Setticlavio

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Il setticlavio (o chiavi antiche, o seticlavio) è l'insieme dei sette registri che formano le sette parti del coro classico.

Il Setticlavio è una delle sei prove della licenza di teoria e solfeggio musicale nei conservatori italiani, e ne è richiesto l'uso per la realizzazione della prima prova scritta del corso di composizione.

Nonostante si continui ad usarlo all'interno dei conservatori, nella pratica comune il setticlavio è purtroppo caduto in disuso da più di un secolo. Le parti di soprano, mezzo soprano e contralto si scrivono in chiave di violino, mentre la parte di baritono e di basso si scrivono in chiave di basso. Per la parte di tenore si usa la cosiddetta chiave di violino "tenorizzata", ovvero una chiave di violino accompagnata da un segno convenzionale atto ad indicare l'esecuzione nell'ottava inferiore. Nell'ambito strumentale sono ancora in uso la chiave di contralto (usata d'impianto dalla viola) e la chiave di tenore (usata come chiave ausiliaria da violoncello, trombone, fagotto, contrabbasso e controfagotto).

Le chiavi[modifica | modifica sorgente]

Il setticlavio suddivide i suoi sette registri in tre chiavi: di Sol, di Do e di Fa:

Chiave di sol[modifica | modifica sorgente]

La chiave di sol, o chiave di Violino, è la più famosa tra le sette del setticlavio poiché è la più diffusa negli spartiti di strumentisti e cantanti.

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Chiave di do[modifica | modifica sorgente]

In chiave di do abbiamo le posizioni di:

A seconda della posizione della chiave di do sulla partitura viene evidenziata una linea diversa, che diventa quindi il do.

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Chiave di Fa[modifica | modifica sorgente]

In chiave di fa abbiamo due posizioni:

A seconda della diversa posizione della chiave di fa sul pentagramma viene evidenziata una linea diversa, che diventa quindi il fa.

A ognuna di queste chiavi corrisponde una diversa lettura del pentagramma.

Nell'ambito della notazione musicale basata sul pentagramma, sebbene in apparenza la chiave sembri spostarsi a seconda del registro usato, in realtà essa rimane sempre ferma al suo posto: è il registro che si sposta, evidenziando solamente la zona contenuta nel pentagramma entro il quale esso stesso si esprime: il fatto che nel registro di Soprano troviamo la chiave di Do posizionata sulla prima linea in basso denuncia che l'ambito del registro interessato si trova al di sopra del Do centrale indicato dalla chiave, ovvero che il soprano userà prevalentemente le cinque linee al di sopra del do centrale. Il caso diametralmente opposto è rappresentato dalla stessa chiave di Do che, pur rimanendo ferma su un ipotetico sistema di infinite linee, dovrà rappresentare ad esempio la chiave di Baritono, per cui risulteranno evidenziate solamente le cinque linee che partono dalla stessa chiave di DO in giù.

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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