Raffaele Tafuri

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Raffaele Tafuri (Salerno, 27 gennaio 1857Venezia, 1929) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Raffaele Tafuri, detto anche Raffaello, nasce a Salerno nel 1857 da una famiglia di artisti e decoratori[1]. Sin da giovane è attratto dal disegno e dell'arte.

Compì i primi studi in famiglia, poi si trasferì a Napoli presso l’Istituto di Belle Arti[2], nel capoluogo campano frequentò lo studio di Stanislao Lista. Nel 1880 partecipa alla Promotrice Salvator Rosa. L'artista salernitano ha sempre preferito l'esecuzione dal vero.

Si trasferì a Venezia nel 1886 cooperando con Giacomo Favretto[3], e nel 1905 si spostò a Pedavena (Belluno), ove aprì un suo studio.

Nei primi giorni del 1929 causa di una grave malattia si trasferì a Venezia, ove morì nello stesso anno.

Partecipò alla prima edizione della Biennale d'arte di Venezia nel 1895[4] (con un'opera), alla settima edizione del 1907 (con 5 opere), all'ottava del 1909 (con 2 opere), alla nona del 1910 (con 2 opere) e all'undicesima del 1914 (con 2 opere).

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Celebri sono i suoi dipinti di genere (realizzati soprattutto a Napoli)[5], i suoi scorci di Venezia, i paesaggi campani e veneti e gli scorci di Pedavena, e le marine (soprattutto della costiera amalfitana e della penisola sorrentina). Nelle sue opere novecentesche si nota sia l'influenza della scuola napoletana che di quella veneta.

Raffaele Tafuri si è espresso principalmente con le tecniche dell'acquarello e dell'olio.

Curiose sono le sue cartoline e le sue illustrazioni.

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Cecilia BONATTI, Storia della pittura italiana dell'Ottocento, Milano, Bramante Editrice, 1975.
  2. ^ (IT) Giuseppe Luigi MARINI, Il valore dei dipinti italiani dell'Ottocento e del primo novecento, edizione XI (1993/1994), Torino, Umberto Allemandi & C., 1994.
  3. ^ (IT) Rosario PINTO, Il ‘900 a Salerno. Le arti e gli artisti nel secolo del '900 nel territorio salernitano, Salerno, Edizioni Oèdipus, 2006.
  4. ^ (IT) Mario MONTEVERDI, Storia della pittura italiana dell'Ottocento, Milano, Bramante Editrice, 1975.
  5. ^ (IT) Giuseppe Luigi MARINI, Il valore dei dipinti italiani dell'Ottocento e del primo novecento, edizione XIX (2001/2002), Torino, Umberto Allemandi & C., 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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