Adimanto di Atene

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Adimanto, figlio di Leucolofide (in greco antico Ἀδείμαντος, traslitterato in Adéimantos, in latino: Adimantus; Atene, metà del V secolo a.C. – dopo il 405 a.C.), è stato un ammiraglio ateniese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Adimanto nacque nel demo di Scambonide. Nel 407 a.C. fu uno dei comandanti che parteciparono, con Alcibiade, alla spedizione contro Andro.[1] Fu poi nominato nuovamente generale nel 406 a.C., dopo il processo delle Arginuse, assieme a Filocle e a Conone, e con questa carica combatté la battaglia di Egospotami (405 a.C.), nella quale fu fatto prigioniero dagli Spartani.[2]

Fu l'unico degli oltre 3000 Ateniesi catturati a non essere condannato a morte, visto che in precedenza si era opposto al decreto secondo il quale si sarebbero dovute tagliare le mani degli Spartani catturati. In seguito, però, molti Ateniesi lo accusarono di tradimento, e alla fine Conone lo fece processare.[3][4][5][6] Ne parla anche Aristofane ne Le rane.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Senofonte, I, 4, 21.
  2. ^ Senofonte, I, 7, 1.
  3. ^ Senofonte, II, 1, 30-32.
  4. ^ Pausania, IV, 17, 2
  5. ^ Demostene, Sulla falsa ambasciata, 191.
  6. ^ Lisia, Contro Alcibiade 1, 38.
  7. ^ Aristofane, Le rane, 1500.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie