Reificazione

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Reificazione è un concetto filosofico che può avere diversi significati, benché le varie accezioni presentino analogie. Il concetto viene usato per lo più in senso critico-descrittivo, al fine di evidenziare l'influenza del modo di produzione capitalistico sulla vita delle persone e sulla loro capacità di reagire a tale potere.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dal latino res (al genitivo rei), cioè cosa + facere cioè fare, reificazione può essere 'tradotto' come "far diventare oggetto", "rendere cosa".

Filosofia[modifica | modifica sorgente]

Nel capitalismo domina l'alienazione, il feticismo delle merci che appaiono alla coscienza come cose di per sé valorizzate. Avviene una personificazione della merce e una reificazione della persona, un trasformare le persone in oggetti. Un'analisi approfondita della reificazione (Verdinglichung, il diventare una cosa) viene compiuta da György Lukács, nel saggio La reificazione e la coscienza del proletariato (contenuto in Storia e coscienza di classe), il cui spunto è dato dalle pagine dedicate da Marx ne Il Capitale sul carattere di feticcio della merce e la trasformazione, che avviene soltanto nella coscienza umana, dei rapporti sociali, che intercorrono tra gli uomini, in apparenti rapporti tra cose. La reificazione nel capitalismo è data dal prevalere della formalizzazione, cioè dal predominio della razionalità astratta nel mondo vitale dei soggetti (burocrazia, direzione tayloristica del lavoro, formalismo giuridico, trasformazione del qualitativo nel quantitativo, ecc.). Il vero toglimento della reificazione è dato perciò per Lukács soltanto dalla "coscienza del proletariato" come unità di soggetto e oggetto, di processo storico e di prassi rivoluzionaria.

Sociologia[modifica | modifica sorgente]

Il concetto di reificazione come Versachlichung (oggettivazione) è stato usato in senso descrittivo anche dai sociologi Peter L. Berger e Thomas Luckmann nell'opera La realtà come costruzione sociale (1966), per spiegare l'"oggettività del mondo istituzionale" come "oggettività umanamente prodotta e costituita". Le istituzioni sociali sono il frutto dell'oggettivazione di ciò che l'uomo fa, ma non perciò acquista "uno stato ontologico indipendente dall'attività umana che l'ha prodotta" (p. 92).

Psicologia[modifica | modifica sorgente]

In termini psicologici la reificazione è un caso di ipostatizzazione di modelli interpretativi come Io, Es e Super-Io. Un significato più strettamente psichiatrico rimanda invece all'alterazione schizofrenica, interpretata da Joseph Gabel (1962) nei termini della dialettica hegeliana soggetto-oggetto: la reificazione è precisamente l'assenza di tale dialettica, che porta l'individuo ad assolutizzare l'identità di soggetto-oggetto (reificazione clinica, per cui l'individuo si assimila alle cose e reificazione sociale, per cui l'individuo si percepisce come oggettivato e quindi alienato entro la sfera del sociale).

Logica[modifica | modifica sorgente]

La reificazione è una fallacia o un'ambiguità quando un'astrazione (una credenza astratta o un costrutto ipotetico) viene trattata come se fosse un concreto evento reale o un'entità fisica (phallacy of misplaced concreteness).

Informatica[modifica | modifica sorgente]

In informatica reificazione è il procedimento di creazione di un modello di dati basato su un concetto astratto predefinito. Mediante la reificazione, un computer può compiere elaborazioni riguardanti un'entità astratta come se si trattasse di un insieme qualsiasi di dati di altro tipo.

Etica[modifica | modifica sorgente]

In ambito etico la reificazione è ogni comportamento che viola un principio etico o morale, come la dignità e l'integrità psicofisica della persona. In questo senso può essere definita come reificante ogni pratica mirante alla strumentalizzazione di altre persone, in quanto esse vengono trattate alla stregua di oggetti privi di sensibilità e di vita, cioè come cose o merci (Nussbaum). Secondo Axel Honneth (2005) rientrano in questo ambito fenomeni come la richiesta di maternità sostitutive, la mercificazione delle relazioni amorose, lo sviluppo dell'industria del sesso, nonché fenomeni di autoreificazione, ovvero "forme di esperienza dei propri sentimenti e dei propri desideri secondo il modello delle entità cosali".

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Nella letteratura contemporanea il fenomeno della reificazione è presentato con vari accorgimenti stilistici ed estetici da autori come Michel Houellebecq, Harold Brodkey, Raymond Carver, Elfriede Jelinek, Peter Bieri. Esempi di autoreificazione si trovano nelle opere di Judith Hermann e di Katrin Röggla. Nel panorama italiano rientra nell'ambito dell'autoreificazione il romanzo di Giuseppe Genna, Italia De Profundis (2008). In tutti i casi si tratta comunque di una condizione di totale mancanza di empatia, indifferenza, rassegnazione, che spinge coloro che ne sono affetti a trattare se stessi e gli altri come se fossero cose o comunque entità prive di qualsiasi significato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • György Lukács, Storia e coscienza di classe (1923), trad. it. di G. Piana, Milano, Sugar 1967.
  • Max Horkheimer - Theodor W. Adorno, Dialettica dell'illuminismo (1947), trad. it. di R. Solmi, Torino, Einaudi 1966.
  • Lucien Goldmann, Recherches dialectiques, Paris, Gallimard 1959.
  • Jean-Paul Sartre, Critica della ragione dialettica (1960), trad. it. di P. Caruso, Milano, Il Saggiatore 1963, 2 voll.
  • Peter L. Berger - Thomas Luckmann, La realtà come costruzione sociale (1966), trad. it. di M. Sofri Innocenti e A. Sofri Peretti, Bologna, Il Mulino 1969.
  • Joseph Gabel, La falsa coscienza. Saggio sulla reificazione (1962), trad. it. di A. Backhaus Righini, Bari, Dedalo 1967.
  • Andrew Arato, "Lukács’s Theory of Reification", Telos, 1972.
  • Jürgen Habermas, Teoria dell'agire comunicativo (1981), trad. it. di P. Rinaudo, Bologna, Il Mulino 1986, 2 voll.
  • Rüdiger Dannemann, Das Prinzip Verdinglichung. Studie zur Philosophie Georg Lukács, Frankfurt a.M., Sendler 1987.
  • Georg Lohmann, Indifferenz und Gesellschaft. Eine kritische Auseinandersetzung mit Marx, Frankfurt a.M., Suhrkamp 1990.
  • Umberto Galimberti, Enciclopedia di Psicologia, Milano, Garzanti 1999 (voci "alienazione" e "reificazione").
  • Martha C. Nussbaum, "Objectification", in Sex and Social Justice, Oxford-New York, Oxford University Press 2000.
  • Arlie Russell Hochschild, Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima (2003), trad. it. di E. Lalumera, Bologna, Il Mulino 2006.
  • Timothy Bewes, Reification, or The Anxiety of Late Capitalism, London, Verso 2002.
  • Axel Honneth, Reificazione. Uno studio in chiave di teoria del riconoscimento (2005), trad. it. di C. Sandrelli, Roma, Meltemi 2007.
  • Fredric Jameson, Valences of the Dialectic, London, Verso 2010.
  • Alessandro Bellan, a cura, Teorie della reificazione. Storia e attualità di un fenomeno sociale, Milano-Udine, Mimesis 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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