Melette

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Melette
Melette.jpg
Le Melette di Foza viste da cima Ekar
ContinenteEuropa
StatiItalia Italia
Catena principalePrealpi Vicentine (nelle Prealpi Venete)
Cima più elevataMonte Fior (1824 m s.l.m.)
Massicci principaliAltopiano dei Sette Comuni

Le Melette sono un gruppo di rilievi montuosi situati nella parte centro-orientale dell'altopiano dei Sette Comuni.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Le Melette sono delimitate a ovest dalla valle di Campomulo, a sud dalla val Frenzela e a est dalla val Grande, mentre a nord degradano sino alla piana di Marcesina. Dal punto di vista amministrativo, sono divise tra i comuni di Gallio e Foza. Il confine tra i due enti si muove lungo la val Miela, collaterale della val Frenzela che si sviluppa da sud a nord grossomodo a metà del gruppo montuoso.

Formazioni rocciose sul monte Fior.

La zona è carsica e presenta caratteristiche tipiche di questo ambiente come ad esempio estese pavimentazioni rocciose dette karren. Un'altra peculiarità sono le formazioni rocciose a strati presenti soprattutto nel versante est del monte Fior, dette localmente "città di roccia".

Cime[modifica | modifica wikitesto]

I principali monti del gruppo sono:

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Sulle Melette si combatterono aspre battaglie durante la Grande Guerra, alcuni episodi sono narrati nel libro di Emilio Lussu Un anno sull'Altipiano (sulle Melette era infatti dislocata la Brigata Sassari) oltre che nel libro di Paolo Monelli Le scarpe al sole.

La zona è stata al centro di due battaglie cosiddette di "arresto": la prima nel giugno 1916 e la seconda nel novembre-dicembre 1917, quando le truppe italiane sbarrarono la strada per Bassano del Grappa agli austro-ungarici. L'importanza della prima battaglia fu tale che lo stesso imperatore d'Austria, Carlo I, vi assistette personalmente. La seconda battaglia delle Melette si combatté dal 14 al 17 e dal 22 al 23 novembre 1917. L'attacco decisivo, sferrato il 3-5 dicembre 1917, costrinse i reggimenti italiani ad arretrare sulla linea dei "Tre Monti".

Monumento al generale E. Turba sulla cima del monte Castelgomberto, Melette

Durante queste battaglie una forte importanza strategica l'assunse il Monte Fior che venne definito la chiave degli Altipiani.
A pianificare diversi piani offensivi da parte austroungarica fu il Maresciallo Conrad von Hötzendorf, che attaccò le Melette ordinando che fossero tenute "sotto ininterrotto, violentissimo fuoco", prima in qualità di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito austro-ungarico, durante la Strafexpedition, e poi, in veste di Comandante del Gruppo d'Esercito del Tirolo, nella Battaglia d'arresto seguita allo sfondamento di Caporetto, nella 12ª battaglia dell'Isonzo. I reparti impiegati sulle Melette furono, dal lato austriaco, l'11ª Brigata Imperiale (composta da truppe stiriane, precisamente di Graz), e dai bosniaci del Tenente Colonnello Stephan Duic, conosciuti per la loro particolare ferocia; dal lato italiano Battaglioni Alpini e la Brigata Sassari.

A ricordo di tali fatti, i reparti eredi dell'imperial-regio esercito austriaco, il 7 giugno di ogni anno celebrano nel capoluogo stiriano, Graz, il Meletta – Gedenkfeier[1][2], la festa del Ricordo di Monte Meletta (nella cartografia austriaca corrispondente a Monte Fior).
Il Battaglione Alpini Morbegno, nel ricordo del fatto d'arme, celebra anch'esso il 7 giugno la Festa di Corpo, mentre la 1^ Medaglia d'Oro al V.M. concessa alle Bandiere del 151° e 152º Fanteria Sassari reca incise le località di Monte Fior e Monte Castelgomberto.

Presso Malga Slapeur sorge il monumento ai caduti del 2º Reggimento Bosno-Erzegovese che combatté sulla zona. Poco vicino si trova un ex cimitero di guerra bosno-erzegoveze: in previsione delle forti perdite di uomini, questo cimitero venne preparato prima dell'attacco sferrato alle truppe italiane, posizionate sul Fior, il 7 giugno 1916 e venne denominato “Freund und Feind”, ovvero “per amico e nemico”. Al termine della battaglia le fosse comuni contenevano 208 caduti. Attualmente il cimitero è preso in cura dall'associazione “amici della storia di Foza” che lavora in accordo con la Croce Nera d'Austria. Il cimitero è situato a ridosso della prima linea austroungarica del 1916 e alla sovrastante prima linea italiana dove sorgono anche i cippi intitolati al generale Euclide Turba e a Guido Brunner, sottotenente del 152º Reggimento della Brigata Sassari, entrambi medaglia d'oro al valore militare.

Caduti medaglia d'oro al valor militare[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sul massiccio è praticato in inverno lo sci alpino e lo snowkite mentre d'estate gli impianti sono stati utilizzati nel passato come bike park con apposite piste studiate per i praticanti del downhill.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Meletta-Feier in Italien, su bmlv.gv.at. URL consultato il 05-06-2011.
  2. ^ (DE) Fünf Religionen gedachten der Weltkriegsopfer, su kleinezeitung.at. URL consultato il 05-06-2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]