Robert Enrico

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Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior cortometraggio 1964

Gino Robert Enrico (Liévin, 13 aprile 1931Parigi, 22 febbraio 2001[1]) è stato un regista e sceneggiatore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di immigrati italiani giunti in Francia negli anni venti[2], si laureò nel 1951 all'IDHEC (Institut des hautes études cinématographiques), e si dedicò principalmente alla redazione e produzione di cortometraggi commissionati dalle case cinematografiche, come Thaumetopoea e Il fiume del gufo, per i quali fu premiato rispettivamente alle mostre cinematografiche di Venezia e di Cannes.

Nel 1957 partecipò alla realizzazione del documentario Paradiso terrestre di Luciano Emmer, ma il suo esordio come regista di un lungometraggio avvenne solo nel 1963 con il film La belle vie. Nel corso degli anni sessanta e settanta diresse film di vario genere, prevalentemente noir, polizieschi e di avventura.

Pellicole di gran successo in quegli anni furono Una vampata di violenza (1966), I tre avventurieri (1967), La via del rhum (1971), Il clan dei francesi (1972), Frau Marlene (1976) e Sorvegliate il vedovo (1980), nei quali diresse attori di primo piano come Lino Ventura, Brigitte Bardot, Philippe Noiret, Catherine Deneuve, Serge Reggiani, Romy Schneider e altri.

Nel 1989, in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese, fu incaricato dal governo francese di realizzare una serie televisiva, e sarà autore della prima parte, Les années lumière.

Il suo ultimo film è del 1999, Fait d'Hiver.

Ha presieduto l'Académie des arts et techniques du Cinéma, la Société des réalisateurs de films, la Commission SACD du cinéma e la Fédération européenne des réalisateurs audiovisuels.

Morì nel 2001, a 69 anni, di cancro ai polmoni[3]. La sua tomba è locata presso il cimitero di Montparnasse, a Parigi.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Enrico Gino Robert, su deces.matchid.io. URL consultato il 12 ottobre 2021.
  2. ^ (FR) dal sito de l'Institut Jean Vigo Archiviato il 25 maggio 2011 in Internet Archive.
  3. ^ (FR) "Finis les héros d'Enrico.", articolo di Libération del 24 febbraio 2001

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN79065405 · ISNI (EN0000 0001 2140 9903 · LCCN (ENn83198705 · GND (DE118682121 · BNE (ESXX1125335 (data) · BNF (FRcb12136470z (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n83198705