Strada della Barricata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Costruzione della strada della Barricata

La strada della Barricata è una strada della Valsugana costruita per mano degli operai del posto e dai prigionieri serbi e russi, catturati dall'impero Austro-ungarico e trasferiti in Trentino, che nel 1914, facendo parte dell'Austria-Ungheria, era entrato in guerra contro la Russia. La strada non è mai stata completata e oggi parte da Grigno, in Valsugana e si conclude in località Marcesina, sull'Altipiano dei Sette Comuni.

Prigionieri[modifica | modifica wikitesto]

Questi prigionieri venivano sfruttati per costruire strutture indirizzate ai soldati e venivano trattati male: godevano sì di alcuni diritti, ma essi, non venivano rispettati(come ad esempio il diritto di non recare danno, con lavori imposti dai carcerieri, al proprio Paese di provenienza).Erano inoltre costretti a lavorare in condizioni di vita pessime, testimoniate da molti trentini che vedevano la dura realtà a cui i prigionieri erano sottoposti: esposizione a malattie da cui non potevano essere curati, deperimento a causa della mancanza di cibo, violenze sia fisiche che psicologiche.

inizio strada con segnaletica

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione venne iniziata prima dell’inizio della grande guerra dai reparti tecnici dell’armata imperiale per collegare l'asta del Brenta con la retrovia logistica della Piana di Marcesina. Precisamente, venne costruita dal 1913 al 1917 e ripresa nel 1918. Sono molte le strade costruite dai militari austriaci ma questa si ritiene unica nel suo genere per le avventure che la percorrono. Sembra un’impresa importante per la complessità, le difficoltà tecniche e i problemi logistici. Venne individuato nel tardo autunno 1866 dalle clausole del trattato che aveva messo fine alla guerra italo austriaca. Questo conflitto aveva procurato all’Italia il controllo del Veneto ed è conosciuto come “terza guerra per l’indipendenza”. La perdita del Veneto non era un buon affare per l'Impero Asburgico, ma si adeguò, cercando posizioni strategicamente o tatticamente favorevoli. Il solco del fiume Brenta poteva essere una via di penetrazione verso Trento quindi l’impero lo teneva sotto controllo dal versante meridionale, che coincide con l'altopiano dei sette comuni vicentini. Il generale conte Franz Conrad von Hoetzendorf, dal 1906, Capo di stato maggiore delle forze armate austroungariche, aveva concepito lo sbarramento fortificato di Valsugana a Grigno, il cosiddetto “Sperre Grigno”. Nel 1907 questa via di comunicazione tra Valsugana e rilievi di Costalta e Col Meneghini era stata individuata dallo Stato maggiore imperiale. Dal 1912 vennero predisposti i progetti.

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del 1907 prevede tre elementi fondamentali: - interruzione delle vie di comunicazione in Valsugana e nel Tesino, realizzando una tagliata stradale(Sperrwerk Grigno) con 4 cannoni sul colle S. Udalrico - fortificazione delle alture a nord del Brenta con costruzione di due opere a prova di bomba. Il forte principale era chiamato “Hauptwerk Cimogna” . Era prevista anche la realizzazione di una postazione protetta da terrapieni per la batteria di 4 mortai. - la fortificazione del pianoro di Val d’Antenne a sud del Brenta. La costruzione doveva essere composta da un blocco di cemento armato a forma di L, 3 cupole e protetta da un fossato asciutto a pareti verticali. Ci sarebbero state anche diverse caponiere per proteggere i soldati e attaccare i nemici L’accesso alla conca di Val d’Antenne si trovava in una posizione scomoda: l’itinerario era troppo esposto al possibile attacco nemico da Cima Campo. Così si iniziò a pensare alla ricerca o alla costruzione di nuove strade per raggiungerla. L'ostilità della commissione tecnica, che aveva il compito di selezionare le proposte, portò a diversi ritardi, tanto che nel 1910 non erano ancora iniziati i lavori. Quando ci fu la necessità di difese confinarie in Valsugana la “commissione di difesa territoriale” approvò una variante ampliata rispetto al progetto originale, tanto da arrivare a un costo di 56 milioni di corone austriache.[1]

