Volo Caspian Airlines 7908

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Volo Caspian Airlines 7908
EP-CPG, l'aereo coinvolto nell'incidente, nel novembre 2008
Tipo di eventoIncidente
Data15 luglio 2009
TipoGuasto al motore con successiva perdita di controllo
LuogoJannatabad, Provincia di Qazvin
StatoBandiera dell'Iran Iran
Coordinate36°08′33″N 49°59′38″E / 36.1425°N 49.993889°E36.1425; 49.993889
Tipo di aeromobileTupolev Tu-154
OperatoreCaspian Airlines
Numero di registrazioneEP-CPG
PartenzaAeroporto Internazionale di Teheran-Imam Khomeini, Teheran, Iran
DestinazioneAeroporto Internazionale Zvartnots, Erevan, Armenia
Occupanti168
Passeggeri153
Equipaggio15
Vittime168
Feriti0
Sopravvissuti0
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Iran
Volo Caspian Airlines 7908
Dati estratti da Aviation Safety Network[1]
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Il volo Caspian Airlines 7908 era un volo passeggeri di linea da Teheran, Iran, a Erevan, Armenia, che il 15 luglio 2009 precipitò nei pressi del villaggio di Jannatabad, fuori dalla città di Qazvin, in Iran, provocando la morte di tutti i 153 passeggeri e i 15 membri dell'equipaggio.[1]

L'aereo[modifica | modifica wikitesto]

Il velivolo era un Tupolev Tu-154M, marche EP-CPG, numero di serie 87A748. Volò per la prima volta nel 1987 e venne consegnato nell'aprile dello stesso anno a Bakhtar Afghan Airlines. Passò poi a Caspian Airlines nel marzo 1998. Era equipaggiato con 3 motori turboventola Soloviev D-30KU-154-II. Al momento dell'incidente, l'aereo aveva accumulato 26 593 ore di volo in 16 248 cicli di decollo-atterraggio.[2][3]

Il Tu-154 era stato sottoposto a controlli di sicurezza nel giugno 2009 e aveva ottenuto la licenza per volare fino al 2010. Lo affermò anche un ufficiale dell'aviazione armena, sostenendo che l'aereo era passato attraverso controlli tecnici all'aeroporto di Mineral'nye Vody della Russia meridionale a giugno.[4]

I passeggeri[modifica | modifica wikitesto]

38 (inclusi due membri dell'equipaggio) dei 168 passeggeri erano cittadini iraniani.[5] 40 passeggeri erano cittadini armeni.[6] C'erano anche due georgiani a bordo, due canadesi, due con doppia nazionalità australiana-iraniana e due iraniano-americani.[7][8]

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

L'aereo precipitò alle 11:33 Iran Daylight Time (07:03 UTC), 16 minuti dopo il decollo dall'aeroporto Internazionale di Teheran-Imam Khomeini. Secondo le autorità, la coda dell'aereo prese improvvisamente fuoco. Il pilota virò, cercando di trovare un punto sicuro dove atterrare, ma senza successo. L'aereo si schiantò in un campo, scavando un cratere profondo fino a 10 metri. Un testimone oculare sostenne di trovarsi a meno di 300 metri dal luogo dell'incidente e descrisse l'evento come se "l'aereo fosse appena caduto dal cielo". Tre ore dopo l'incidente, rimanevano ancora incendi su un'area di 200 metri quadrati. Un testimone disse Fars News Agency[4]:

«Ho visto l'aereo quando era appena sopra il suolo. Le sue ruote erano fuori e c'era un incendio nella parte inferiore. Sembrava che il pilota stesse cercando di atterrare, e pochi istanti dopo l'aereo ha colpito il suolo e si è rotto in pezzi sparsi in lungo e in largo.»

Il registratore vocale della cabina di pilotaggio e il registratore dei dati di volo vennero trovati il 16 luglio; gli investigatori riuscirono ad accedere e analizzare entrambi.[3][9][10]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad espresse le sue condoglianze alle famiglie delle vittime.[11] Il 15 luglio 2009, il presidente armeno Serzh Sargsyan firmò un decreto nel quale stabiliva un lutto nazionale per il giorno successivo in Armenia.[6]

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 luglio, il presidente armeno Serzh Sargsyan annunciò l'istituzione di una commissione governativa per indagare sull'incidente. Sarebbe stata diretta dal vice primo ministro Armen Gevorgyan.[6]

