Tito Livio Burattini

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Tito Livio Burattini (Agordo, 8 marzo 1617Vilna, 17 novembre 1681) è stato un matematico, scienziato, cartografo ed egittologo italiano.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Nato da un'antica famiglia della nobiltà rurale, di Tito Livo Burattini non si conoscono bene le vicende legate all'infanzia e di conseguenza rimangono oscure le notizie legate ai suoi studi giovanili. Alla fine del 1637 andò in Egitto, ove rimase fino al 1641, svolgendo l'attività di disegnatore e cartografo e in cui riprodusse i principali monumenti di Alessandria d'Egitto, Menfi ed Eliopoli. Dopo un viaggio per l'Europa si stabilì nel 1642 in Polonia.

« Dunque li pendoli saranno la base dell'opera mia, e da quelli cavarò prima il mio Metro Cattolico, cioè misura universale, che così mi pare di nominarla in lingua Greca, e poi da questa cavarò un Peso Cattolico »

A Cracovia ebbe contatti con Girolamo Pinocci e Stanislaw Pudlowsky, un allievo di Galileo. Insieme a loro condusse studi di ottica ed astronomia. Dal secondo ricevette anche lo spunto per proporre per primo l'adozione di un'unità di lunghezza universale, il metro cattolico, non legata a caratteristiche antropometriche. Mario Gliozzi ritrovò le fonti originarie che dimostrano come egli fu uno dei precursori del sistema metrico decimale. Definì il metro (termine usato per la prima volta) come la lunghezza di un pendolo la cui oscillazione dura un secondo. All'epoca si riteneva che questa grandezza fosse indipendente dal luogo in cui si svolgeva l'esperimento. Dall'unità di lunghezza derivò un'unità di peso, definendola pari a quello dell'acqua contenuta in un cubo con lato 1/16 di metro cattolico.

In questo stesso periodo lavorò ad un progetto per la realizzazione di una macchina, "il Dragone volante", che avrebbe dovuto permettere il volo umano. Documenti dell'epoca asseriscono che avesse realizzato un prototipo in grado di sollevarsi da terra sollevando un gatto.

Burattini realizzò la prima calcolatrice meccanica italiana, che riprendeva le idee della Pascalina, e ne fece dono al granduca di Toscana, Ferdinando II de' Medici. Al Museo Galileo di Firenze è esposto uno strumento noto come macchina calcolatrice di Burattini.

Ebbe la stima della regina di Polonia Maria Luigia Gonzaga che gli affidò incarichi diplomatici per l'Europa. Si sposò con una nobile e ricca polacca divenendo cittadino polacco. Nonostante i gravosi impegni, le sue indagini scientifiche proseguirono: nella città di Vilna fu stampata la sua opera "Misura Universale" nel 1675. La morte lo colse povero e sofferente il 17 novembre 1681.

Principali opere[modifica | modifica wikitesto]

  • "La bilancia sincera", trattato che corresse e in parte modificò quanto sostenuto da Galileo sulla bilancia idrostatica, individuando con maggiore precisione i pesi specifici dei metalli preziosi.
  • "Misura Universale", l'autore stabilì una misura lineare universale: il metro cattolico, misura pari alla lunghezza di un pendolo la cui oscillazione dura un secondo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tancon Ilario, Lo scienziato Tito Livio Burattini, Università di Trento, Trento 2005, pp.193, ISBN 88-8443-091-7
  • Favaro Antonio, Intorno alla vita ed ai lavori di Tito Livio Burattini fisico Agordino del secolo 17º - Venezia: Tipografia Carlo Ferrari, 1896
  • Mario Gliozzi, Precursori del sistema metrico decimale, Atti R. Accademia delle Scienze di Torino pp.29-70, 1932
  • Mario Gliozzi, Storia della Fisica a cura di Alessandra Gliozzi e Ferdinando Gliozzi, Bollati Boringhieri, Torino 2005
  • Savorgnan di Brazzà F., T.L. Burattini precursore del sistema metrico - Sapere, anno III, vol. V, n. 52, pag. 117-118, 28 /2/1937

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