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Tin Pan Alley

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Placca commemorativa di Tin Pan Alley a New York.

Tin Pan Alley (cioè "Vicolo della padella stagnata") è il nome dato all'industria musicale newyorkese, specializzata nella scrittura di canzoni e nella stampa di spartiti, che dominò il mercato della musica popolare nordamericana tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. In seguito il termine fu usato per designare (spesso in modo spregiativo) il tipo di canzoni promosso dall'industria musicale popolare nordamericana ed europea, prima dell'avvento della canzone d'autore negli anni sessanta del '900.[1]

Questi edifici, situati tra la Sesta Avenue e Broadway sulla 28ª strada, ospitavano le sedi degli editori musicali che dominarono la musica popolare nordamericana all'inizio del XX secolo.

L'inizio di Tin Pan Alley viene generalmente fatto risalire al 1885, anno in cui numerosi editori musicali stabilirono la propria sede a New York.[2] Più difficile è stabilire in quale periodo essa finì: secondo alcuni studiosi il declino iniziò attorno al 1930, quando la Grande depressione e l'avvento della radio e del fonografo minarono il dominio degli editori musicali, restringendo drasticamente il mercato degli spartiti;[2] altri autori prolungano invece il regno di Tin Pan Alley fino al decennio del 1950, facendolo terminare con l'avvento del rock and roll.[3]

Il nome derivò dal suono cacofonico dei pianoforti che invadeva le strade provenendo dalle finestre delle sale di prova, e ricordava quello ottenuto percuotendo padelle stagnate (alley è il termine inglese per indicare i tipici vicoli di New York). Il termine fu coniato dal compositore e giornalista Monroe H. Rosenfeld, autore fra l'altro di Those wedding bells shall not ring out (1896).[2][3]

Inizialmente la alley era collocata sulla 14ª Strada Est e attorno a Union Square, dove avevano preso sede le prime case editrici, tra cui A.M. Schacht & Co., H. Witmark & Sons (la più grande), T.B. Harms & Co., Hawley, Haviland & Co., Joseph W. Stern & Co., Feist & Frankenthaler e F.A. Mills.[4] All'inizio del 1890, quando il termine divenne di uso comune, la alley seguì le sedi degli editori spostandosi sulla 28ª Strada Ovest tra la Quinta e la Sesta Avenue.[5] La sua presenza è ricordata da una placca sul marciapiede della 28ª Strada tra Broadway e la Sesta Avenue, in un isolato che è parte del Flatiron District di Manhattan. Nel periodo tra le due guerre mondiali le attività di Tin Pan Alley si spostarono nuovamente su Broadway, vicino alla 50ª Strada e in particolare nel Brill Building. In questa sede, a partire dagli anni cinquanta e sessanta, operarono autori come Gerry Goffin e Carole King (Aldon Music), Leiber e Stoller, e Jeff Barry ed Ellie Greenwich.[2]

Tra i nomi più famosi associati a Tin Pan Alley vi sono George Gershwin, che iniziò a lavorarvi come song plugger (pianista incaricato di suonare le nuove canzoni per promuovere la vendita degli spartiti), e Irving Berlin, che vi aveva il proprio ufficio.[2]

Agli inizi, Tin Pan Alley era specializzata in pezzi sentimentali melodrammatici e canzonette brillanti e comiche, ma presto abbracciò altri stili alla moda, quali il cakewalk e il ragtime. Successivamente si rivolse anche al jazz e al blues, sebbene in misura minore, poiché l’industria era soprattutto orientata alla produzione di canzoni destinate a cantanti dilettanti o orchestre di paese. Negli anni 1910 e 1920 Tin Pan Alley si dedicò a produrre e pubblicare canzoni popolari e numeri da ballo negli stili jazz e blues allora in voga.[3]

La grande diffusione che Tin Pan Alley garantiva ai generi di cui si interessava poteva però andare a discapito dell'autenticità del genere stesso, come notano alcuni commentatori:

«Se vogliamo, la miriade di rags che in breve derivò dagli scrittori del Tin Pan Alley di New York dimostrò ampiamente un concetto ossia che le composizioni venivano sì create da provetti arrangiatori, mancavano però di ciò che si potrebbe definire “acume razziale”, che era insito nel ragtime popolare. C’è da dire, inoltre, che molte di queste composizioni erano intrise del tanfo razzista dei coon songs, e a riprova di ciò si stagliavano i primi rags che altro non erano che medleys della corrente di moda coon in forma strumentale. Se a questo, poi, si aggiunge che i 'coon songs' spesso passavano per vere e proprie canzoni del ragtime, il teorema della commistione fra cultura musicale propriamente detta e tradizione folk colored è bello e dimostrato.»

Compositori e parolieri

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Numerosi compositori e parolieri furono associati a Tin Pan Alley, contribuendo alla diffusione della musica popolare statunitense tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo.[2][3][7][8]

  1. ^ Stanley Sadie (a cura di), New Grove Dictionary of Music and Musicians, Oxford University Press, 2nd edition, ISBN 0-333-60800-3., alla voce "Tin Pan Alley"
  2. ^ a b c d e f (EN) Tin Pan Alley, su Encyclopaedia Britannica.
  3. ^ a b c d (EN) The Poets of Tin Pan Alley, su Oxford Academic.
  4. ^ (EN) Tin Pan Alley, su Jewish Music Research Centre.
  5. ^ (EN) The History of Tin Pan Alley, su Sound American.
  6. ^ Gildo De Stefano, Ragtime, jazz & dintorni, Milano, Sugarco Edizioni, 2007, ISBN 887198532X
  7. ^ (EN) David A. Jasen, Tin Pan Alley: The Composers, the Songs, the Performers and Their Times, Donald I. Fine, 1988.
  8. ^ (EN) Tin Pan Alley Composer and Lyricist Biographies, su ParlorSongs.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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