I funzionari iraniani indicarono che l'incidente era stato causato da ragioni tecniche. Affermarono che il motivo principale dell'incidente era un guasto al motore e la sua distruzione causata da un bird strike, che provocò un incendio che portò alla perdita di controllo e allo schianto.[3]

Il 23 dicembre 2014 fu pubblicata una cronologia degli eventi: durante la salita alla quota di crociera di 32 000 piedi (9 800 m), l'equipaggio aveva inviato una comunicazione riguardante un incendio al motore numero uno. La salita era stata interrotta a 29 000 piedi (8 800 m). L'aereo, tre minuti prima dello schianto, aveva effettuato una virata di 270 gradi, quindi aveva iniziato a scendere rapidamente con un'elevata velocità verticale di circa 70 metri al secondo. 16 minuti dopo il decollo, il Tu-154M, ad alta velocità, era entrato in collisione con il suolo in un campo vicino al villaggio di Jannatabad, a circa 120 km dall'aeroporto di partenza. L'aereo venne distrutto nell'impatto. Sul luogo del disastro si formò un cratere la cui profondità era di circa 10 metri. La commissione scoprì che fu la causa del disastro fu la disintegrazione del compressore a bassa pressione nel motore numero uno che sparse detriti danneggiando la fusoliera e le linee del carburante, provocando la rapida propagazione di un incendio.[12]

Il rapporto finale sull'incidente venne probabilmente pubblicato dalle autorità iraniane nel 2011, sebbene non sia stato oggetto di maggiore attenzione fino a quando non fu parzialmente tradotto in inglese nel 2019.[3] Il rapporto rilevò che l'incidente era stato causato dal guasto dovuto a fatica della turbina di primo stadio del compressore a bassa pressione nel motore n.1, che provocò la disintegrazione del disco. I frammenti distrussero il motore n.1, recisero i sistemi idraulici n.1 e n.3 e recisero parzialmente le linee del carburante del motore n.2. I componenti caldi e il fluido idraulico infiammarono il carburante fuoriuscito dalle tubazioni danneggiate e causarono un grande incendio che divampò nella sezione di coda dell'aereo. Questo incendio, a sua volta, distrusse le aste che azionavano le superfici di controllo posteriori (equilibratori e timone), con la perdita di controllo dell'aereo.[3]

Prima dell'incidente il produttore dell'aereo, Tupolev, aveva pubblicato un bollettino di servizio che richiedeva test più rigorosi dei componenti del compressore a bassa pressione. Tuttavia, questo era stato fornito solo in russo agli operatori russi. Sei giorni dopo lo schianto di EP-CPG, Tupolev rilasciò bollettini di servizio equivalenti a tutti gli operatori.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Harro Ranter, ASN Aircraft accident Tupolev Tu-154M EP-CPG Qazvin, su aviation-safety.net. URL consultato il 21 gennaio 2020.
  2. ^ EP-CPG CASPIAN AIRLINES TUPOLEV TU-154, su planespotters.net. URL consultato il 28 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2022).
  3. ^ a b c d e f (EN) Crash: Caspian Airlines T154 near Janat-Abad on Jul 15th 2009, uncontained engine failure, su avherald.com. URL consultato il 28 novembre 2020.
  4. ^ a b (EN) DAWN.COM | World | Technical problem caused Iranian plane crash: official, su web.archive.org, 18 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2009).
  5. ^ (EN) Robert F. Worth e Nicola Clark, Plane Crash Leaves 168 Dead in Iran (Published 2009), in The New York Times, 15 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2020.
  6. ^ a b c (EN) 40 Armenians Among Caspian Air Crash Victims, su Asbarez.com, 15 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2020.
  7. ^ (EN) CBC News, Iranian plane crash victims include 2 Canadians, su cbc.ca.
  8. ^ (EN) Australians killed in Iran plane fireball, su abc.net.au, 16 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2020.
  9. ^ (EN) Technical problem seen behind Iran plane crash - Yahoo! Singapore News, su web.archive.org, 19 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2009).
  10. ^ (EN) Iran flight recorders 'damaged', 15 luglio 2009. URL consultato il 28 novembre 2020.
  11. ^ (SV) "Planet föll plötsligt ner från skyn", su Aftonbladet. URL consultato il 28 novembre 2020.
  12. ^ (RU) Катастрофа Ту-154М в Иране. 2009, su avia.pro. URL consultato il 28 novembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]