Ahnenpass

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Esempio di Ahnenpaß del NSDAP

L'Ahnenpass, letteralmente "passaporto genealogico", era un documento personale utilizzato per certificare che una persona poteva essere considerata "ariana" con un "sangue puro".

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Tale documento al suo interno conteneva una lunga e minuziosa lista dei progenitori, una sorta di albero genealogico in cui si valutava la discendenza di un individuo. Fu inizialmente utilizzato in Germania nazista nel 1933 per discriminare le persone, soprattutto per quanto riguarda gli ebrei. In seguito fu utilizzato anche durante le opzioni in Alto Adige per vagliare chi poteva trasferirsi all'interno del Terzo Reich.[1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Der Ahnenpaß des Ehepaares. Verlag für Standesamtswesen, Berlino 1939.
  • (EN) Eric Ehrenreich: The Nazi Ancestral Proof: Genealogy, Racial Science, and the Final Solution. Bloomington, Indiana: Indiana University Press, 2007, ISBN 978-0-253-34945-3
  • (DE) Cornelia Essner: Die „Nürnberger Gesetze“ oder Die Verwaltung des Rassenwahns 1933–1945. Schöningh, Paderborn 2002, ISBN 3-506-72260-3.
  • (DE) Volkmar Weiss: Vorgeschichte und Folgen des arischen Ahnenpasses: Zur Geschichte der Genealogie im 20. Jahrhundert. Neustadt an der Orla: Arnshaugk, 2013, ISBN 978-3-944064-11-6

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (IT) Lilli Gruber, Eredità - Una storia della mia famiglia tra l'Impero e il fascismo, Xª ed., Milano, Rizzoli, 2012, p. 355, ISBN 978-88-17-04537-7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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