Seconda battaglia dell'Isonzo

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Seconda battaglia dell'Isonzo
Italian Front 1915-1917.jpg
Mappa degli avanzamenti italiani nelle battaglie dell'Isonzo.
Data 18 luglio-3 agosto 1915
Luogo Valle del fiume Isonzo
Esito Offensiva italiana respinta
Gli italiani conquistano più territorio che nella prima battaglia dell'Isonzo[1]
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
260 battaglioni
840 pezzi d'artiglieria
105 battaglioni
420 pezzi d'artiglieria
25 battaglioni giunti secondariamente
Perdite
30 000 feriti circa
4 900 circa dispersi[2]
Più di 6 000 morti[3]
47.000 circa
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La Seconda battaglia dell'Isonzo, chiamata anche battaglia di San Michele[4] fu combattuta dal 18 luglio al 3 agosto 1915 tra gli eserciti italiano e austriaco.

Ordine di Battaglia italiano[modifica | modifica sorgente]

  • II Armata (gen Frugoni) che avrebbe tenuto occupato il nemico durante le operazioni della III Armata.
  • III Armata (gen Duca d'Aosta) con lo scopo di conquistare il Monte San Michele e il Monte Cosich[3]

Battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il diciotto luglio gli uomini della III Armata italiana attaccarono nuovamente le linee austriache nelle località Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare.

Il venticinque luglio la Brigata Sassari ebbe il suo battesimo di fuoco e insieme alla 22° Divisione contribuì ad espugnare diversi trinceramenti, facendo prigionieri 600 austriaci.[5]

All'indomani del ventisei luglio, l'armata di Boroevic, composta dalle migliori truppe di prima linea che l'Austria poteva allora disporre, in maggioranza sloveni e croati particolarmente accaniti verso gli italiani [6], lanciarono un contrattacco in grande stile investendo in pieno il 151° Reggimento e l'ala sinistra di un'altra brigata, trovandosi in breve tempo in difficoltà e con l'Isonzo alle spalle.[7]. La reazione fu immediata e dopo otto ore di aspri combattimenti, i fanti riuscirono a respingere gli avversari e a consolidare i trinceramenti strappati.[8]

Il giorno del ventinove luglio i combattimenti ripresero. Gli austriaci cercarono di incendiare il bosco, ma non riuscirono nell'intento; i fanti della "Sassari" uscirono dai trinceramenti precedentemente conquistati, avanzando sino alla seconda linea di difesa avversaria, costituita da un groviglio di trincee, tra le quali una più consistente (il Trincerone) che provarono ad espugnare, invano. [9]

Il quattro di agosto il comandante del III Battaglione del 151°, il maggiore Francesco Cuoco, dopo aver studiato nei particolari un ardito piano, mosse l'attacco a quella principale trincea. Gli austriaci cercarono di sbarrare la strada agli assalitori con l'artiglieria; il fuoco di sbarramento abbatté anche gli alberi, frenando lo slancio e rendendo l'avanzata più difficile, ma non arrestandola.[10]. All'approssimarsi del trincerone i fanti furono decimati dalle mitragliatrici e poi dalle mine, ma i rincalzi che sopraggiunsero riuscirono a penetrare nelle difese avversarie e conquistarle alla baionetta.[11].

A nulla valsero i ripetuti contrattacchi austriaci del sette agosto, del nove e poi dell' undici agosto, le posizioni conquistate a Bosco Cappuccio furono saldamente mantenute e gli avversari ricacciati indietro.

Cannone italiano da 305 mm impiegato sul fronte isontino.

Il ventuno agosto la Brigata Sassari si spostò a Bosco Lancia e Bosco Triangolare. Le perdite subite durante gli assalti precedenti furono molto pesanti; venne perciò studiato un piano ardito, affidato per l'esecuzione a due battaglioni di volontari, uno per ciascun reggimento. Per il 152° il comando fu affidato al tenete Salvatore Taras, per quello del 151° al sottotenente Graziani. [12] Superando lo sbarramento di fuoco delle mitragliatrici e i furiosi cannoneggiamenti, i fanti riuscirono a raggiungere le trincee e assaltarle alla baionetta, espugnandole. All'accorrere dei rinforzi nemici, seguirono i rincalzi della "Sassari", guidati dai loro comandanti, che riuscirono a tenere saldamente le posizioni conquistate, ricacciando indietro gli avversari. I ripetuti sforzi di contrattacco austriaco a nulla valsero.[13].

