Rose Ausländer

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Rose Ausländer

Rose Ausländer (Černivci, 11 maggio 1901Düsseldorf, 3 gennaio 1988) è stata una poetessa rumena ebrea, di madrelingua tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Černivci, Ucraina, al tempo parte dell'impero austro-ungarico. Costretta dalle persecuzioni naziste all'esilio negli Stati Uniti, compose sia in tedesco che in inglese. Al centro della sua poesia ci fu il tema della perdita e del rimpianto.[1]

A differenza della decostruzione del linguaggio che caratterizzò tanti poeti postmoderni della sua generazione, la Ausländer utilizzò sempre un linguaggio puro ed essenziale, in quanto considerava la parola un porto sicuro, l'unico punto di riferimento rimasto integro e l'unico mezzo per mantenere in vita un mondo perduto.[2]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frederica Marcianò, "Uno spazio in cui respirare": lingua e "Heimat" in Rose Ausländer, 1995.
  • Kathrin M. Bower, Ethics and Remembrance in the Poetry of Nelly Sachs and Rose Ausländer, Camden House, 2000, ISBN 9781571131911.
  • Katharina Brehmer, Rose Ausländer - Frühe Gedichte, 23 luglio 2003.
  • Alessandra D'Atena, Il bilinguismo poetico di Rose Ausländer, Tored, 2014, ISBN 9788888617701.
  • Angela Checola, "Rose Ausländer e l'Italia", in C. Francellini (cur.), Women in Translation/Donne in traduzione, Roma, Artemide, 2014, pp. 59-77. ISBN 9788875752071
  • Rose Ausländer - Motivi di Ghetto ed altre poesie, traduzione e introduzione di Maria Enrica D'Agostini, Genova, Edizioni San Marco dei Giustiniani, "Quaderni di Poesia", 2002. ISBN 978-88-7494-0608

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John Sandford, "Ausländer, Rose", in Encyclopedia of Contemporary German Culture, Routledge, 2013, ISBN 1136816100.
  2. ^ Helen Watanabe-O'Kelly, The Cambridge History of German Literature, Cambridge University Press, 2000, p. 498, ISBN 9780521785730.
  3. ^ Encyclopedia of German Literature di Matthias Konzett, p. 41, p. 41.
  4. ^ (DE) Scheda del premio e vincitrici per anno, su kulturpreise.de. URL consultato il 18 maggio 2020.

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