Teresina Negri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Teresina Negri

Teresina Negri (detta Grisina, nome d'arte di Teresa Maria Margherita Negri; Torino, 28 maggio 1879Principato di Monaco, 18 gennaio 1974) è stata una ballerina, imprenditrice e stilista italiana naturalizzata francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Teresa Negri[1] nacque da Costanzo Negri (18391918), minusiere italo-francese e Angela Giacri (18441898), cuoca originaria di San Damiano d'Asti.

Teresa e la sorella Margherita (1880 – 1936) studiarono come sarte e, di nascosto dai genitori, frequentarono corsi di danza classica. Teresa, particolarmente portata per quest'arte, quando fu scoperta dai genitori, a soli 16 anni, scappò di casa alla volta di Roma.

Carriera nella danza[modifica | modifica wikitesto]

Qui, Teresina intraprese la propria carriera di ballerina e nel 1897 (come confermato da approfondite ricerche dello storico Giovanni Lista)[2] apparve in un filmato dei Fratelli Lumière dal nome "La Danza Serpentina del Trewer Theater di Londra"[3][4][5], un particolare tipo di ballo ideato da Loïe Fuller[6] che consisteva nel far fluttuare ampi tessuti colorati creando giochi di luci e colori.

Teresina Negri nel ruolo di Amore ne La danseuse de Pompei (1912)[1]

Dai teatri di Roma, si spostò a quelli di Napoli e successivamente fu ingaggiata al Grand Théâtre de Monte Carlo, dove si esibì al fianco di artisti quali Teresa Magliano, Sonia Pavloff, Ivan Clustine.

Nel 1911, a Parigi prese parte ad alcune conferenze sulla declamazione[7] tenute dal noto cantante Dranem, esibendosi nello stile di Isadora Duncan[1], per poi danzare nel ruolo di Tersicore[8] ne Les Fêtes d'Hébé di Jean-Philippe Rameau al teatro Hébertot.

Tra il 1912 e il 1913, rivestì il ruolo di étoile presso il théâtre national de l'Opéra-Comique[9].

Nel 1912, fu protagonista di due produzioni storiche dell'Opéra-Comique: il 20 aprile, nella ripresa del balletto Les Petits Riens[10] di Wolfgang Amadeus Mozart (che non veniva portato in scena dal 1778) e, in ottobre, nella prima assoluta dello spettacolo La danseuse de Pompei[11][12][13] di Jean Nougués, dove interpretò il ruolo di Amore[14], al fianco di Yetta Rianza e Cléo de Mérode[15].

Nel 1913, si esibí in varie conferenze sulla pantomima e la danza tenute dal mimo Paul Franck, al fianco di artisti come Cléo de Mérode, Mata Hari e del celebre mimo Georges Wague[16] e, sotto l'ala della coreografa Mariquita, fu nuovamente protagonista nella seconda ripresa di Les Petits Riens[17] di Mozart, nelle Danses Slaves dall'Opera Kassya[18] di Léo Delibes e nel Ballet du Roy dall'Opera Manon di Jules Massenet[19].

Nel settembre del 1913, disertò il teatro de l'Opéra-Comique per rivestire il ruolo di protagonista nel nuovo successo del Théâtre Marigny: Le Triomphe de Bacchus[20].

In seguito, partecipò ad una serie di conferenze sul Tango[21] tenute dal conferenziere André de Fouquières e corsi di eleganza ancora con Dranem[22].

Nel febbraio del 1914, insieme all'étoile Dithy Darling presentò al teatro Édouard VII per la prima volta a Parigi la danza Furlana,[23] di gran moda a quell'epoca.

Il sodalizio con la Darling fu fruttuoso al punto che l'allora direttrice del Bataclan, Madame Rasimi, le scelse per una serie di spettacoli a Londra[23]. Qui, nel novembre del 1914, le due ballerine furono ingaggiate dalla compagnia di Fred Karno e si esibirono fino al 1915.

Rientrata a Parigi, nell'aprile del 1915, Teresina Negri rivestì i panni della Francia in uno spettacolo sulla Prima guerra mondiale dal titolo Europe[24], in scena all'Alhambra.

Carriera nell'imprenditoria della moda[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1920, creò con la sorella un fiorente laboratorio di moda, GRISINA, sotto lo pseudonimo di Madame Grisina[1], con sede a Parigi, al 14 di Rue d'Alger e, a Cannes, sulla Promenade de la Croisette.

In quegli anni, l'atelier, che produceva lingerie e costumi da bagno di lusso, riscosse molto successo nell'ambiente della moda parigina.

