Torchio oleario

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Il torchio oleario è uno strumento usato nell'industria olearia per la spremitura, come le olive, semi oleosi (girasole, colza ...) o anche frutta secca (noci, nocciole), per estrarre l'olio.

Bassorilievo del III secolo che rappresenta un torchio a vite. Museo archeologico nazionale di Aquileia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione di un torchio alla genovese: disegno del XVI secolo di Giovanni Stradano.

All'epoca romana, la diffusione del torchio (a leva) per l'estrazione dell'olio di oliva è stata datata dal II secolo a.C. nelle regioni dell'Italia augustea e nelle provincie italiane tra Repubblica e Impero. Suo impianto richiedeva spazi adeguati: caratterizzato da un macchinario ingombrante, la sua leva poteva misurare fino a 10 metri.

Due principali tipologie sono attestate:

  • il torchio a leva, suddiviso in due sottotipi;
    • il torchio a verricello o “a piattaforma” detto anche "modello catoniano" (Cato., Agr., 18)[1].
    • Il torchio a vite “a ara circolare”, conosciuto come "primo modello pliniano" (Plin., Hist. Nat., XVIII)[1].
  • Il torchio a vite diretta, noto come "secondo modello pliniano" (Plin., Hist. Nat., XVIII)[1].

Nei secoli seguenti, queste tipologie sono state utilizzate in tutto l’ambito del bacino del Mediterraneo e saranno sostituite progressivamente dal torchio a vite in legno o di ferro, molto più funzionali e meno ingombranti.

I due tipi di torchi a vite i più noti erano il "torchio alla calabrese" a due viti e il "torchio genovese" ad una vite diffuso in Italia settentrionale e che sara introdotto nella seconda parte del Ottocento in Italia meridionale. La differenza tecnologica tra i due torchi si trova dettagliata nel libro[2] di Domenico Grimaldi e la costruzione del "torchio alla genovese" è descritto in modo molto accurato nel trattato[3] di Giovanni Presta, Degli ulivi, delle ulive, e della maniera di cavar l'olio. A notare, oggi, nel Salento, alcuni trappeti, tornati alla luce, conservano i pezzi e le tracce lasciati da torchi oleari antichi.

I primi decenni del XIX secolo sono stati caratterizzati dall'introduzione del torchio idraulico secondo le nuove proposte apportate da Pierre Ravanas. Negli anni 1970, la tecnologia di estrazione è orientata verso sistemi di lavorazione basati sul sistema centrifugo.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Scuola di specializzazione in Beni Archeologici - Università di Pisa, I frantoi nell'Italia romana, paleopatologia.it. URL consultato il 4 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2014).
  2. ^ Domenico Grimaldi, Istruzioni sulla nuova manifattura dell'olio introdotta nel Regno di Napoli … presso Vincenzo Orsino, 1777, pp. 75 e 76
  3. ^ Giovanni Presta, Degli ulivi, delle ulive, e della maniera di cavar l'olio (Capitolo IV della terza parte) pubblicato presso la Stamperia Reale, Napoli nel 1794.

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