Acipenser ruthenus

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Sterleto
Acipenser ruthenus Prague Vltava 1.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Ittiopsidi
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Chondrostei
Ordine Acipenseriformes
Famiglia Acipenseridae
Genere Acipenser
Specie A. ruthenus
Nomenclatura binomiale
Acipenser ruthenus
Linnaeus, 1758
Nomi comuni

Sterleto, Sterlet, Storione sterleto

Lo Sterleto (Acipenser ruthenus) è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia degli storioni (Acipenseridae).

Distribuzione ed habitat[modifica | modifica sorgente]

Il suo areale comprende il bacino del fiume Danubio ed i suoi affluenti ed in generale i tributari del Mar Nero, Mar Caspio, del Mar Bianco e del Mar di Kara. È stato immesso in diversi Paesi, spesso con acclimatazione e si sta allevando anche in Italia.

È uno storione residente in acqua dolce al contrario di molti suoi congeneri che hanno abitudini anadrome e vive di preferenza nei fiumi grandi o grandissimi, solo nel Mar Caspio settentrionale alcune popolazioni sono migratrici.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lunghezza: è lo storione di minori dimensioni, infatti la media è sugli 80 cm e può raggiungere dimensioni massime di 125 cm per un peso di 15 kg.

Si differenzia dai congeneri soprattutto per il maggior numero di scudetti ossei laterali, per la cresta ossea che percorre la schiena, per il muso sottile e stretto rivolto all'insù, i barbigli lunghi e sfrangiati e le pinne più grandi, di colore scuro.
Il dorso è di solito color sabbia, il ventre chiaro ma non bianco.

Dimorfismo sessuale: le femmine sono più gonfie nel periodo degli amori.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Pesce pacifico che può formare talvolta piccoli gruppi di tre esemplari.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si riproduce nelle forti correnti del corso principale in cui vive, cercando zone con fondo ciottoloso e profondità modesta. I giovani restano alcuni giorni nelle acque basse per poi portarsi negli ambienti più profondi abitati dagli adulti.

Particolare della parte superiore ed inferiore della testa.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Onnivoro, basata quasi completamente su larve acquatiche ed, in piccola parte, su pesci.
D'inverno staziona in profonde buche dove cessa di nutrirsi.

Particolare delle scaglie.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La pesca è vietata nel suo areale d'origine, gli sbarramenti e dighe privi di impianti di risalita dei fiumi limitano le migrazioni riproduttive. È anche danneggiato dagli inquinamenti. Queste problematiche lo collocano come vulnerabile di estinzione. L'inquinamento, compresi i prodotti petroliferi, fenoli, PCB ed il mercurio stanno minacciando la specie nel sistema del Volga ed in altri fiumi siberiani.[senza fonte]

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è uno degli storioni più allevati e riprodotti in cattività sia per la sua carne e sia per il caviale. Ora la produzione di allevamento è notevolmente aumentata rispetto alla pesca in natura. La Federazione russa ha stabilito una quota di esportazione per 300 Kg di caviale , possibilmente da acquacoltura. Nel Mar Caspio e nel Mar d'Azov le catture di storione illegali (dato che si riferisce a tutte le specie di storione) è stato valutato nel rapporto di 6 a 10 volte la cattura legale (Rapporto CITES 2000). Il commercio internazionale è in gran parte costituito da individui vivi (novellame) per l' acquacoltura ed il commercio acquariofilo, provenienti quasi esclusivamente da acquacoltura.[senza fonte]

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Per le sue dimensioni leggermente più contenute rispetto alle altre specie del suo Genere lo sterleto è probabilmente la specie più comunemente allevata in acquario. Tuttavia rimane comunque un pesce enorme che da adulto è adatto solo a laghetti od acquari pubblici.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Acipenser ruthenus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bruno S., Maugeri S. Pesci d'acqua dolce, atlante d'Europa, Mondadori 1992
  • Kottelat M., Freyhof J. Handbook of European Freshwater Fishes, Publications Kottelat, Cornol (CH), 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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