L'attività, più volte premiata per i design innovativi e rivoluzionari[25] e brevettata in Francia, Canada e America[26][27], cessò nel 1962.

Dopo aver trascorso gli ultimi anni divisa tra Parigi, il suo chalet di Ginevra[1] e il suo castello a Saint-Tropez[1], negli anni '40, Teresina si trasferì definitivamente nella sua villa Unda Maris[1] sulla Rocca del Principato di Monaco, dove morì il 18 gennaio 1974, all'età di 94 anni.

È sepolta in Francia, nel cimitero di Cap-d'Ail[1].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Una pubblicità della GRISINA di Teresina Negri (1934)[1]

Nel 1938[1], sposò a Monte Carlo il baritono e bibliofilo francese Henri Espirac[28](18901950), di 11 anni più giovane e ottenne così la cittadinanza francese, assicurandosi la possibilità di rimanere in Francia.

Durante la guerra, ogni suo possesso in Italia (compresa una neonata succursale della GRISINA, a Milano[1]) le fu così sequestrato, in quanto ritenuta cittadina di nazionalità nemica[29].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Archivio privato della famiglia Negri - Aiassa di proprietà del nipote Umberto de Paolis
  2. ^ (FR) Giovanni Lista, Loïe Fuller, danseuse de la Belle Époque, Hermann, 1º gennaio 2006, ISBN 978-2-7056-6625-5. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  3. ^ (EN) Maria Tortajada e François Albera, Cine-dispositives: essays in epistemology across media, Amsterdam University Press, 10 gennaio 2015, ISBN 978-90-485-2344-3. URL consultato il 22 agosto 2015.
  4. ^ Danse serpentine, [II], su catalogue-lumiere.com. URL consultato il 23 agosto 2015.
  5. ^ “Una vita da danzatrice”: l’autobiografia di Loie Fuller e la storia della sua celebre “danza serpentina”, su Giornale della Danza. URL consultato il 23 agosto 2015.
  6. ^ (EN) Djurdja Bartlett, Shaun Cole e Agnès Rocamora, Fashion Media: Past and Present, A&C Black, 19 dicembre 2013, ISBN 978-0-85785-308-0. URL consultato il 23 agosto 2015.
  7. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 20 aprile 1911. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  8. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 10 giugno 1911. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  9. ^ L'Art Lyrique Français, Les Artistes de la Danse à l'Opéra-Comique, su artlyriquefr.fr.
  10. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 26 aprile 1912. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  11. ^ Mlle. Yetta Rianza ; Mlle. Térésina Negri., su NYPL Digital Collections. URL consultato il 23 agosto 2015.
  12. ^ Paola Placella Sommella, La moda nell'opera di Marcel Proust, Bulzoni, 1º gennaio 1986. URL consultato il 23 agosto 2015.
  13. ^ Giovanna Massobrio e Paolo Portoghesi, La donna liberty, Laterza, 1º gennaio 1983. URL consultato il 23 agosto 2015.
  14. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 27 novembre 1912. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  15. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 28 ottobre 1912. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  16. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 24 febbraio 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  17. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 7 marzo 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  18. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 9 aprile 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  19. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 7 maggio 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  20. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 16 settembre 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  21. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 11 novembre 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  22. ^ Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 2 dicembre 1913. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  23. ^ a b Comoedia / rédacteur en chef : Gaston de Pawlowski, su Gallica, 10 febbraio 1914. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  24. ^ L'Anti-boche illustré, su Gallica, 24 aprile 1915. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  25. ^ (EN) Jane Farrell-Beck e Colleen Gau, Uplift: The Bra in America, University of Pennsylvania Press, 22 ottobre 2002, ISBN 0-8122-1835-3. URL consultato il 23 agosto 2015.
  26. ^ Lady's bathing garment. URL consultato il 26 agosto 2015.
  27. ^ (EN) Official Gazette of the United States Patent Office, The Office, 1º gennaio 1933. URL consultato il 22 agosto 2015.
  28. ^ GzC Labs - Gurvan GUEZENNEC, LEFEUVE (Charles) Éloge historique de Bordeu. Rapport adressé à la commission instituée pour l'érection d'un monument à la mémoire de Bordeu - Montpellier, Chez tous les Libraires, 1847 - Plaquette in-8° : broché, couv. n.r., su bibliorare.com. URL consultato il 23 agosto 2015.
  29. ^ GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO D'ITALIA, su augusto.agid.gov.it, 26 agosto 1940.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN7699147872019975170002 · ISNI (EN0000 0004 5974 2068 · BNF (FRcb17077555x (data)