Giosafat Kuncewycz

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San Giosafat Kuncewycz
Icona raffigurante Giosafat
Icona raffigurante Giosafat

Vescovo e martire

Nascita 1580
Morte 1623
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 16 maggio 1643
Canonizzazione 1876
Ricorrenza 12 novembre
Attributi palma
Patrono di Ucraina

Giosafat Kuncewycz, al secolo Giovanni Kuncewycz (Volodymyr-Volyns'kyj, 1580Vicebsk, 12 novembre 1623), fu un arcivescovo greco-cattolico ruteno, venerato come santo martire dalla Chiesa cattolica e ritenuto indegno di essere venerato come santo,a causa del suo essere violento,da parte della Chiesa Ortodossa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1580 in Volinia da genitori appartenenti alla nobiltà ucraina nonché ferventi ortodossi, Giovanni si formò a Vilnius (nell'odierna Lituania) in un periodo caratterizzato dall'intenso scontro tra ortodossi tradizionalisti e uniati di rito greco, i quali, sulla scia del Concilio di Firenze (1451 - 1452), si erano ricongiunti alla Chiesa cattolica con l'Unione di Brest riconoscendo al Papa un ruolo di preminenza sugli altri vescovi.

Decidendo di aderire ai greco-cattolici nel 1604 divenne monaco con il nome di Giosafat ed entrò nel monastero, retto dall'ordine di San Basilio, della Santa Trinità, sito in Vilnius, dove nel 1617 iniziò la riforma che portò alla nascita dell'Ordine Basiliano di San Giosafat.
Divenne sacerdote nel 1609. Nonostante fosse nato in una famiglia ortodossa, grazie al proselitismo cattolico ha cambiato la fede diventando un uniate (greco-cattolico) e si dava da fare per convertire gli ortodossi. Per questo e' stato notato dal metropolita uniate Iosif (Rutskoj) che l'aveva portato con se' a Kiev per fare il proselitismo. Sappiamo di un episodio di allora, quando lui ha predicato l'Unione nel Monastero Kievo-Pecerskij, la culla dell'Ortodossia, ed i monaci indignati l'avevano trascinato dall'ambone e l'hanno picchiato duramente. Nel 1617 lo stesso metropolita uniate Iosif gli ha consegnato il Decreto che gli dava il diritto ereditario per la cattedra di Polozk, e dopo la morte del vecchio vescovo di Polozk Gedeone (Brolnizkij) Giosafat era diventato il vescovo. Lui instaurava l'odiata come eresia Unione dapprima con le prediche, ma poi ha passato alla forza, persino uccidendo gli ortodossi che non volevano rinnegare l'Ortodossia. Lui per cinque anni (secondo una denuncia degli ortodossi al Parlamento di Warsavia) strappava le chiese dagli ortodossi e le dava agli uniati, oppure semplicemente le chiudeva a chiavi. Ma non bastava: quando gli ortodossi privati dei loro tempi hanno cominciato a fare le funzioni dentro le case private, gli proibiva di farlo, e quando gli ortodossi andavano nei campi per fare le funzioni, gli attaccava e disperdeva, facendo prigionieri i sacerdoti ed i diaconi ortodossi, li tormentava e li uccideva.  Persino un fervido cattolico, il cancelliere del Regno di Lituania Lev Sapega gli scriveva le lettere per calmare la ferocia di questo "pastore" delle anime umane. Ecco una citazione dalla lettera del 12 marzo 1622: "Mi mostri, chi avrebbe acquistato, con i Suoi severita', provvedimenti gravi, chiusure delle chiese? Al posto dell'acquisto, si verifichera' che avra' perso anche quelli che a Polozk L'ascoltavano. Lei ha fatto i caproni dalle pecore, ha messo lo Stato in pericolo, e, forse, ha prestabilito la fine di tutti noi, cattolici. Ecco sono i frutti della Sua unione!.. Il Re Le ordina di aprire la chiesa ortodossa a Moghilev di che Le sto scrivendo dietro il Suo ordine, e se non lo fara', allora io stesso Le ordino di aprirla... Persino i giudei ed i tartari non sono limitati, nelle terre del Regno, nell'avere le loro sinagoghe e moschee - e con questo, Lei chiude le chiese ortodosse!"
In risposta a questa lettera Giosafat Kuncewycz ha ordinato a scavare le tombe degli ortodossi e buttare via dalle barre i loro resti per i cani randagi - cosi' accecante era l'odio di Giosafat Kuncewycz verso l'Ortodossia... Allora, il suo comportamento non era cambiato e lui continuava a chiudere le chiese ortodosse in tutte le citta' del suo vescovato, a torturare ed uccidere i sacerdoti ed i fedeli ortodossi e a vietare di fare le funzioni persino fuori citta' dove i fedeli facevano le capanne di rami per poter celebrare la Liturgia; e la gente di Giosafat Kuncewycz aggrediva queste improvvisate funzioni, s'irrompeva nelle capanne picchiando la gente e i sacerdoti...
La fine era scontata, ed ecco il 12 novembre 1623 mentre il sacerdote della citta' di Vitebsk,Ilia,andava fuori la citta' per celebrare una di queste liturgie ortodosse - lui era aggredito dalla gente del vescono con il suo diacono in testa, duramente picchiato, imprigionato e portato nella casa di Giosafat Kuncewycz. La gente appena l'aveva saputo, ha suonato alle campane per raccogliere tutti gli ortodossi della citta' e poi tutti insieme sono andati a liberare il sacerdote Ilia, e l'assalto alla casa di Giosafat Kuncewycz ha scatenato la rabbia popolare contro la causa di tutte le persecuzioni degli ultimi cinque anni: l'odiato vescovo uniate e' stato ucciso e poi buttato nel Dvina.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu canonizzato dalla Chiesa cattolica nel 1867 ed è da questa ricordato il 12 novembre, giorno del suo martirio.

In occasione del III centenario del martirio il 12 novembre 1923 papa Pio XI ne commemorò la figura con l'enciclica Ecclesiam Dei.

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