Tito Brandsma

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Beato Tito Brandsma
beato Tito Brandsma, rettore dell'Università Cattolica di Nimega (1932)
beato Tito Brandsma, rettore dell'Università Cattolica di Nimega (1932)

Religioso

Nascita 23 febbraio 1881
Morte 26 luglio 1942
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1985
Ricorrenza 26 luglio

Tito Brandsma (Bolsward, 23 febbraio 1881Dachau, 26 luglio 1942) fu un presbitero cattolico olandese, morto a Dachau, vittima del nazismo; è stato beatificato dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

A 17 anni entrò nell'ordine Carmelitano, nel convento di Boxmeer e nel 1905 fu ordinato sacerdote.

L'anno successivo andò a Roma a frequentare gli studi di Filosofia all'Università Gregoriana dove conseguì la laurea in Filosofia nel 1909.

Tornato in Olanda, si dedicò all'insegnamento ai giovani frati carmelitani e contemporaneamente ebbe modo di inserirsi nel mondo del giornalismo, collaborando con varie testate olandesi. Nel 1919 divenne redattore-capo del giornale Città di Oss.

Statua del beato Tito Brandsma nel campus universitario di Nimega

Nel 1923 fu fondata l'Università Cattolica di Nimega dove padre Tito venne richiesto come professore. Nel 1932 diventò Rettore Magnifico di quell'Università e nel 1936 fu nominato dal futuro cardinale Johannes de Jong, metropolita d'Olanda, Assistente Ecclesiastico dei giornalisti cattolici, incarico che tenne fino alla sua morte.

Nel 1940 l'Olanda fu invasa e occupata dalla Germania nazista di Hitler, per cui, sia come insegnante all'Università che come Assistente dei giornalisti cattolici, ebbe modo varie volte di scontrarsi con l'ideologia nazista. Lo fece in maniera chiara e senza tante paure. Tanto che, per la sua strenua difesa della libertà religiosa dei giornali cattolici, i nazisti vollero tappargli la bocca facendolo prigioniero e internandolo nel gennaio del 1942, prima ad Amersfoort, in Olanda, e di seguito, vista la sua intransigenza, a Dachau. Qui finì i suoi giorni con una fiala di acido fenico iniettatagli da un'infermiera: era il 26 luglio 1942 ed aveva 61 anni.

È stato dichiarato beato, martire per la fede, il 3 novembre 1985 da papa Giovanni Paolo II.

Il clero cattolico olandese contro il nazismo[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto annuale della Polizia di Sicurezza sulla situazione in Olanda testimonia la presa di posizione del clero cattolico olandese e della stampa cattolica in particolare, nei confronti del nazismo. Le ragioni dell'arresto, della prigionia e della morte di Brandsma sono da ricercarsi nella sua ferma opposizione alle autorità occupanti. Viene definito nel rapporto come un pericoloso sovversivo in grado, con i suoi sermoni, di nuocere al Movimento nazionalsocialista. Il documento è una testimonianza delle azioni compiute contro la diffusione a mezzo stampa dei valori universali di fratellanza ed umanità delle varie confessioni religiose presenti in Olanda.

Arresto e detenzione in carcere in Olanda[modifica | modifica sorgente]

Il 21 gennaio 1942, a l'Aia, padre Tito veniva sottoposto a interrogatorio da parte del funzionario della Polizia, il signor Hardegen. L'interrogatorio si svolse in due tempi. Nella prima fase prevalse la narrazione dei fatti attraverso i quali si è sviluppata l'azione della Gerarchia ecclesiastica e quella di p. Tito in difesa dei giornali cattolici. Nella seconda parte è riportata l'affermazione dei principi ai quali si è ispirata l'azione della Chiesa e, in stretta e costante connessione con questa, l'azione di p. Tito.

Testimonianze sulla vita in carcere[modifica | modifica sorgente]

Brandsma annotò in un suo diario la vita nel carcere. L'angusto spazio della cella, i maltrattamenti e le violenze a cui andò incontro, tuttavia, non furono per lui motivo di tristezza o lamentela. Visse tutto nella sequela a Cristo e nella fedeltà al Vangelo.

Lettere dal carcere[modifica | modifica sorgente]

Dalla cella 577 del carcere di Scheveningen, il 12 febbraio 1942 p. Tito scrive una lettera ai suoi superiori, ai confratelli, ai familiari e agli amici. Nella prigione egli dichiara di sentirsi come a casa sua. Non vi è la chiesa, non può celebrare la messa, non può ricevere la comunione. Il mondo è lontano, ma Dio gli è vicino, perciò si sente molto tranquillo e contento.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 2013 "Tito Brandsma", Per vivere senza crudeltà sugli animali, con un'introduzione di Leonardo Caffo, Perugia: Graphe.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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