Thuja occidentalis

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Tuia occidentale
Thuja occidentalis1.jpg
Thuja occidentalis
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Basso rischio (lc)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Cupressaceae
Genere Thuja
Specie T. occidentalis
Nomenclatura binomiale
Thuja occidentalis
L., 1753
Sinonimi

Thuja odorata Marshall 1785

Thuja obtusa Moench 1794

Nomi comuni

Tuia occidentale, Cedro bianco, Tuia del Canada, Arborvitae.

Thuja occidentalis.

La tuia occidentale (Thuja occidentalis, L. 1753), o cedro bianco, è una specie di albero che appartiene al genere Thuja, conifera della famiglia delle Cupressaceae originaria del Nord America e del Canada. È stata introdotta in Europa al tempo di Francesco I, re di Francia (1515-1547) e piantata nel giardino di Fontainebleau a scopo ornamentale.[1]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La T. occidentalis si adatta con facilità ai climi freddi, ecco perché il suo habitat naturale si trova negli stati nordici dell'America (parte orientale di Canada e Stati Uniti d'America).[2] Predilige terreni argillosi e calcarei e tollera discretamente gli ambienti urbani.[3]

Introdotta in Europa a scopo ornamentale, in Italia è frequentemente coltivata in parchi e giardini (esistono numerose cultivar diverse per colorazione del fogliame e portamento generale), e talvolta diffusa allo stato subspontaneo in Trentino-Alto Adige ed Umbria (non ritrovata in tempi recenti in Piemonte), dal livello del mare agli 800 m circa.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un albero monoico, sempreverde, con la chioma piramidale, ad accrescimento piuttosto lento tanto che può impiegare oltre 150 anni per raggiungere i 15 metri di altezza.

La corteccia dei rami è fibrosa, con foglie a squamette disposte su quattro file di colore verde scuro sulla pagina superiore e verde-giallastro su quella inferiore. I rametti, leggermente appiattiti, sono disposti sullo stesso piano a formare delle strutture ventagliformi orizzontali, per lo più pendule; se strofinati emanano un intenso profumo di mele.

I fiori sono diclini, piccoli e apicali quelli maschili, colorati, prima gialli e poi bruni, quelli femminili. La fioritura avviene tra marzo ed aprile.

I corpi fruttiferi sono strobili ovoidali di 10-15 mm di lunghezza, di colore rosso-brunastri, formati di 6-8 squame ad apice liscio che a maturità si aprono a rosetta con squame arrotondate e prive di uncini.[3]

Tassonomia e nome[modifica | modifica wikitesto]

Thuja occidentalis è una delle due specie di Thuja, native del Nord America, l'altra è la Thuja plicata. Il nome specifico allude all'area d'origine della pianta, occidentale rispetto all'Europa.[4]

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

La T. occidentalis contiene tannini, oli essenziali e flavonoidi. Fu utilizzata per la prima volta da Nicolas Lemery, esponente della chimica francese del XVII secolo, che ne descrisse le proprietà e gli effetti antielmintici dell'olio essenziale in essa contenuto.

Uso del legno[modifica | modifica wikitesto]

Il legno veniva utilizzato di frequente dagli indiani d'America per la forza, leggerezza e durevolezza che lo rende adatto a diversi lavori, come la costruzione di case e di canoe.[4]

Usi terapeutici[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie e i rami raccolti venivano bolliti nel lardo in modo da ottenere una soluzione utilizzata dagli Indiani d'America per alleviare dolori articolari e muscolari, malaria, tosse, gotta e reumatismi.[3]

Attualmente, Thujia occidentalis trova impiego in fitoterapia e omeopatia.

