Agamyxis pectinifrons

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Agamyxis pectinifrons
Dornwels.JPG
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Siluriformes
Famiglia Doradidae
Genere Agamyxis
Specie A. pectinifrons
Nomenclatura binomiale
Agamyxis pectinifrons
Cope, 1870

Agamyxis pectinifrons è un pesce tropicale d'acqua dolce, appartenente alla famiglia Doradidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nel bacino amazzonico, in particolare la regione ecuadoriana, in torrenti e tratti a corrente rapida dei fiumi maggiori. Spesso si trova anche in acquitrini derivati dallo straripamento dei fiumi durante la stagione delle piogge e su fondali sabbiosi. L'acqua in cui vive è leggermente scura, ben mossa. I valori fisico-chimici: temperatura 22-28 °C, pH 6-7 e durezza 5-15° dGH.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Presenta dei raggi rigidi e seghettati sulle pinne pettorali, in grado di ferire e bucare la bocca dei predatori.
Dimorfismo sessuale: la femmina ha il ventre più rigonfio dovuto alla presenza delle uova. Raggiunge una lunghezza massima di 15 cm.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Timido e pacifico. Ha abitudini notturne e durante il giorno resta quasi sempre nascosto tra i legni e le piante contorte, uscendo solo durante la ricerca del cibo. Come tutti i Doradidi, può emettere un curioso brontolìo udibile soprattutto quando viene estratto dall’acqua. Vive in gruppi non uniformi di circa una deina di esemplari.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La coppia si isola e dopo la deposizione e la fecondazione delle uova la coppia si allontana.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si alimenta di quasi tutto ciò che trova sul fondale di organico. predilige però chironomi, tubifex e lombrichi.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Questa specie viene allevata e riprodotta con successo in cattività. Si deve necessariamente ospitare in vasche silenziose a partire da 250 litri in su. Ospite ideale di acquari “amazzonici”, con fondo di sabbia fine e bene arredati con legni e radici contorte. Acqua leggermente scura, ben mossa. Bisogna cercare di riprodurre il più possibile i valori delle acque che lo ospitano in natura. Si consiglia di allevarne gruppi di almeno 10 esemplari. Può essere considerato un buon “pulitore” di fondo, ma la sua dieta va assolutamente integrata con cibo vivo e surgelato (chironomi, tubifex e lombrichi). Attenzione ai raggi rigidi e seghettati delle pinne pettorali, in grado di ferire chi li maneggia incautamente e di bucare sacchetti e retini.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

Minacciato dalla cattura per il mercato acquariofilo.

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