'operazione venne ultimata dal suo assistente. Un altro caso fu quello di Leonid Rogozov, che dovette eseguire l'operazione da sé, poiché era l'unico dottore di una remota base in Antartide.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

^ *(1736) C. Amyand: Of an inguinal rupture, with a pin in the appendix caeci, incrusted with stone; and some observations on wounds in the guts. Philosophical Transactions of the Royal Society of London, 39: 329-336.

^ Rogozov V, Bermel N (2009). "Auto-appendectomy in the Antarctic: case report". BMJ 339: b4965. doi:10.1136/bmj.b4965. PMID 20008968.

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