Rising (Rainbow)

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Rising
ArtistaRainbow
Tipo albumStudio
Pubblicazionemarzo 1976
Durata33:28
Dischi1
Tracce6
GenereHard rock
Heavy metal
EtichettaPolydor
ProduttoreMartin Birch
Registrazionefebbraio 1976
Certificazioni
Dischi d'oro1 Regno Unito
Rainbow - cronologia
Album successivo
(1977)

Rising è il secondo album della hard rock/heavy metal band Rainbow.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'abbandono dei Deep Purple e il successo di critica e pubblico che i Rainbow aveva ottenuto, Ritchie Blackmore si trovò in una situazione per lui ottimale: stimolato sotto tutti gli aspetti è un vulcano di energia e creativo e già nel primo breve Tour di presentazione negli Stati Uniti ed Europa della band, l'uomo in nero si rende conto che la band ha bisogno di ricalibrare anche il suo materiale: ecco quindi apparire già nuovi pezzi nella scaletta Live.

Il chitarrista si rende altresì conto che bisogna in qualche modo dare segno di questa creatività (anche perché, a livello pure di immaginario dei fan, i Deep Purple Mk. IV ed il loro prodotto Come Taste the Band lasciarono al momento essi e la critica un po' perplessi) e prenota subito per il Febbraio 1976 i Musicland Studios di Monaco di Baviera, per cogliere l'attimo (fuggente??). Il risultato fu "Rising" (o "Rainbow Rising" ), che secondo gran parte della critica e dei fan si rivelò essere il miglior album dalla discografia dei Rainbow. Pur essendo lungo solo poco più di mezz'ora, "Rising" rappresenta un punto di creatività, lirismo e forza sonora assolutamente unica e dalla qualità compositiva ed esecutiva assolutamente storica per il Rock. Una produzione di Epico Hard Rock che esprime una valenza che è andata ben oltre il suo ambito, essendo oramai riconosciuto come esso non rappresenti solo uno dei più grandi Hard Rock Albums di sempre, ma anche una delle 3/4 produzioni che più di ogni altra ha posto le basi per l'emersione del moderno e classico Heavy metal degli anni '80, sia a livello strumentale sia a livello canoro (tre anni dopo un'influenza simile, ma forse già derivata, sarà rappresentata da "Heaven & Hell" dei Black Sabbath, raggiunti proprio dallo stesso Ronnie Dio). Tutta una corrente di Heavy metal, soprattutto di matrice europea non può negare la forza ispirativa e visionaria che questo disco (fin dalla sua mitica e splendida copertina) ha lasciato.

Questo lavoro rappresenta, forse, una delle migliori performance in assoluto di Blackmore e di Powell ma anche di Ronnie James Dio. Tutte le tracce possono essere considerate classici del gruppo: si inizia con la mistica e magica Tarot Woman in cui le eccellenti tastiere di Tony Carey si intersecano con un Blackmore meraviglioso sia a livello di intrecci ritmici tra chitarre e batteria e sia livello di assolo; Run With The Wolf emerge per la forza ritmica e la prova vocale di una densità notevolissima, come la seguente Starstruck che nel suo ritmo e armonie chitarristiche nasconde odori e sapori di falò del centro europa; Do You Close Your Eyes è un grande pezzo di Hard Rock duro, secco e semplice ma molto tirato (quasi una risposta al punk che imperversava in UK in quei mesi) e che sorprendentemente non presenta (come ci si aspetterebbe, e come succedeva nei concerti) assolo di chitarra.

Ciò che eleva però "Rising" da disco ottimo a capolavoro è la seconda parte con le due lunghissime (più di 8 minuti ciascuna) "Stargazer" e "A Light in the Black".

La prima, Stargazer (Rainbow) con la Munich Philharmonic Orchestra, è probabilmente l'apoteosi, il dogma, la più perfetta incarnazione di quello che si intende come pezzo epico Hard Rock: un'introduzione di batteria schiacciasassi di Cozy Powell (probabilmente originariamente prevista come intro per il pezzo seguente), per l'entrata di un riff di chitarra tanto epico quanto duro e solenne e cattivo che si sviluppa in una strofa e chorus di totale bellezza ed epicità e forza in cui la voce di Ronnie James Dio raggiunge forse l'apice della sua intera carriera, nel cantare di Maghi, Torri di Babele, Sole spaccasassi, Schiavi che muoiono per dare vita al sogno del loro Mago. Poi, Ritchie Blackmore entra con uno dei suoi migliori assoli di sempre, in cui tutto quanto sopra espresso viene sintetizzato e trovato ed espresso, facendo partire cuori e menti ed emozioni degli ascoltatori, il tutto per sfumare poi in un lungo splendido finale epico cui avrebbe dovuto fare seguito un assolo di violino che avrebbe dovuto chiudere il pezzo. L'assolo venne fatto e a detta di tutti fu splendido, ma non venne registrato perché non ci si accorse che il nastro era finito (l'idea venne recuperata nel successivo album di studio, nel finale dell'altrettanto epica Gates Of Babylon).

"A Light in the Black" è una cavalcata Hard di schiacciante durezza e potenza, la cui forza ed influenza è ben evidente. Anche qua una prestazione della sezione ritmica assolutamente estasiante ed un R.J.Dio alla voce che crea con la sua prestazione una scuola di cantanti aggressivi ed espressivi. Le prestazioni solistiche sono poi fantastiche ed ancora una volta Blackmore esprime una forza e lucidità assolutamente impressionanti. Ascoltare "Rising" è ancora adesso, a quarant'anni di distanza, un'esperienza estasiante.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Tarot Woman – 5:58 – (Ritchie Blackmore, Ronnie James Dio)
  2. Run with the Wolf – 3:48 – (Ritchie Blackmore, Ronnie James Dio)
  3. Starstruck – 4:06 – (Ritchie Blackmore, Ronnie James Dio)
  4. Do You Close Your Eyes – 2:58 – (Ritchie Blackmore, Ronnie James Dio)
  5. Stargazer – 8:26 – (Ritchie Blackmore, Ronnie James Dio)
  6. A Light in the Black – 8:12 – (Ritchie Blackmore, Ronnie James Dio)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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