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Shiritori

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Lo shiritori (しりとり?) è un semplice gioco verbale comune in Giappone come passatempo. Normalmente, ma non necessariamente, viene praticato a coppie, e consiste nel dire una parola che inizi con la stessa sillaba (kana) con cui finisce la parola detta dall'avversario, a formare una concatenazione continua.

Regole standard[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco può essere praticato da giocatori in numero di due in su; uno di essi, estratto a sorte, inizia dicendo una parola qualsiasi. Il giocatore successivo dice la sua parola, che deve iniziare con la sillaba finale della precedente, e così via, in cerchio. Il gioco termina quando uno dei giocatori è incapace di trovare una parola adatta o dice una parola che termina con la mora "N" (); questi perde automaticamente e mette fine al gioco, in quanto in lingua giapponese nessuna parola inizia mai per la sola consonante "N", ma tale lettera è sempre legata ad una vocale a formare una sillaba a sé stante (e dunque non valida ai fini del gioco).

Generalmente, per la scelta della parola non fa differenza se questa sia scritta in hiragana, katakana o kanji, in quanto conta solo il suono sillabico finale. Altre regole comunemente adottate sono:

  • sono validi solo i nomi; pertanto verbi, avverbi ed altre parti del discorso non sono accettabili. Spesso nemmeno i nomi propri sono consentiti
  • le parole non possono essere ripetute due volte in una stessa partita
  • i nomi composti e quelli costituiti da locuzioni connesse dalla particella no () sono solitamente accettati solo se il loro uso è tanto consolidato da poter essere considerate come delle parole

Esempio:

sakura (さく?)-> rajio (ラジ?)-> onigiri (おにぎ?)-> risu (?)-> sumou (すも?) -> udon (うど?)

In questo caso, il giocatore che pronuncia la parola udon ha perso.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di un gioco tramandato oralmente e privo di regole codificate, lo shiritori può avere numerose regole aggiuntive o varianti, per le quali è sufficiente l'accordo dei giocatori prima di ogni partita. Alcune varianti comunemente adottate comprendono:

  • i segni diacritici dakuten e handakuten possono essere ignorati; in questo caso, ad esempio, una parola che finisca per fu (?) può essere seguita da una che inizi per pu (?)
  • parole di pronuncia identica ma scritte con kanji differenti possono essere accettate
  • le parole devono essere limitate ad un determinato ambito (ad esempio nomi di animali, di oggetti etc.). Questa regola rende il gioco comprensibilmente più difficile.
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