Agrippa (filosofo)

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Agrippa (in greco: Ἀγρίππας, Agrìppas) (... – ...) è stato un filosofo greco antico, aderente alla corrente dello scetticismo e vissuto verosimilmente intorno alla seconda metà del I secolo[1].

La vita[modifica | modifica sorgente]

Della sua vita non ci è noto praticamente nulla. Dalle fonti disponibili (Sesto Empirico e Diogene Laerzio) può inferirsi una collocazione temporale di poco posteriore a Enesidemo.

L'opera filosofica[modifica | modifica sorgente]

Nulla della sua opera ci è pervenuto. Ciononostante ad Agrippa Diogene Laerzio[2] attribuisce l'enunciazione dei celebri cinque tropi che andavano ad aggiungersi ai dieci elencati da Enesidemo. Si trattava del tentativo di enucleare e classificare quei percorsi confutativi (modi) attraverso i quali la tradizione filosofica scettica giungeva alla sospensione del giudizio (la c.d. epoché scettica).

I cinque tropi[modifica | modifica sorgente]

I tropi di Agrippa sono:

Spiegazione dei tropi[modifica | modifica sorgente]

I 5 tropi di Agrippa vogliono portare alla "Sospensione del giudizio".

I tropo: Le opinioni, spesso, hanno distanze irriducibili, e potremmo trovarci nella situazione per cui ciò che Io credo vero, potrebbe non esserlo.

II tropo: Ogni proposizione rimanda ad un'altra proposizione che la giustifica, ma che deve essere a sua volta giustificata.

III tropo: Tutte le nostre esperienze sono relative, in quanto il soggetto è sempre diverso. Ogni esperienza è legata al particolare ed unico rapporto del soggetto con il mondo.

Esempio

1- X appare M nella condizione C.

2- X appare M1 nella condizione C1.

3- Non esiste un criterio per preferire C a C1.

Quindi, non possiamo dire se X=M o se X=M1.

IV tropo: Nel mondo antico, l'ipotesi, è una proposizione non verificata. Le nostre conoscenze si fondano su ipotesi; per quanto un'ipotesi possa sembrare sensata, coerente, non sarà mai del tutto dimostrata. Anche se lo sviluppo dell'ipotesi non porta alla nascita di contraddizioni, rivelandosi coerente, non vuol dire che essa sia "vera".

V tropo: Il criterio di verità o di falsità si basa su di un sistema di credenze del tutto soggettivo, che è difficile da mettere in questione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ B. Jowett (1867), Agrippa (1) in W. Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, pag. 77, Little, Brown and Company, Boston
  2. ^ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, IX 88