Turismo in Tunisia

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Turisti nell'arena dell'anfiteatro romano di El Jem.

Il turismo in Tunisia comprende attrazioni che vanno dalla sua città cosmopolita nonché capitale Tunisi alle antiche rovine di Cartagine, i tradizionali quartieri musulmano ed ebraico di Jerba, ed infine località costiere al di fuori di Monastir (Tunisia). Secondo il New York Times, la Tunisia è "nota per le sue spiagge dorate, il tempo soleggiato e i lussi a prezzi accessibili"[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica del porto punico di Cartagine.

Secondo il giornalista Garrett Nagle, autore del libro "Advanced Geography" l'industria turistica tunisina trae benefici "dalla sua posizione mediterranea e dalla sua tradizione vacanziera in pacchetti low cost con partenze da tutta l'Europa occidentale"[2]. Lo sviluppo del turismo risale agli anni '60 del XX secolo, grazie agli sforzi congiunti di governo e gruppi privati; nel 1962, il turismo, con 52.000 entrate e 4.000 posti letto, ha avuto un fatturato di due milioni di dollari ed è diventato la principale fonte di valuta estera nel paese[3]. Tuttavia, non è generalmente meta di turisti americani, che non si fidano più molto delle destinazioni del Medio Oriente dal momento in cui si son verificati gli attentati dell'11 settembre 2001.

Fino a poco tempo fa l'attrazione principale della Tunisia era costituita dalla sua costa nord-est, tutt'attorno intorno a Tunisi; tuttavia, il 7º piano di sviluppo nazionale datato 1989 ha creato diverse nuove aree turistiche, tra cui il villaggio di Port El-Kantaoui[2]. Il settore del turismo rappresenta oggi il 6,5% del Prodotto interno lordo (PIL) della Tunisia ed offre 340.000 posti di lavoro, di cui 85.000 sono posti di lavoro diretti, coprendo l'11.5% della popolazione attiva, con una quota elevata di lavoro stagionale. Francia, Germania, Italia e Regno Unito sono i quattro mercati turistici tradizionali del paese, anche se la Tunisia ha perso circa 500.000 turisti provenienti dalla Germania dopo l'11 settembre[4]. Dal 2003-2004 ha riguadagnato porzioni di turisti, e nel 2007 ha visto gli arrivi in aumento del 3% circa rispetto a quelli dell'anno precedente[4].

Il mercato/suq al quartiere Medina di Tunisi.

Il turismo in Tunisia ha subito duri colpi dopo l'attentato al museo nazionale del Bardo e l'attentato di Susa del 2015[5].

Attrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Resorts[modifica | modifica wikitesto]

Questo settore è popolare principalmente sulla costa orientale, per un totale di oltre il 95% dei posti letto disponibili. Di seguito è riportato un elenco dei più grandi resort e la percentuale di notti sul totale:

Interno con piscina di un hotel a Djerba.

Nuovi sviluppi[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, l'ecoturismo, il turismo termale e quello medico stanno emergendo nella scena turistica della Tunisia e sono in una fase di crescita molto veloce. Secondo l'ex ministro del Turismo Ahmed Smaou, "Il turismo medico ha un grande futuro davanti a noi"[6].

Statistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 ci sono stati 197.400 posti letto disponibili presso hotel con circa 95.977 camere ed un tasso di occupazione al 56%[7]. 5.057.193 viaggiatori sono giunti in Tunisia quell'anno[7] per passare qualche giorno di vacanza. Nello stesso anno, le spese turistiche erano quasi di 1,5 miliardi di dollari[7]. Secondo il "US Department of State stime" del 2002, il costo medio giornaliero per soggiornare a Tunisi o Cartagine è stato di 146 dollari, rispetto ai 114 delle altre zone della Tunisia[7].

Un gran numero di turisti proviene dall'Europa orientale, e le nazionalità dei principali paesi turistici è mostrato qui: libici (1.472.411 visitatori), francesi (1.234.735), algerini (945.324), tedeschi (547.403), italiani (464.323) e britannici (350.693)[3]; vi sono stati inoltre 1.251.251 turisti nazionali che soggiornano in tutto il paese per un numero complessivo di 2,75 milioni di pernottamenti nel 2006[8].

Turisti di fronte alle porte della sala di preghiera della Grande moschea di Qayrawan.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elaine Glusac, A Night, and Day, In Tunisia at a New Resort, in The New York Times, 22 novembre 2009.
  2. ^ a b Garrett Nagle, Advanced geography, Oxford University Press, 2000, pp. 417, ISBN 0-19-913407-3.
  3. ^ a b (FR) Mohamed Bouamoud, Radioscopie du tourisme tunisien 2003-2006, in Webmanagercenter, 12 novembre 2007. URL consultato il 27 maggio 2008.
  4. ^ a b Hazel Heyer, Tunisia tourism moves forward by sticking to the old, in eTN, 12 marzo 2008. URL consultato il 27 maggio 2008.
  5. ^ Kristina Chetcuti, Maltese strike Tunisia off destination list, in Times of Malta, 9 luglio 2015. URL consultato il 9 luglio 2015.
  6. ^ (FR) Chloé Hoorman, Le grand bain de la mondialisation, in L’Express, 10 gennaio 2005. URL consultato il 27 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2008).
  7. ^ a b c d Tunisia: Tourism, travel, and recreation, Nations Encyclopedia. URL consultato il 28 maggio 2008.
  8. ^ (FR) Galia Skander, Le tourisme intérieur : un vrai potentiel négligé, in Tunisie Affaire, 25 dicembre 2007. URL consultato il 27 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2008).

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