Teatro Capranica

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Teatro Capranica
Colonna - palazzo e teatro Capranica 1673.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma
IndirizzoPiazza Capranica, 101
Dati tecnici
TipoSala a ferro di cavallo
Realizzazione
Costruzione1450
ArchitettoCarlo Buratti
ProprietarioCapranica (famiglia)

Coordinate: 41°54′00.61″N 12°28′40.26″E / 41.900169°N 12.47785°E41.900169; 12.47785

Il teatro Capranica è stato un teatro di Roma attivo soprattutto dal XVII al XIX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro prese il nome dall'omonima famiglia romana proprietaria del palazzo presso cui sorgeva il teatro. L'edificazione del palazzo, che si affaccia sulla omonima piazza, era iniziata attorno al 1450, nei pressi della chiesa di Santa Maria in Aquiro, per volontà del cardinale Domenico Capranica, il quale intendeva destinarlo a sede di un collegio, il futuro Almo collegio Capranica. Il palazzo, inizialmente a un solo piano, con torre laterale e senza cortile, venne ampliato da Angelo, fratello di Domenico e anch'esso cardinale, il quale destinò al collegio solo parte del palazzo, riservandone il resto alla famiglia [1]. Il teatro fu creato da Pompeo Capranica (1647-1706) il quale lo ricavò abbattendo le pareti divisorie dal primo piano del palazzo, proprietà comune dei vari rami della famiglia Capranica. La prima rappresentazione avvenne nel febbraio 1679 con l'opera di Bernardo Pasquini Dov'è amore è pietà[2].

In seguito alla divisione dei beni della famiglia Capranica, Pompeo e suo fratello Federico (1665-1723) ereditarono la porzione di Palazzo Capranica comprendente il vecchio palazzo che fecero inoltre ricostruire nel 1694 sotto la direzione dell'architetto Carlo Buratti, allievo di Carlo Fontana, con la pianta a "U", secondo lo stile dell'epoca, e riccamente ornato. Venne eluso il divieto papale di effettuare recite a pagamento con l'escamotage di affittare i palchi come beni immobili. Per il Carnevale del 1698 vennero rappresentate due opere liriche (Aiace ed Eusonia) grazie al mecenatismo del card. Ottoboni[3]. L'ostilità di papa Innocenzo XII per gli spettacoli teatrali portò tuttavia nel 1699 alla chiusura del teatro Capranica, che poté riaprire solo nel 1711 grazie alla protezione della regina polacca Maria Casimira. Dopo la morte di Federico Capranica (1723) ne assunse la gestione suo figlio Camillo; quest'ultimo, amante del teatro, fu il creatore del Teatro Valle (1727). Camillo fece gestire il teatro da impresari esperti, quali il camerinese Giuseppe Polvini Faliconti (1682-1741), l'urbinate Girolamo Mainardi (1679-1763), il napoletano Antonio Mango, ecc.[4]. Nel XVIII secolo il teatro venne spesso chiuso dalle autorità pontificie in concomitanza di epidemie o periodi di lutto o per una politica proibizionistica; subì inoltre traversie per vertenze di proprietà fra i vari eredi; ciononostante vennero rappresentate alcune fra le più importanti opere teatrali. Nel 1767 i Capranica cedettero il teatro, che nel 1767 venne acquistato dal conte Raimondo Ottini, dal quale passò in eredità ai Negroni (1790). La famiglia Negroni rimase proprietaria del teatro fino al 1852; la situazione finanziaria del teatro rimase sempre difficile e nel 1852 fu acquistato da Alessandro Torlonia, uomo abile negli affari, il quale lo cedette immediatamente al marchese Bartolomeo Capranica, appassionato di teatro. Costui fece ricostruire il teatro dall'architetto Gaspare Servi[5]; ma anche questa volta la gestione economica si rivelò disastrosa per cui il Capranica venne chiuso definitivamente il 1º marzo 1881, dopo una recita dell'Ernani[6].

Adibito a lungo come deposito di mobili, dal 1922 al 2000 il teatro Capranica funzionò da sala cinematografica. Nel 2005 fu trasformato in un centro per congressi nel cui ambito si svolgono anche esecuzioni musicali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Pietrangeli (a cura di), SPQR, Assessorato per le antichità, belle arti e problemi della cultura, Guide rionali di Roma, Rione III: Colonna, parte I. Roma : Fratelli Palombi, 1977, pp. 54-56
  2. ^ Alessandro Ademollo, I teatri di Roma. Roma : Pasqualucci, 1888
  3. ^ Filippo Clementi, Il carnevale romano, nelle cronache contemporanee dalle origini al secolo XVII : con illustrazioni riprodotte da stampe del tempo. Città di Castello : Ed. R.O.R.E. Niruf , 1938-1939
  4. ^ Le notizie relative all'attività economica e artistica del Teatro Capranica possono essere consultate liberamente attraverso il Fondo Capranica acquistato dal comune di Roma nel 1970 e conservato nell'Archivio Capitolino (cfr. Copia archiviata, su burcardo.org. URL consultato il 12 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2009).)
  5. ^ Gaetano Moroni, "Teatro". In: Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia: Tipografia Emiliana, 1841, Vol. LXXIII, p. 207 (on-line)
  6. ^ Silvia Cretarola, "Proprietà e impresa nel teatro Valle". In: Bianca Maria Antolini, Arnaldo Morelli e Vera Vita Spagnuolo (a cura di), La musica a Roma attraverso le fonti d'archivio, Atti del Convegno internazionale, Roma 4-7 giugno 1992, pp. 221-236

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Notizie sul già Teatro Capranica dalla sua origine ad oggi. Roma : Tipografia Innocenzo Artero, 1914
  • Saverio Franchi, Drammaturgia romana. II, 1701-1750 : annali dei testi drammatici e libretti per musica pubblicati a Roma e nel Lazio dal 1701 al 1750, con introduzione sui teatri romani nel Settecento e commento storico-critico sull'attività teatrale e musicale romana dal 1701 al 1730; ricerca storica, bibliografica e archivistica condotta in collaborazione con Orietta Sartori. Roma : Edizioni di storia e letteratura, 1997, ISBN 8887114064, pp. XXXII-XLVII

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