Le foglie e i rami della Thuja vengono raccolti durante il periodo di fioritura, essiccati, tritati e fatti macerare nell'alcol in modo da ottenere la soluzione finale, la tintura madre.[5]

Avvertenza
Le pratiche descritte non sono accettate dalla medicina, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

In omeopatia la Thuja è una pianta molto conosciuta ed è utilizzata per i seguenti principali disturbi sia psicologici che fisici: irritabilità, forte impazienza, pessimismo e ansietà, insonnia, forti emicranie, macchie cutanee e nei, unghie fragili, predisposizione a vene varricose, sudorazione accompagnata da un odore molto forte, predisposizione a polipi, infezioni ed infiammazioni dell'apparato urinario (cistiti), dolori addominali e mestruali e stipsi. Viene utilizzata, in alternanza con Sulphur (un non metallo e un importante costituente degli organismi viventi), nelle forme dolorose da processo artrosico diffuso, sensazione di rigidità della colonna con parestesie agli arti e senso di debolezza.

In fitoterapia è documentato l'uso dell'olio essenziale di Thuya per combattere le verruche su tutto il corpo (pennellare una goccia sulla verruca), o (poiché l'olio è marcatamente virostatico, cioè inibisce la duplicazione virale.[6]

Indicazioni[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi che richiedono l'utilizzo della Thuja si riscontrano sia in età giovane sia in età adulta. La formazione di verruche si sviluppa soprattutto su una pelle giovane a contatto con altri corpi e quindi più esposta a virus. In età adolescenziale si può presentare l'obesità, la cute del viso grassa e acneica, capelli fragili e secchi, sudorazione abbondante e repentini sbalzi di temperatura corporea. Negli adulti i sintomi sono molto simili , ma più accentuati. Comparsa di rughe precoci, fragilità delle unghie e malattie cutanee genitali, come i condilomi. I sintomi si aggravano di mattina, di pomeriggio e di notte con sbalzi di temperatura continui, dopo aver mangiato cibi particolarmente acidi e dopo grandi sforzi fisici. Possono invece migliorare grazie ad un clima temperato, sudando e con l'esposizione al sole.

Precauzioni[modifica | modifica wikitesto]

Gli usi terapeutici sopra riportati non sono dimostrati col metodo scientifico, pertanto occorre rivolgersi ad un omeopata per l'assunzione del rimedio della Thuja occidentalis.

L'uso interno dell'olio essenziale della pianta in dosi non omeopatiche è da sconsigliare in quanto si tratta di un olio estremamente tossico[6] per la presenza del tujone che può risultare letale ad alte dosi.[7]

Questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l'impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaetano Savi, Appendice al Trattato degli alberi della Toscana, Ebook gratis in Google, Pisa, presso Sebastiano Nistri, 1826 [1811], p. 70.
  2. ^ Plants Database, voce Thuja occidentalis L. arborvitae, USDA, Unites States Department of Agricolture, Natural Resources Conservation Service. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  3. ^ a b c Claudia De Rosa, Thuja Occidentalis, l'albero della vita, il rimedio omeopatico, in Guida pratica per la famiglia, MedicinaOltre.com, 17 aprile 2008. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  4. ^ a b c Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao, Rodolfo Riccamboni, Esploriamo la flora: un progetto per le scuole, voce Thuja occidentalis L., Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  5. ^ Per la preparazione e l'applicazione della tintura madre Thuja vedi <http://www.giardinaggio.it/erboristeria/tinture-madri/tintura-madre-thuya.asp>. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  6. ^ a b Loredana Tocalli, Le principali piante di uso clinico in omeopatia e fitoterapia - Parte II, BNT srl, 9 settembre 2015. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  7. ^ a b Cf Alberto Tucci, Thuja. Thuja occidentalis L., Alberto Tucci, 22 gennaio 2015. URL consultato il 9 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • W.F. 1990, Thuja occidentalis, in: R.M. Burns and B.H. Honkala. Silvics of, Vol. 1. Conifers: 580-589. Service Agric. Handbook 654, <http://willow.ncfes.umn.edu/silvics_manual/Table_of_contents.htm>.
  • Chambers, K.L. 1993, Thuja, in Flora of North America, north of, Vol. 2, Pteridophytes and Gymnosperms: 410-411. Oxford Univ. Press, New York. <http://hua.huh.harvard.edu/cgi-bin/Flora/flora.pl?FLORA_ID=12395>.
  • (EN) Conifer Specialist Group 1998, Thuja occidentalis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2016.2, IUCN, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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