A battaglia conclusa il Regio esercito manteneva saldamente i trinceramenti di Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare.

Pezzo da 305 mm. in dotazione all'esercito austriaco.

Sul Monte San Michele[modifica | modifica sorgente]

Alcuni successi arrivarono anche sul fronte del Monte Sei Busi. Ben presto iniziò il lungo e cruento scontro per il Monte San Michele. Il 20 luglio alle ore 17:30 il monte venne occupato dagli italiani per essere successivamente ripreso da un contrattacco austriaco il giorno seguente.

Il 26 luglio gli eventi si ripeterono: la fanteria italiana occupò le postazioni austriache e in poco tempo questi ultimi le riconquistarono.[3]

« ...occupammo per una notte il S. Michele, ma è più facile prenderlo che restarci perché, appena conquistate le creste, ci coprirono di proiettili e poi un contrattacco ce lo portò via... »
(- gen. Luigi Cadorna in una lettera al figlio Raffaele)
Svetozar Boroëvić, comandante delle forze austriache durante le battaglie dell'Isonzo.

Sul Monte Rosso e il Monte Nero[modifica | modifica sorgente]

Sul fronte della II Armata si ebbero alcuni anche se non rilevanti progressi. italiani riuscirono a conquistare il Monte Rosso e il Monte Nero.

Le brigate Casale e Pavia soffrirono molto durante gli scontri ma riuscirono, assieme ad altre operazioni presso Plava e il Monte Sabotino, a tenere occupati gli austriaci mentre la III Armata tentava di conquistare il Monte San Michele.[3]

Le trincee italiane ed austriache, distavano al massimo un centinaio di metri l'una dall'altra e passavano di mano molte volte in una giornata.

Ancora una volta il Comando Supremo italiano insistette con attacchi frontali non coordinati con l'artiglieria. Il risultato finale vide gli italiani con un numero di perdite molto alto in rapporto al terreno guadagnato. Il Comando Supremo comprese che senza l'uso dell'artiglieria un'avanzata delle truppe non avrebbe avuto successo.

Gli austriaci difendevano il territorio da posizioni rafforzate e sempre attrezzate a respingere gli attacchi. Gli austro-ungarici utilizzavano mitragliaci Schwarzlose in posizioni di primo piano durante gli assalti, falciando la fanteria italiana.

Gli abili mascheramenti che le nascondevano erano difficili da scovare e quasi impossibili da raggiungere per neutralizzarle. I reticolati ed i cavalli di Frisia impedirono facilmente agli italiani di crearsi dei varchi tra i reticolati nemici.

Il Comando Supremo si rese conto che c'era ancora molto da fare per riuscire a fluidificare l'avanzata italiana. La battaglia venne sospesa infatti il 3 agosto, dato che le munizioni per l'artiglieria cominciavano a scarseggiare, e durante i due mesi e mezzo di stallo, gli italiani riuscirono a trasferire gran parte delle artiglierie disponibili lungo il fronte dell'Isonzo.[1]

La battaglia riprese il 18 ottobre con la terza battaglia dell'Isonzo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b :.IsonzoFront - 1916 le battaglie dell'Isonzo.:
  2. ^ http://books.google.it/books?id=1_gfjY2KZpwC&pg=PA127&lpg=PA127&dq=Seconda+battaglia+dell'Isonzo&source=bl&ots=6wzJOA1I-s&sig=oEzqRWYfluAvk72x-f1wszkLUdc&hl=it&ei=-jcOTIP8BYv7_AawnOnqDQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=8&ved=0CDMQ6AEwBw#v=onepage&q=Seconda%20battaglia%20dell'Isonzo&f=false
  3. ^ a b c d Redipuglia
  4. ^ WWW.ARDITO2000.IT
  5. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 25.
  6. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 25.
  7. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 27.
  8. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 27.
  9. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 29.
  10. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 31.
  11. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 32.
  12. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 38.
  13. ^ Tommasi (1925), op. cit., p. 40.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]