Anteo

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Cratere a calice attico raffigurante la lotta tra Eracle ed il gigante Anteo (Parigi, Museo del Louvre)

Nella mitologia greca Anteo è il nome di diverse figure mitologiche.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Sotto tale nome ritroviamo:

  • Anteo, il gigante
  • Anteo, un giovane di Alicarnasso
  • Anteo, un giovinetto troiano, figlio di Antenore
  • Anteo, un guerriero rutulo nell'Eneide.

Anteo, il gigante[modifica | modifica wikitesto]

Anteo era un gigante, re di Libia, figlio di Poseidone e di Gea. Egli era praticamente invincibile finché rimaneva a contatto con sua madre (la Terra), che gli restituiva le forze ogni volta che la toccava.

Il gigante venne sconfitto da Eracle (o Ercole) che lo soffocò sollevandolo da terra da cui traeva la sua forza.

Secondo un'altra versione, Eracle prima lo sollevò in aria e poi con la sua clava lo percosse a morte.

Anteo di Alicarnasso[modifica | modifica wikitesto]

Anteo, bel giovane di stirpe reale, era prigioniero del tiranno di Mileto Fobio. La moglie del re, Cleobea o Filecme, s'innamorò del ragazzo, ma non essendo corrisposta decise di vendicarsi uccidendolo. Ella quindi lo assassinò, ma poi provò un immenso rimorso per quel gesto di slealtà inflitto ad un innocente e si suicidò per il dolore ed il pentimento.

Anteo il Troiano[modifica | modifica wikitesto]

Anteo era stato generato dal troiano Antenore e da sua moglie Teano. Ancora giovinetto, sfidò Paride, suo compagno di giochi, ad un duello con spade-giocattolo, senza prevedere alcuna conseguenza. Durante il combattimento, però, Paride colpì mortalmente il suo coetaneo.

In seguito a questo delitto, Paride si recò a Sparta per farsi purificare nella casa di Menelao.

Anteo il Rutulo[modifica | modifica wikitesto]

Anteo è nell'Eneide il nome di un giovane nemico di Enea nella guerra tra troiani e italici. Con l'amico Luca è uno dei condottieri rutuli dell'esercito di Turno. I due giovani vengono uccisi in combattimento da Enea. Questa vicenda è narrata nel decimo libro del poema.

 " Protinus Antaeum et Lucam, prima agmina Turni,
persequitur fortemque Numam fulvumque Camertem,
magnanimo Volcente satum, ditissimus agri
qui fuit Ausonidum et tacitis regnavit Amyclis.
Aegaeon qualis, centum cui bracchia dicunt
centenasque manus, quinquaginta oribus ignem
pectoribusque arsisse, Iovis cum fulmina contra
tot paribus streperet clipeis, tot stringeret enses:
sic toto Aeneas desaevit in aequore victor,
ut semel intepuit mucro. "

(Virgilio, Eneide, libro X)

 "Subito dopo Anteo e Luca, tra i più forti di Turno
rincorre e il forte Numa ed il fulvo Camerte,
figlio a Volcente magnanimo, il più ricco di terre
che vi fu tra gli Ausonidi: su Amicla la muta regnò
Quale Egeone, che, dicono, braccia ebbe cento
e cento mani,e per cinquanta bocche dal petto
fiammeggiò il fuoco, quando di Giove contro le folgori
cinquanta spade impugnò, con altrettanti scudi tonando;
tale per tutta la piana infuria Enea vincitore,
com' ha intiepidita la lama. "

(traduzione di Rosa Calzecchi Onesti)

 " Poi insegue Anteo e Luca, che in prima fila combattono
con Turno, il forte Numa e il biondo Camerte
figlio di Volcente magnanimo, il più ricco di terre
che visse tra la gente d'Ausonia, re della tacita Amicle.
Quale Egeone, che, dicono, avesse centinaia di braccia e di mani,
e da cinquanta bocche spirasse le fiamme
dal petto, quando, contro i fulmini lanciati da Giove, batteva
cinquanta scudi e cinquanta spade impugnava;
così per tutta la piana vincendo Enea s'infuriò, poi che
intiepidì il ferro nel sangue. "

(traduzione di Francesco Della Corte)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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