Via dei Cessati Spiriti

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Via dei Cessati Spiriti
Cessatispiriti10.jpg
Osteria e le successive ex fonderie Bruni (1983)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Circoscrizione Municipio Roma VII
Municipio Roma VIII
Quartiere Appio-Latino
Codice postale 00179
Caratteristiche
Tipo Strada carrabile
Lunghezza 470 m circa
Pavimentazione Asfalto
Collegamenti
Inizio Via Appia Nuova
Fine Via Appia Nuova
Intersezioni Via Latina
Mappa

Coordinate: 41°51′57.77″N 12°31′47.49″E / 41.866046°N 12.529859°E41.866046; 12.529859

Via dei Cessati Spiriti è una strada di Roma[1], formatasi in seguito alla rettifica del percorso di via Appia Nuova, avvenuta negli anni quaranta del XX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel XVI secolo l'area della valle della Caffarella a ridosso della via Latina, dove questa incontrava l'originale tracciato della via Appia Nuova, era chiamata "delli Spiriti", per via di incontri notturni non graditi.[2]

Si racconta, infatti, che molti viandanti si fermavano con il loro carro e il cavallo per mangiare e riposare in una vecchia osteria lì presente. Usciti dall'osteria non trovavano più né il loro carro né i loro cavalli. A seguito dei molti furti, ai rumori che si sentivano di notte e al fatto che mai nessuno riuscì a vedere chi compisse tali furti, si attribuì la responsabilità agli spiriti che infestavano la valle.

La leggenda sopravvisse fino al XIX secolo quando, per cacciare tali 'spiriti', fu posta una statuetta della Madonna sul fronte di una palazzina. La fine dei furti di carri e cavalli comportò il detto che gli spiriti fossero 'cessati' e un'osteria prese il nome di "Osteria dei Cessati Spiriti".

Nel 1910 Adriano Bennicelli soprannominato Il conte Tacchia, dopo aver deciso di presentarsi alle elezioni per la Camera dei Deputati nelle liste del Partito Liberale, convocò il 2 luglio, tramite l'ausilio dell'affissione di una grossa quantità di manifesti, un comizio elettorale presso l'osteria dei Cessati Spiriti. La partecipazione della gente fu scarsa e questo non gli permise di essere eletto per l'esiguità dei voti ottenuti.[3]

La statuetta della Madonna fu distrutta a sassate nel 1989.

La strada compare nel film La dolce vita, dove Marcello e Maddalena accompagnano, con l'automobile, la prostituta Ninni alla sua casa.[4]

La fonderia Bruni ai Cessati Spiriti[modifica | modifica wikitesto]

Ruderi della Fonderia Bruni ai Cessati Spiriti costruita nel 1890

Nel 1890 si trasferisce nella strada, dalla sede di via Tiburtina, la fonderia Bruni, come attesta la targa di marmo presente sopra l'abbeveratoio, svolgerà l'attività di fusione statuaria sino al 1965 quando la ditta chiude l'attività. L'edificio abbandonato e danneggiato, privo di manutenzione e destinazione appare come un rudere di archeologia industriale in pericolo di crollare definitivamente.

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

La nuova strada è stata intitolata "via dei Cessati Spiriti" con delibera della Giunta Municipale n. 14 del 2 febbraio 1945 che riporta:

«Il tratto di Via Appia Nuova che, in seguito alla rettifica del percorso di detta strada, è venuto a formare una strada a sè stante che, dipartendosi da Via Appia Nuova, quasi di fronte al Motovelodromo, e precisamente al numero civico 618, va a raggiungere nuovamente la stessa Via Appia Nuova alla località Arco di Travertino.»

L'odonomastica romana così descrive il nome: "Dai malandrini e persone di malaffare che infestavano la zona".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rendina-Paradisi 2004, p. 360, s.v. Cessati Spiriti (via dei).
  2. ^ Crimini Roma Medievale, Archivio per Cessati Spiriti.
  3. ^ Specchio Romano, Una "TACCHIA" per stemma.
  4. ^ Kezich, Un affresco alla Picasso, p. 112.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]