Parte finale della strada, sull'altipiano di Asiago, in Veneto
Galleria della strada

Inizio lavori[modifica | modifica wikitesto]

I lavori iniziarono nel 1913 ma nel 1914 nessuna delle fortificazioni progettate era realizzata. Le funzioni erano principalmente due: iniziare e sostenere l’attacco contro le opere fortificate nemiche e arrestare qualsiasi avanzata nemica. La rete telefonica ebbe molta importanza durante la costruzione, poiché era necessaria la possibilità di comunicazione. Nell’Ottobre 1913 il cantiere venne aperto con 450 lavoratori civili sotto la direzione dell'ingegnere Rohn. A giugno 1914 erano stati realizzati 3 km di strada e 2 gallerie su terreno difficile. Da luglio 1914 era previsto un ulteriore lotto che prevedeva altri km e di perforare altre 5 gallerie.[2] Per le opere di protezione, i parapetti esterni, rimasero solo 60 operai. Il 24 maggio 1915 con l’“ordine di operazioni n 1” il generale Lenchantin(ufficiale italiano) dichiarò di attaccare la regione Costa Alta-Col dei Meneghini e Barricata. Quest’ultimo luogo si trovò occupato dai bersaglieri del 37º battaglione, anche se non avvenne nessuno scontro. Poco dopo venne segnalata una insufficienza dei collegamenti stradali carreggiabili tra fondovalle e Osteria Barricata. Nei giorni successivi gli italiani occuparono Cima della Caldiera- Cima Laste-Monte Mezza-La Forcella-Silana-La Rocchetta e Passo Brocon. Per ultima avvenne l’occupazione di Ospedaletto con cui la brigata Venezia aveva definitivamente il controllo della parte di Valbrenta tra il villaggio e il vecchio confine. Nelle due prime giornate del conflitto l’Altopiano, tra cui la Barricata, era sotto il controllo del 41ºbattaglione autonomi bersaglieri che in realtà era ritenuto un inutile spreco di uomini, perché il “margine tattico dell’Altopiano” era già controllato dalle regie truppe anche molto più ad ovest. Dopo diversi attacchi, Nel maggio del 1916 l’Osteria barricata rimase nelle mani delle battuglie avanzate degli austro ungheresi e gli scontri nelle abetaie continuarono fino alla prima metà del mese di giugno con effetti dannosi sugli insediamenti italiani dei 12 mesi precedenti.[3] Per esempio l’osteria Barricata e la seconda costruzione, sempre presso l’Osteria Barricata, che aveva funzione di alloggio per gli ufficiali e i gendarmi, vennero rase al suolo. Alla fine di Luglio 1916 la località Barricata venne occupata nuovamente dalla brigata Siena. La strada della Barricata si trovava però molto trafficata, vennero quindi fatti diversi progetti per migliorarla. Nel 1917 le truppe italiane nella zona della Marcesina, pensarono ad un collegamento per l'altopiano della Marcesina, l’idea era di far salire la strada da Tezze invece che da Grigno, come avevano pensato gli austro ungarici. Per la strada della Barricata erano previste 3 strade di rispettivamente 30,700 km; 34,700 km e 12,800 km. A seguito della rotta di Caporetto, gli italiani si ritirarono verso il massiccio del Grappa e le Melette, abbandonando la zona che tornò in mano austriaca. Nel febbraio 1918 ripresero i lavori per la strada della Barricata. Il progetto prebellico della strada venne ripreso dalla 11 armata imperiale austriaca. Le condizioni però erano tremende e c’era poca forza lavoro. Il percorso venne cambiato ma risultava comunque difficile per gli strapiombi rocciosi del monte Aveati. Il numero dei tornanti previsti scese da 20 a 9. Arrivarono 5500 prigionieri e tutti gli uomini furono divisi in: 2 compagnie di zappatori, 7 compagnie di lavoratori e 11 compagnie di prigionieri-lavoratori. solo pochi di questi lavoravano su costruzione strada, in quanto c’erano altri lavori preliminari da eseguire come approntamento di alloggi, l'approvvigionamento alimentare ecc. A marzo c’erano 3 grandi campi-alloggio che ospitavano più di 5000 persone, si ricostruì il ponte sul Brenta distrutto precedentemente con esplosivo, si consolidò e ampliò il sentiero della Pertica e si realizzò nuovo tracciato chiamato “sentiero di selva”. Il tracciato della strada aveva però caratteristiche scomode per il ritmo di progressione dei lavori: non essendo uniforme, non riusciva ad accogliere molti lavoratori contemporaneamente. Le condizioni erano disagevoli, si lavorava più di 10 ore al giorno all’esterno. Il comando d’armata aveva richiesto che a giugno 1918 la strada fosse transitabile e conclusa, ma per i problemi precedentemente analizzati non si riuscì e si decise una conclusione massima dei lavori ad ottobre.

