The Sound

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The Sound
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Post-punk
Alternative rock
Periodo di attività 1979-1988
Etichetta Korova
Warner Bros./ WEA
Statik
Renascent
Album pubblicati 17
Studio 9
Live 8

The Sound è stata una band inglese originaria di Londra, attiva dal 1979 al 1988.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La line-up originale dei Sound era composta da Adrian Borland (voce, chitarra), Graham Bailey (basso), Mike Dudley (batteria) e Benita "Bi" Marshall (tastiere, sassofono, clarinetto). Nel 1979 la band siglò un contratto per la realizzazione di tre album con la Korova Records, un'etichetta satellite della Warner Bros. che aveva già sotto contratto band come Echo & the Bunnymen. Dopo aver registrato tra maggio e luglio 13 brani destinati ad un primo album intitolato Propaganda, poi pubblicato postumo solo nel 1999,[1] debuttarono con Jeopardy, che ricevette critiche molto positive, tra le cui 11 tracce figurano riarrangiati tre brani già registrati per Propaganda: Night vs Day, Words fail me e Missiles.

Nel secondo album, From the Lions Mouth, la Marshall venne sostituita da Colvin "Max" Mayers. Anche questo secondo disco fu accolto in maniera positiva dalla critica specializzata, ma nemmeno esso servì a far decollare la carriera della band, che rimase un piccolo fenomeno di culto. La Korova esercitò pressioni su Borland e compagni, auspicando un mutamento di stile affinché il terzo album fosse finalmente un successo commerciale. Per tutta risposta, e con un atto di coraggiosa ribellione, la band realizzò All Fall Down, un ruvido electro album tutt'altro che commerciale, pubblicato nel 1982.

Nei primi anni '80 i Sound si esibirono in numerosi concerti, in patria, in Europa ed anche negli Stati Uniti. Dopo la pubblicazione di All Fall Down ruppero con la Korova ed il giro delle major e firmarono con la Statik, un'etichetta indipendente. Nel 1984 realizzarono l'EP Shock of Daylight e l'anno successivo l'album Heads and Hearts. Continuarono le esibizioni dal vivo, sebbene non avessero raggiunto ancora una vera notorietà. Nel corso del 1985, Borland iniziò a manifestare i sintomi di una depressione dovuta forse alla frustrazione per il mancato successo. Non molto tempo dopo la pubblicazione di un album dal vivo, In the Hothouse (1986), la Statik fallì. Il gruppo restò comunque unito abbastanza da realizzare il sesto album, Thunder Up, pubblicato nel 1987 con l'etichetta belga Play It Again Sam, ma il tour europeo organizzato da novembre per promuoverlo si concluse disastrosamente prima di cominciare, a causa di una crisi depressiva di Borland, che gli impedì di salire sul palco a Vitoria, in Spagna. Mike Dudley decise quindi di lasciare la musica e la band, che si sciolse poche settimane dopo, all'inizio del 1988. Anche Graham Bailey chiuse la sua carriera musicale e nel 1992 si trasferì negli USA. Colvin Mayers morì di AIDS nel 1993. Adrian Borland tentò invece la carriera solista, ma con scarsi risultati; al culmine della sua malattia, appena finito di registrare il suo quinto e ultimo album, Harmony and Destruction, il 26 aprile 1999 si suicidò gettandosi sotto un treno alla Wimbledon Station.[2][3]

Durante la loro carriera hanno pubblicato cinque album e un EP in studio e due album dal vivo, il mini Live Instinct e il più completo In The Hothouse, registrazione di due serate al Marquee Club di Londra nell'agosto 1985. Attualmente, oltre alla discografia in studio, sono disponibili, grazie al lavoro di recupero della casa olandese Renascent, anche altri cinque live, registrati tra il 1981 ed il 1985.[4]

Lascito[modifica | modifica wikitesto]

In molti hanno dichiarato che ai Sound non venne tributato il riconoscimento che meritavano. Dal Sun Records Music Store: "I Sound furono tragicamente ignorati nel loro tempo, ed ancora oggi non si parla di loro come meriterebbero".[5] Dal Trouser Press: "È difficile capire come mai questo quartetto di Londra non ebbe successo commerciale. Furono agli stessi livelli dei The Psychedelic Furs e di Echo & the Bunnymen". E secondo Jack Rabid, di Big Takeover Magazine, "The Sound furono tra le band migliori degli anni '80".[6]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Adrian Borland: chitarra, voce e principale paroliere
  • Graham "Green" Bailey: basso
  • Michael Dudley: batteria
  • Colvin "Max" Myers: tastiere

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

  • 1981 - Live Instinct (WEA)
  • 1986 - In the Hothouse (Statik Records)
  • 2004 - The BBC Recordings (Renascent)
  • 2006 - The Dutch Radio Recordings 1. 08.03.81 Amsterdam, Paradiso (Renascent)
  • 2006 - The Dutch Radio Recordings 2. 09.04.82 Utrecht, No Nukes Festival (Renascent)
  • 2006 - The Dutch Radio Recordings 3. 24.01.83 Arnhem, Stokvishal (Renascent)
  • 2006 - The Dutch Radio Recordings 4. 01.07.84 Den Haag, Parkpop Festival (Renascent)
  • 2006 - The Dutch Radio Recordings 5. 09.04.85 Utrecht, Vrije Vloer (Renascent)

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • 1986 - Counting the Days (Statik Records)
  • 1996 - Shock of Daylight & Heads and Hearts (Renascent)
  • 2014 - Jeopardy/From the Lion's Mouth/All Fall Down...Plus cofanetto (Edsel Records)
  • 2015 - Shock of Daylight/Heads and Hearts/In the Hothouse (Live)/Thunder Up/Propaganda cofanetto (Edsel Records)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1980 - Heyday/Brute Force (Korova)
  • 1981 - Sense of Purpose (What Are We Going to Do/Point of No Return (Korova)
  • 1982 - Hot House/New Dark Age (live) (Korova)
  • 1982 - Party of the Mind/Calling the New Tune (WEA)
  • 1984 - Counting the Days/Dreams Then Plans (Statik Records)
  • 1984 - One Thousand Reasons/Blood and Poison (Statik Records)
  • 1984 - Golden Soldiers/Counting the Days (Statik Records)
  • 1985 - Temperature Drop/Oiled (Statik Records)
  • 1985 - Under You/Total Recall (Statik Records)
  • 1987 - Hand of Love/Such a Difference (Play It Again Sam Records)
  • 1987 - Iron Years (Remix)/I Give You Pain (Live) (Play It Again Sam Records)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CD Propaganda, Renascent, 1999.
  2. ^ The Sound Biography, AllMusic.
  3. ^ The Sound History, Renascent.
  4. ^ The Sound Discography, AllMusic.
  5. ^ Sun Records Music Store.
  6. ^ Recensione delle ristampe Renascent, Big Takeover magazine, giugno 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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