Interruzione dei lavori[modifica | modifica wikitesto]

La difficoltà principale era la ripidità della roccia che doveva essere scavata metro per metro a colpi di esplosivo Il 26 ottobre 1918 giunse al capitano Janowsky l'ordine di interrompere i lavori e prepararsi al ripiegamento. 27 ottobre 1918: non si vuole più lavorare su strada perché gli austriaci sono sul punto di perdere la guerra. I laovriper la costruzione della strada vengono pertanto interrotti e non più ripresi.[4]

insegna rifugio barricata
La strada oggi

La Strada della Barricata oggi[modifica | modifica wikitesto]

La strada è stata asfaltata dalla Provincia di Trento; percorrendola, si giunge sull'altopiano della Marcésina, dove si trova la piccola chiesetta di San Lorenzo, ricostruita nel 1925 dopo che i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale la avevano quasi completamente distrutta (solo il minuscolo campanile era rimasto intatto). Nei pressi, ulteriore testimonianza degli eventi bellici, sorge il cimitero di guerra dedicato alla memoria del Tenente Raffaele Stasi: il camposanto conservava le spoglie di 2.356 soldati.[5] Oggi la strada è percorribile in biciletta oppure, per gli autorizzati, in automobile. Il percorso parte da Selva, e sbocca sull'Altipiano dei sette Comuni.[6]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un progetto nato nel 2014 realizzato dal trentino Stefano Delucca mirato a ricordare i cittadini del Comune di Grigno caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Questo ha portato alla creazione di una banca dati contenente le informazioni, quali nomi e date di morte e nascita, di tutti quei soldati della Comunità della Valsugana e di Tesimo uccisi in guerra. Nell'ambito di tali lavori è stato ritrovato anche un elenco di prigionieri russi deceduti nella costruzione della Strada della Barricata e sepolti presso il Cimitero di Grigno nel 1918. Nel 1916 l'amministrazione comunale di Grigno prevedeva di ricordare tali prigionieri con la consegna di una targa commemorativa al delegato della Federazione Russa Andreay Pruss, direttore del "Centro Russo Borodina" di Merano. [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Girotto, L'ultima strada dell'impero, 2013, pp. 1-36.
  2. ^ Luca Girotto, L'ultima strada dell'impero, 2013, pp. 36-41.
  3. ^ Luca Girotto, L'ultima strada dell'impero, 2013, pp. 41-68.
  4. ^ Luca Girotto, L'ultima strada dell'impero, 2013, pp. 68-100.
  5. ^ https://issuu.com/ecovalsugana/docs/in1000
  6. ^ magico Veneto, cicloturismo e mountain bike, su magicoveneto.it.
  7. ^ In mille non tornarono, su issuu.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]